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Terza Salvaguardia (Esodati)

Il dizionario di Pensioni Oggi
 
Cos'è: Il termine identifica i 10 mila lavoratori esodati salvaguardati con la legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013)

Con la legge di stabilità 2013 (art 1, commi 231/237, legge 24 dicembre 2012, n. 228) il legislatore ha disposto un ulteriore allargamento della platea dei salvaguarda­ti (dopo la prima salvaguardia e la seconda salvaguardia) ad un ulteriore numero di soggetti pari a 10.130 unità.

Le categorie ammesse al beneficio

L'art. 1, comma 231, della legge n. 228/2012 sta­bilisce che, ferme restando le salvaguardie previste dai precedenti due decreti, i requisiti di accesso al pensionamento ed il regime delle decorrenze vi­genti alla data del 31.12.2011 continuino a trovare applicazione nei confronti di ulteriori lavoratori che maturino i suddetti requisiti dopo il 2011.

Queste le categorie ammesse al beneficio:

a) lavoratori cessati dal rapporto di lavoro en­tro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi go­vernativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero durante il periodo godimento dell'indennità di mobilità in deroga ed entro il 31 dicembre 2014;

b) ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione vo­lontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario ac­creditato o accreditabile alla data del 6 Dicembre 2011, ancor­ché abbiano svolto, successivamente alla me­desima data del 4 dicembre 2011, qualsiasi atti­vità non riconducibile a rapporto di lavoro di­pendente a tempo indeterminato dopo l'auto­rizzazione alla prosecuzione volontaria, a con­dizione che:

1) abbiano conseguito successivamente alla data del 4 dicembre 2011 un reddito annuo lor­do complessivo riferito a tali attività non supe­riore a euro 7.500;

2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6.1.2015;

c) ai lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 c.p,c, ovvero in appli­cazione di accordi collettivi di incentivo all'eso­do stipulati dalle organizzazioni comparativamen­te più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non ri­conducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che:

1)    abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno 2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500;

2)  perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6.1.2015 ;

d) ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione vo­lontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla pre­detta data, i quali, in quanto fruitori della relati­va indennità, devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter effettuare il ver­samento volontario, a condizione che perfezio­nino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6.1.2015

Il Dm 22 Aprile 2013 ha effettuato la ripartizione del numero di salva­guardati tra le diverse categorie nella seguente maniera: 1.800 lavoratori in mobilità ordinaria, 760 in mo­bilità in deroga, 2.440 autorizzati ai versamenti volontari e 5.130 lavoratori cessati per risoluzione consensuale o incentivata.

terza-salvaguardia

Per verificare i requisiti di decorrenza ai fini dell'inclusione nel contingente in questione Pensioni Oggi ha realizzato un apposito programma disponibile qui.

Il monitoraggio

Anche per questo ulteriore contingente di salvaguar­dati è l'Inps il soggetto deputato ad effettuare il «monitoraggio dalle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre 2011, n 201 ...».

Monitoraggio finalizzato a contenere gli accessi alla salvaguardia entro i limiti di spesa imposti dalla legge. Con la specificazione che i criteri guida per la formazione della graduatorie dovranno essere:

- per i lavoratori collocati in mobilità ordinaria o in deroga, la data di cessazione del rapporto di lavoro;

- per i lavoratori autorizzali ai versamenti volontari, la data di cessazione del rapporto di lavoro prece­dente l'autorizzazione ai versamenti volontari;

- per i lavoratori cessati in virtù di accordi consen­suali o incentivati, la data di cessazione del rap­porto di lavoro in ragione degli accordi medesimi.

I limiti di spesa

Secondo quanto disposto dai comma 234 dell'art. 1, legge n. 228/2012, il beneficio accordato alla nuova platea di salvaguardati «è riconosciuto nel limite massimo di 64 milioni di euro per l'anno 2013, di 134 milioni di euro per l'anno 2014, di 135 milioni di euro per l'anno 2015, di 107 milio­ni di curo per l'anno 2016, di 46 milioni di euro per l'anno 2017, di 30 milioni di euro per l'anno 2018, di 28 milioni di euro per l'anno 2019 e di 10 milioni di euro per l'anno 2020».

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