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Guida alle principali caratteristiche della pensione per i lavoratori iscritti al Fondo di Previdenza degli Sportivi Professionisti 


Fondo di Previdenza dello Sport

Il Dizionario di PensioniOggi.it

 Il Fondo previdenziale degli sportivi professionisti (FPLSP) è un fondo sostitutivo dell'assicurazione generale obbligatoria che eroga le prestazioni previdenziali (IVS, invalidità, vecchiaia e superstiti) nei confronti dei lavoratori che svolgono attività di sport professionistico. Nato nel 1973 con la legge 366/1973 il Fondo è stato gestito sino al 2011 dall'Enpals per poi passare all'Inps dal 1° gennaio 2012 a seguito della Riforma Fornero del 2011. Nel panorama italiano il fondo resta uno dei pochi fondi speciali che gode ancora oggi di regole di pensionamento in gran parte diverse rispetto all'assicurazione generale obbligatoria nonostante l'intervento di armonizzazione recato dal Dlgs 166/1997 dal 1997.  

L'estensione dell'assicurazione IVS nei confronti dei professionisti sportivi è piuttosto recente. Solo a partire dal 1973 la 366/1973 ha introdotto una tutela specifica per l'invalidità la vecchiaia e i superstiti limitata in favore dei calciatori vincolati da contratto con società sportive affiliate alla Federazione italiana gioco calcio che svolgono la loro attività nei campionati di serie A, B e C (ora Lega Pro) e agli allenatori di calcio vincolati con società sportive affiliate alla Federazione italiana gioco calcio che svolgono professionalmente la loro attività in campionati di divisione nazionale. Successivamente il legislatore, con la L. n. 91/1981, ha ulteriormente esteso la predetta assicurazione per invalidità vecchiaia e superstiti ad atleti, allenatori, direttori tecnico-sportivi e preparatori atletici che svolgono la loro attività anche nell’ambito di altre discipline che hanno ottenuto il riconoscimento dello status di professionismo sportivo. Allo stato hanno ricevuto il riconoscimento dello status di “sport professionistico” le discipline sportive del calcio, del ciclismo, del golf, del pugilato, del motociclismo e del basket. 

Tali interventi hanno affermato la regola che l'assicurazione IVS per gli sportivi professionisti operasse in regime sostitutivo dell'AGO attraverso l'istituzione di un fondo specifico - il FPLSP per l'appunto - gestito dall'Enpals (l'ente nazionale della previdenza dello spettacolo)  che recentemente è stato soppresso e confluito nell'Inps. Ai fini dell'iscrizione al Fondo è sufficiente verificare la qualifica del lavoratore che da luogo all’obbligo assicurativo indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma del rapporto di lavoro. 

Le caratteristiche del Fondo 

Caratteristica peculiare di tale fondo è che l'anzianità contributiva è espressa in giornate (e non in settimane), considerando l'anno lavorativo convenzionale di 312 giorni, cui corrispondono 12 mesi di 26 giorni ciascuno. L'ordinamento prevede, inoltre, un meccanismo convenzionale semplificato per il raggiungimento dell’annualità di contribuzione necessaria per conseguire le prestazioni previdenziali: l'annualità di contribuzione si considera raggiunta con 260 contributi giornalieri. Pertanto per raggiungere i fatidici 20 anni di contributi (utili all'accesso alla pensione di vecchiaia) sono necessari dunque 5.200 contributi giornalieri. 

Al pari di quanto previsto nel FPLS il meccanismo convenzionale di accredito dell'annualità, inoltre, può determinare che in un determinato anno vengano versati contributi per un numero di giorni superiori a quelli richiesti per coprire un anno di contribuzione. In tal caso l'eccedenza contributiva viene recuperata al momento della valutazione finale, a scomputo del requisito contributivo. Ciò può determinare, peraltro, che il requisito contributivo venga maturato in anticipo rispetto a quello di anzianità assicurativa. In tal caso il diritto a pensione non si perfeziona fino al raggiungimento degli anni di assicurazione richiesti dalla legge. Ad esempio un lavoratore iscritto al FPLSP matura per 18 anni 290 giornate contributive si troverebbe al termine di tale periodo un valore pari a 5.200 contributi; avrebbe cioè già conseguito il minimo necessario per il pensionamento di vecchiaia. In tal caso però il lavoratore può accedere alla pensione di vecchiaia solo a condizione di aver altresì maturato almeno 20 anni di anzianità assicurativa presso il Fondo (cioè a condizione che dal primo versamento fino alla decorrenza della pensione siano trascorsi almeno 20 anni). 

La contribuzione d'ufficio 

A tutela delle carriere precarie e deboli il Dlgs 166/1997 ha introdotto una contribuzione d'ufficio, cioè una contribuzione a carico dello Stato, a completamento dell'annualità di contribuzione. Tale contribuzione, valida ai soli fini dell'acquisizione del diritto ai trattamenti pensionistici (dunque non incrementa la misura del trattamento), è riconosciuta a condizione che il lavoratore possa far valere 4.160 contributi giornalieri accreditati presso il fondo e che la retribuzione annuale percepita, nell'anno in cui riconoscere l'accredito, non superi il 50% del massimale di retribuzione imponibile stabilito dalla legge, rivalutato annualmente (50.162€ ai valori 2017). La contribuzione d'ufficio è riconosciuta solo agli assicurati non in possesso di contribuzione al 31.12.1995 ed è consentita per più anni per un numero di giornate non superiore a 1.040 (4 anni) sino alla concorrenza di 5.200 contributi giornalieri; annualmente la contribuzione d'ufficio è riconosciuta nel limite massimo di 260 contributi giornalieri sino alla capienza massima di 312 contributi giornalieri annui. 

Massimali pensionistici 

Altra caratteristica del fondo riguarda la presenza di massimali diversi rispetto all'AGO. A seguito della Riforma del 1997 anche gli assicurati iscritti al fondo alla data del 31.12.1995 pagano, infatti, i contributi in base al reddito conseguito sino ad un massimale contributivo giornaliero pari all'importo del massimale annuo di retribuzione pensionabile vigente tempo per tempo nell'AGO di cui all'articolo 2, co. 18 della legge 335/1995 (cioè 100.324€, pari a 321,55€ giornalieri). Sulla retribuzione eccedente tale soglia si paga, inoltre, un contributo di solidarietà pari al 1,2% del reddito conseguito e sino all'importo di 2.344€ giornalieri. La presenza di un massimale comporta, peraltro, che ai fini del calcolo delle quote retributive di pensione (Quote A e B) la retribuzione giornaliera eccedente i 321,55 non possa essere valorizzata. 

Il calcolo della pensione nel Fondo di previdenza degli sportivi professionisti 

Il sistema di calcolo della pensione risente fortemente delle sopra citate specificità. Al pari dei lavoratori assicurati presso l'AGO, il calcolo viene effettuato in tre quote: quota A relativa all'anzianità maturata sino al 1992; Quota B per l'anzianità maturata dal 1.1.1993 al 31.12.1995 o al 31.12.2011 e quota C, determinata con il sistema contributivo, per l'anzianità maturata dal 1.1.96 o dal 1.1.2012 per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995. 

A differenza di quanto previsto nell'AGO la Quota A si calcola però in base alla media delle migliori 540 retribuzioni giornaliere fra tutte quelle versate ed accreditate nell'arco della vita lavorativa rivalutate sulla base della variazione media annua dell'indice ISTAT del costo della vita solo fino al quinto anno precedente la decorrenza della pensione ed entro il limite del massimale di retribuzione giornaliero (pari a 322€ nel 2017). Le retribuzioni giornaliere che si collocano negli ultimi cinque anni antecedenti la decorrenza, quindi, non vengono rivalutate. 

Per quanto riguarda la Quota B, riferita ai periodi dal 01/01/1993, la Riforma Amato ha ampliato il periodo di riferimento in cui ricercare la retribuzione pensionabile. Il calcolo si effettua sulla media delle ultime 2.080 retribuzioni giornaliere nell’arco della carriera lavorativa. Tale retribuzione deve essere rivalutata per i coefficienti previsti per la quota B dell'AGO (cioè sulla base della variazione media annua dell'indice ISTAT del costo della vita maggiorato di un punto percentuale) sempre entro il limite del massimale di retribuzione giornaliero (322€). Le aliquote di rendimento della retribuzione pensionabile sia nella quota A che B sono quelle vigenti nell'AGO (2% per ogni anno di contribuzione con rendimenti decrescenti al crescere della retribuzione) come delineate nella tavola sottostante. 

Con riferimento ai lavoratori che al 31 dicembre 1995 vantano meno di 18 anni di contribuzione tutte le anzianità contributive maturate successivamente al 1° gennaio 1996 sono determinate con il sistema contributivo (Quota C) mentre per gli altri, i più anziani, il calcolo contributivo è scattato solo dal 1° gennaio 2012.  In virtu' di quanto stabilito dalla legge Dini (art. 1, co. 18 della legge 335/1995) l'imponibile contributivo per i lavoratori iscritti al Fondo dopo il 1995 non può eccedere il valore di 321,55€ giornalieri (100.324€ annui).  

L'utilizzo della contribuzione 

L'appartenenza del FPLSP al "sistema Enpals" ha permesso anche agli sportivi professionisti di avvalersi della convenzione tra Enpals e Inps  prevista dall'articolo 16 del Dpr 1420/1971. Pertanto anche la contribuzione versata presso il Fondo di Previdenza degli Sportivi Professionisti può essere sommata gratuitamente con quella versata presso l'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti al fine di acquisire una unica prestazione previdenziale (es. pensione di vecchiaia). In mancanza del raggiungimento del diritto alla pensione con il cumulo della contribuzione tra i due fondi è possibile anche valorizzare la contribuzione (eventualmente) versata presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Nel caso di pensione di vecchiaia anticipata in favore degli sportivi professionisti però il requisito contributivo minimo (cioè i 5.200 contributi giornalieri) deve essere perfezionato solamente tramite la contribuzione versata presso il FPLSP non potendosi far valere, a tal fine, la contribuzione versata in altre gestioni previdenziali. In alternativa alla predetta convenzione la contribuzione versata presso il FPLSP può formare oggetto di ricongiunzione secondo le regole previste dalla legge 29/1979. Gli assicurati possono, in alternativa, avvalersi della totalizzazione nazionale o del cumulo dei periodi assicurativi secondo le norme che disciplinano tali istituti. 

Le prestazioni Previdenziali 

Gli iscritti al fondo hanno diritto alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata, all'assegno ordinario di invalidità, alla pensione di inabilità oltre che alla pensione ai superstiti anche se con alcune specificità rispetto all'assicurazione comune. In particolare gli assicurati al fondo al 31.12.1995 (cioè che ricadono nel sistema misto) hanno diritto alla pensione di vecchiaia all'età di 53 anni e 7 mesi (50 anni e 7 mesi le donne) unitamente a 20 anni di assicurazione e contribuzione (5.200 contributi giornalieri) a condizione che il requisito contributivo sia perfezionato utilizzando esclusivamente la contribuzione accreditata presso il Fondo con la qualifica di professionista sportivo. 

Gli assicurati dopo il 31.12.1995 (cioè per chi è nel contributivo puro) conseguono la pensione secondo le nuove norme previste dalla legge Fornero (63 anni e 7 mesi unitamente a 20 anni di contribuzione e assicurazione e importo pensione non inferiore a 2,8 volte l'assegno sociale; 66 anni e 7 mesi unitamente a 20 anni di contribuzione e assicurazione e importo pensione non inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale; a 70 anni e 7 mesi unitamente a 5 anni di contribuzione e assicurazione; 42 anni e 10 mesi di contributi per la pensione anticipata). Tali soggetti possono, tuttavia, anticipare l'età di uscita rispetto all'età appena indicate di un anno ogni quattro anni di lavoro effettivamente svolto per attività professionale svolta nel settore, sino ad un massimo di cinque anni. Dunque nell'ipotesi di massimo anticipo l'età di uscita può oscillare tra i 58 anni e 7 mesi e i 61 anni e 7 mesi.  

In tal caso, inoltre, il coefficiente di trasformazione  da applicare va individuato in corrispondenza dell’età risultante dalla somma dell’età anagrafica dell’assicurato, e il numero degli anni aggiunti sino ad un massimo di 5. A titolo di esempio, nella ipotesi dell’anticipazione massima consentita – 5 anni – si utilizza il coefficiente previsto per il 63° anno di età se l’assicurato ha 58 anni, per il 64° anno di età se ha 59 anni e così via di seguito. 

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Documenti: legge 366/1973; legge 91/1981Dlgs 166/1997

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