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Speciale Nuovi Ammortizzatori sociali

La Naspi, la Dis-Coll, l'Asdi, l'indennità di mobilità, la cassa integrazione. Ecco tutto ciò che devi sapere per accedere ai nuovi ammortizzatori sociali dopo la Riforma del Jobs Act.

La Riforma del Lavoro ha cambiato il mosaico degli ammortizzatori sociali. Il decreto legislativo 22/2015 ha modificato profondamente il quadro dei sussidi per i lavoratori che hanno perso il lavoro sostituendo i vecchi strumenti coniati dalla Legge Fornero del 2012. Per i lavoratori dipendentNaspi e Asdi hanno così preso il posto, dal 1° maggio 2015, di mini-Aspi e Aspi mentre per i collaboratori iscritti alla gestione separata indennità una tantum è stata sostituita dalla Dis-Coll

Lavoratori Subordinati. Per accedere alla Naspi bastano 13 settimane di contributi pagati nei quattro anni precedenti la disoccupazione unitamente a 30 giorni di lavoro effettivo nell'anno precedente la disoccupazione. La durata massima del sussidio sale però fino a due anni e non è più ancorata all’età del lavoratore, come invece accade per l'Aspi. Aumenta anche il tetto dell’importo: 1.300 euro (leggermente più alto di quello dell’Aspi, 1.195,37 euro) e la riduzione dopo i primi mesi sarà del 3% invece che del 15 per cento. Invariati i costi a carico dei datori di lavoro: contributo ordinario pari all’ 1,31%+0,3% e quota addizionale 1,4 per cento. Chi ha terminato la fruizione della Naspi e si trova ancora senza occupazione ed in condizione di bisogno avrà diritto all'Asdi, una sorta di ammortizzatore sociale di ultima istanza, di durata massima pari a sei mesi. 

Resisterà ancora per un po’, invece, l’indennità di mobilità prevista oggi per i dipendenti delle aziende più grandi, che da gennaio di quest’anno ha subito una stretta sulle durate: il trattamento più favorevole sarà 24 mesi per i lavoratori over 50 al Sud; 18 mesi per gli over 50 nel centro-nord e per i lavoratori con 40-49 anni al Sud; mentre per tutti gli altri la durata non potrà superare i 12 mesi. La mobilità dal 2017 verrà archiviata definitivamente e sarà sostituta dalla Naspi, che coprirà così tutti i lavoratori dipendenti, con la sola eccezione di quelli pubblici a tempo indeterminato e degli operai agricoli che continueranno a godere dell'indennità di disoccupazione agricola. Stesso destino spetterà all'indennità di disoccupazione edile che sarà abrogata dal 1° gennaio 2017 (articolo 71 della legge 92/2012).

Tutele in costanza del rapporto di lavoro. Il decreto legislativo sul riordino della Cig ha riformato gli istituti di integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro (Cassa integrazione guadagni, ordinaria e straordinaria e i contratti di solidarietà) completando così l'ampio restyling di tutto il settore degli ammortizzatori sociali. Ai sensi del Dm 83473/2014 inoltre, dopo una ulteriore proroga avvenuta con la legge di stabilita' 2016, dal 1° gennaio 2017 andranno in soffitta sia la cassa integrazione guadagni in deroga che l'indennità di mobilità in deroga, strumenti che erano stati prorogati temporaneamente dalla legge 92/2012 per il quadriennio 2013-2016. 

Parasubordinati. Come accennato per i collaboratori (anche a progetto) che perdono il lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 c'è invece la Dis-Coll, un nuovo sussidio sperimentale pari al 75% del reddito mensile se uguale o inferiore a 1.195 euro, mentre, se superiore, l’indennità verrà aumentata fino a un massimo di 1.300 euro. E' andato, invece, in soffitta l’una tantum per i Cocopro stabilizzata dalla legge Fornero dal 2013, dopo la sperimentazione del triennio precedente. 

In questa sezione PensioniOggi.it ha realizzato una breve guida - disponibile nel menu a destra - per aiutare i lettori a districarsi tra i principali termini chiave delle prestazioni di sostegno al reddito garantite dall'ordinamento sia in costanza del rapporto di lavoro sia al di fuori del rapporto di lavoro. 

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