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L'ordinamento riconosce alcune particolari indennità economiche in favore del personale civile e militare dello stato che abbia riportato lesioni o infermità a causa dell'espletamento del proprio servizio.


Vittime del Dovere

Il Dizionario di PensioniOggi.it

 Oltre ai benefici di legge previsti in favore dei civili o degli appartenenti all’apparato dello Stato deceduti o rimasti permanentemente invalidi per ragioni di servizio, sono previsti altri benefici in favore dei militari o dei dipendenti civili dello Stato e della P.A. rimasti permanentemente invalidi o deceduti a causa di eventi per i quali possano considerarsi vittime del dovere o equiparati al dovere secondo le vigenti disposizioni normative.

Si tratta di particolari benefici che si aggiungono a quelli riconosciuti dall'ordinamento per la generica causa di servizio (es. equo indennizzo, pensione privilegiata, assegni accessori eccetera) che sono stati introdotti a partire dalla metà degli anni '80 per poi irrobustirsi man mano con il passare del tempo.

I destinatari
In particolare l'articolo 3 della legge 466/1980 ha incluso, in un primo tempo, nelle vittime del dovere: a) i magistrati ordinari, b) i militari dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, della pubblica sicurezza, della polizia penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato, c) i vigili del fuoco, d) gli appartenenti alle Forze armate in servizio d’ordine pubblico o di soccorso, i quali per ferite o lesioni, abbiano riportato un’invalidità permanente non inferiore all’80% della capacità lavorativa o, in ogni caso, la cessazione del rapporto di lavoro.

Il successivo art. 1, co. 562 della legge 266/2005 ha ulteriormente esteso la categoria ricomprendendo in essa tutti i dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un'invalidità permanente in servizio per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza d’eventi verificatesi: 1) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità; 2) nello svolgimento di servizi d’ordine pubblico; 3) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari; 4) in operazioni di soccorso; 5) in attività di tutela della pubblica incolumità; 6) a causa d’azioni in situazioni d’impiego internazionale, non necessariamente ostili.

Il co. 563 del predetto articolo 1 della legge 266/2005 ha, infine, introdotto la categoria dei cd. equiparati alle vittime del dovere individuando in essi i soggetti che in occasione di missioni di qualunque natura, in Italia o all’estero, implicanti circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti d’istituto. 

I benefici previsti per le vittime del dovere e soggetti equiparati 
La legge 266/2005 ha, inoltre, stabilito il principio della progressiva estensione dei benefici già previsti in favore delle vittime della criminalità organizzata e del terrorismo alle vittime del dovere ovvero ai famigliari superstiti, estensione poi avvenuta con il DPR 7 luglio 2006, n. 243. Attualmente, pertanto, i benefici consistono nella liquidazione, a partire dal 1.1.2007, di una speciale elargizione pari a 2 mila euro per ogni punto percentuale di invalidità entro un massimo di 200mila euro. In caso di decesso la speciale elargizione viene erogata nei confronti dei superstiti del de cuius nella sua cifra intera pari a 200mila euro.

A decorrere dal 1° gennaio 2008, alle vittime del dovere e ai soggetti equiparati con una invalidità non inferiore al 25% ed ai loro familiari superstiti in caso di decesso, oltre alla speciale elargizione, spetta uno speciale assegno vitalizio, non reversibile di 1.033 mensili e l'assegno vitalizio non reversibile, corrisposto a partire dal 26 agosto 2004, pari a 258,23 euro al mese.

Le predette provvidenze economiche sono esenti da Irpef e sono soggette, una volta attribuite, alla normale perequazione annuale in materia di pensioni. I benefici vengono concessi su domanda degli interessati ,da presentare alle rispettive amministrazioni d’appartenenza, per gli eventi verificatisi in Italia ed all’estero dal 1° gennaio 1961.

In caso di decesso, ai superstiti aventi diritto alla pensione di reversibilità o indiretta (coniuge, figli minori o maggiorenni, genitori, fratelli e sorelle se conviventi e a carico) sono attribuite, inoltre, due annualità del trattamento di reversibilità, comprensive della 13^ mensilità, prendendo a riferimento l’importo pensionistico ai superstiti da mettere in pagamento agli interessati secondo le disposizioni previste dal DPR 1092/1973.

La mappa sottostante evidenzia, pertanto, le principali prestazioni spettanti ai dipendenti pubblici in relazione a ciascun evento occorso. 

Altri benefici
Il riconoscimento dello status di vittima del dovere porta con sé ulteriori vantaggi non attribuiti, ad esempio, con il generico accertamento della causa di servizio. In particolare dal 1° gennaio 2017 la legge di bilancio 2017 ha provveduto alla cancellazione dell'Irpef in modo generalizzato su tutte le pensioni dirette ed indirette erogate nei confronti delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati (con la sola eccezione della doppia annualità che resta soggetta al prelievo irpef; cfr: Messaggio inps 1412/2017; Circolare Inpdap 18/2011).

Alle vittime del dovere e ai soggetti equiparati spetta, inoltre: 1) l' esenzione dal pagamento dei ticket per ogni tipo di prestazione sanitaria; 2) l' assunzione diretta (nonché il coniuge ed i figli superstiti ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora unici superstiti), con precedenza rispetto ad ogni altra categoria e con preferenza a parità di titoli; 3) l'accesso a borse di studio per i vari anni scolastici ed accademici universitari; 4) l'assistenza psicologica a carico dello Stato; 5) l' esenzione dall’imposta di bollo, sui documenti e gli atti delle procedure di liquidazione dei benefici ed esenzione delle predette indennità da ogni tipo d’imposta; 6) la revisione delle percentuali di invalidità già riconosciute ed indennizzate, secondo le previgenti disposizioni, e loro rivalutazione, per eventuale intercorso aggravamento fisico e per riconoscimento del danno biologico e morale. 

Trattamento speciale di reversibilità ai superstiti dei caduti 
Un ulteriore beneficio è previsto dall'articolo 1897 del Dlgs 66/2010 (Codice dell'Ordinamento Militare che ha recepito quanto previsto dall'art. 93, co. 6 del DPR 1092/1973) in favore dei soli superstiti del personale militare e delle Forze di Polizia caduti per il compimento di azioni criminose o vittime del dovere in servizio d’ordine pubblico o di vigilanza ad infrastrutture civili o militari, ovvero in operazioni di soccorso. A tali soggetti l'ordinamento riconosce, in luogo della pensione privilegiata indiretta, il trattamento speciale di attività in misura pari al trattamento complessivo d’attività percepito dal congiunto all’epoca del decesso o, qualora più favorevole, in misura pari al trattamento complessivo d’attività del grado immediatamente superiore a quello rivestito dal congiunto all’epoca del decesso, ivi compresi gli emolumenti pensionabili, con esclusione dell’indennità integrativa speciale che è corrisposta nella misura prevista per i pensionati. 

Si tratta di una misura particolarmente favorevole in quanto, in sostanza, garantisce ai superstiti il trattamento che il defunto avrebbe goduto restando in servizio. La misura dell'assegno viene, infatti, riliquidata in relazione ai miglioramenti economici attribuiti al pari grado in servizio nelle corrispondenti posizioni economiche con pari anzianità. Si presti attenzione che tale trattamento non è riconosciuto per causali che determinano l'attribuzione dello status di vittime del dovere diverse da quelle esposte nè, in ogni caso, nei confronti dei dipendenti civili dello stato o dei soggetti equiparati alle vittime del dovere. Anche tale trattamento è esente da Irpef ai sensi di quanto previsto dall'articolo 2, co.5 della legge 407/1998 (cfr: Informativa Inpdap 5/1999).

Vittime del Servizio
Non rientrano tecnicamente nell'insieme delle vittime del dovere le cd. speciali elargizioni di importo fisso previste in favore dei superstiti del personale militare deceduto per ragioni di servizio. In particolare l'articolo 1895 del Dlgs 66/2010 riconosce in favore dei superstiti dei militari non legati allo Stato da rapporto stabile o permanente (leva, allievi, scuole, ferme volontarie …), deceduti durante il periodo di servizio anche se non a causa del servizio medesimo una speciale elargizione nella misura pari ad euro 25.822,84.

Un ulteriore beneficio di legge è attribuito ai superstiti del personale militare e delle forze dell'ordine deceduto in attività di servizio per diretto effetto di ferite o lesioni causate da eventi di natura violenta riportate nell’adempimento del servizio, nell’espletamento cioè di un’attività connessa ai precipui compiti istituzionali. Ai familiari di tale personale è attribuita una speciale elargizione pari a 100 mila euro più ulteriori 60 mila euro in presenza di carichi di famiglia (Art. 1896 Dlgs 66/2010). Anche tali provvidenze economiche sono esenti da irpef.

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