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La legge 147/2014 ha ristretto i requisiti per accedere alla seconda salvaguardia per i lavoratori in mobilità: il rapporto di lavoro deve cessare entro il 30 dicembre 2016.

Seconda Salvaguardia

Il dizionario di Pensioni Oggi

Come noto all'indomani dell'approvazione della prima salvaguardia, contenuta nella stessa legge Fornero, il legislatore ha sentito l'esigenza di estendere la possibilità di mantenere le regole di pensionamento piu' favorevoli, vigenti sino al 31.12.2011, ad un ulteriore contingente di persone che erano rimaste escluse. L'intervento si è concretizzato con l'articolo 22 del decreto legge numero 95 del 6 luglio 2012 convertito con legge numero 135 del 7 Agosto 2012 e quindi con il decreto interministeriale 8 Ottobre 2012.

Sulla normativa in parola è di recente però intervenuta la legge 147/2014 (sesta salvaguardia) che ha ridotto di 20 mila unità il contingente originariamente dal Dl 95/2012 portandolo da 55mila a 35mila posti. L'intervento in parola è stato attuato mediante la riduzione dei posti disponibili all'interno del profilo riguardante "i lavoratori destinatari di programmi di gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo degli ammortizzatori sociali, sulla base di accordi stipulati in sede governativa entro il 31.12.2011". Alla luce di questa modifica appare utile dunque fare il punto della situazione.

seconda-salvaguardia

Lavoratori con accordi per la gestione delle eccedenze occupazionali. Nella formulazione originaria del Dl 95/2012 la salvaguardia poteva essere concessa a 40mila lavoratori per i quali le imprese avessero stipulato, in sede governativa, entro il 31 dicembre 2011, accordi intesi alla gestione delle eccedenze occupazionali, con impiego di ammortizzatori sociali, ancorché alla data del 4 dicembre 2011 gli stessi lavoratori ancora non risultassero cessati dall'attività lavorativa e collocati in mobilità; era richiesta, inoltre, la condizione che essi maturassero i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità.

La modifica. Per effetto della modifica operata sull'articolo 22, comma 1, lettera a) del Dl 95/2012 dalla legge 147/2014 la salvaguardia potrà essere concessa, nei limiti ora di 20mila unità (rispetto ai 40mila originari), ai lavoratori per i quali le imprese abbiano stipulato in sede governativa entro il 31 dicembre 2011 accordi finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali che rispettino una delle seguenti condizioni:

a) Lavoratori che siano già percettori al 6 novembre 2014, ovvero, entro i quindici giorni successivi a detta data (cioè 21 novembre 2014), del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria ai sensi dell’articolo 1 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e il cui rapporto di lavoro cessi – senza soluzione di continuità con il predetto trattamento di cigs -  entro il 30 dicembre 2016 per il collocamento in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni. I predetti lavoratori dovranno essere presenti negli elenchi inviati all’Inps dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ai sensi del decreto del 8 ottobre 2012 del predetto Ministero;

b) lavoratori che siano cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e i cui nominativi siano stati comunicati entro il 31 dicembre 2014 al Ministero del lavoro e delle politiche sociali secondo le modalità di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 8 ottobre 2012.

In entrambi i casi resta fermo che i lavoratori devono perfezionare i requisiti pensionistici entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità ai sensi dell’art. 7, commi 1 e 2, della legge n. 223 del 1991.

Titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore. Per i titolari di assegno straordinario di sostegno al reddito a carico dei fondi di solidarietà di settore, il Dl 95/2012 ha destinato 1.600 posti ai lavoratori desti­natari di accordi collettivi per l'accesso ai fondi stipulati entro il 4 dicembre 2011, ma divenuti titolari dell'assegno straordinario in data successi­va. Questi lavoratori restano a carico del fondo almeno fino al compimento del 62° anno d'età.

Tenuto conto di questa correzione il numero dei titolari di assegno straordinario dei fondi di solida­rietà ammessi alla salvaguardia passa quindi dalle 17.710, previste dal decreto interministeriale del 1° giugno 2012, a 19.310 unità.

Si ricorda che il messaggio inps 9611/2014 ha precisato che la disponibilità delle risorse assegnate alla categoria è sufficiente ad assicurare la salvaguardia ai lavoratori che sono entrati nei fondi di solidarietà di settore entro il 31 Dicembre 2014.

Prosecutori Volontari. Relativamente a questa categoria di soggetti vengono salvaguardati i soggetti che: a) hanno l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione intervenuta antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011; b) siano in possesso di almeno un contributo volontario accre­ditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011; c) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza della pensione, secondo le disposizioni vigenti prima del Dl n. 201/2011, entro la data ultima del 6 gennaio 2015  2013; d) abbiano assenza di attività lavorativa successiva all'auto­rizzazione alla prosecuzione volontaria.

Lavoratori Cessati con Accordi. Relativamente a questa categoria di salvaguardati, si chiede il rispetto dei seguenti parametri per rientrare nel beneficio: a)  cessazione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 (la data di cessazione del rapporto di lavoro deve risultare da elementi certi e oggetti­vi quali le comunicazioni obbligatorie alle Dire­zioni territoriali del lavoro, ovvero agli altri sog­getti equipollenti individuati sulla base di disposi­zioni normative o regolamentari); b) mancata successiva rioccupazione in «qualsiasi altra attività lavorativa»; c) perfezionamento dei requisiti utili a comportare la decorrenza della pensione, secondo le disposizioni vigenti prima del decreto legge n. 201/2011, entro la data ultima del 6 gennaio 2015.

Si ricorda tuttavia che, con riferimento a queste ultime due categorie, le successive salvaguardie (si veda da ultimo la sesta salvaguardia) hanno eliminato il paletto della mancata rioccupazione ed hanno esteso il termine entro cui deve essere maturata la decorrenza dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016.

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Riferimenti: decreto interministeriale 8 Ottobre 2012; Messaggio Inps 4678/2013; Messaggio Inps 8881/2014

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