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Pensioni, Come si calcolano le settimane utili per il cumulo contributivoIn evidenza

Buongiorno Mia mogie (nata nel maggio 1953) ha dovuto lasciare anzitempo il lavoro per gravi motivi di famiglia (figlio con disabilità - Legge 104). E' pensionata dal 1994 "come ex-ipost" (con 20 anni di contribuzione e trattamento di quiescenza che non supera i 500 euro mensili). Nel 2006 ha ripreso a lavorare nel comparto scuola pubblica, come personale ATA, con contratto a part-time, prima con contratti a T.D. e, dal settembre del 2014 con definitiva immissione in ruolo. Al fine di poter programmare utilmente una eventuale fruizione del congedo straordinario di 24 mesi - previsto dalla già citata L. 104 - ha la necessita di sapere a che età dovrà cessare dall'impiego e, contestualmente, percepire la pensione supplementare. Sino ad ora ha ricevuto le risposte più disparate: 66 anni e 7 mesi - 70 anni - 71 anni e 8 mesi. La signora è destinataria del sistema contributivo in quanto risulta iscritta presso la Cassa Stato per la prima volta dopo il 31 dicembre 1996 e, pertanto, può uscire con la pensione di vecchiaia al perfezionamento di 70 anni e 7 mesi (requisito da adeguare ai successivi adeguamenti alla speranza di vita istat) unitamente al possesso di almeno 5 anni di anzianità contributiva effettiva (cioè con esclusione della contribuzione figurativa). Tecnicamente non si tratta di una pensione supplementare (che non è prevista nelle gestioni esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria) bensì di una pensione autonoma di vecchiaia. L'assegno sarà determinato esclusivamente secondo le regole del sistema contributivo. 

Quale architetto libero professionista, sono stato iscritto nei ruoli previdenziali della Cassa ingegneri e architetti, Inarcassa, dal 24.06.1976 al 05.05.1985. Dal maggio 1985 sono stato assunto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione e quindi iscritto nei ruoli previdenziali dell’INPDAP. A quella data, non essendo prevista la facoltà di ricongiungere i periodi previdenziali, ho chiesto ed ottenuto nel 1986 la restituzione dei contributi versati e dei relativi interessi per il periodo di iscrizione Inarcassa. Solo con la legge n.45/1990 è stato poi possibile ricongiungere i periodi di iscrizione alla cassa professionisti con i periodi previdenziali Inpdap, ma restava escluso chi, come me, aveva ottenuto la restituzione dei contributi versati. Gradirei sapere se, alla luce delle nuove disposizioni di cui alla legge n.228/2012, art.1 comma 229, e sm.i., sia possibile nel mio caso l’applicazione del cumulo dei periodi assicurativi solo per il conteggio dell’anzianità lavorativa. Il cumulo dei periodi assicurativi consente di utilizzare sia ai fini del diritto che della misura della pensione la contribuzione versata nei fondi della previdenza pubblica obbligatoria e quelli presso le casse professionali. Nel caso di specie avendo richiesto, in forza di una specifica previsione dell'epoca, la restituzione della contribuzione versata presso il Fondo Inarcassa non si comprende più in cosa possa consistere il cumulo posto che la gestione dovrebbe risultare priva di contribuzione. 

Buongiorno. Sono dipendente di ente locale. Secondo le regole della legge Fornero la mia pensione è prevista per febbraio 2022, con 43,6 anni di servizio, e 64,5 anni di età. Vorrei gentilmente sapere se con le nuove regole sono previste uscite anticipate anche per le pensioni di anzianità massima di servizio. In pratica visto che per anzianità di età (vecchiaia)si potrebbe andare a 63 anni, potrò andare io a 63 anni, penalizzato per l'anno e mezzo che mancherebbe? 

No, al momento la norma non prevede la possibilità di agganciare l'APE al perfezionamento della pensione anticipata come stabilita dalla legge fornero. Il lettore potrà aderire all'APE solo ed esclusivamente dal 63° anno e non al raggiungimento del 40° o 41° anno di servizio. 

Dovendo procedere a chiedere il cumulo previsto dalla nuova legge di bilancio volevo capire come fare per calcolare i contributi eventualmente sovrapposti, ho contributi 2005 e 2007 nella gestione separata e contemporaneamente nella ago anche se quelli sono parte time. Il cumulo dei periodi assicurativi potrà riguardare esclusivamente, ai fini del raggiungimento del diritto a pensione, i periodi non sovrapposti temporalmente fermo restando che, ai fini della misura della pensione, anche la contribuzione sovrapposta temporalmente sarà utile. In definitiva la contribuzione sovrapposta si considera utile solo una volta ai fini del diritto. Ad esempio se il lavoratore ha 38 anni di contribuzione nell'AGO e 10 anni di contributi nella gestione separata di cui 5 sovrapposti temporalmente l'anzianità utile ai fini del diritto alla pensione anticipata sarà pari a 43 anni (38+5). Però ai fini del conteggio della misura le quote di pensioni saranno calcolate su 48 anni di contribuzione. La presenza di periodi di part-time non incide sul sistema appena esposto: naturalmente però le settimane da considerare ai fini della misura saranno ridotte rispetto a quelle valide ai fini del diritto alla pensione dato che si dovrà guardare la seconda colonna dell'estratto conto contributivo prodotto dall'Inps. 

sono un lavoratore precoce..ho 58 anni e 42 anni e 4 mesi di contributi regolarmente versati...l'inps mi dice che con i requisiti da me raggiunti andro' in pensione il 1 agosto 2017...ho lavorato come dipendente poi licenziato x esubero di personale fino al 1 agosto 2014 maturando 40 anni di contributi....x essere in regola con l' inps { riforma Fornero} dal 1settembre 2014 non riuscendo piu a trovare un lavoro come dipendente.. ho aperto una partita iva come artigiano pagando 300 euro mensili di contributi essendo per me inavvicinabile il pagamento dei contributi volontari.. DA QUI LA MIA DOMANDA : ho letto che vorrebbero mandare in pensione i precoci con 41 anni di contributi disoccupati..nel mio caso converrebbe chiudere l' attivita e diventare disoccupato o continuare a pagare i contributi come artigiano..mi sento preso in giro. Il lettore per accedere all'agevolazione della cd. quota 41, dovrebbe dimostrare il possesso di almeno 12 mesi di contribuzione da lavoro effettivo prima del 19° anno di età nonchè trovarsi in stato di disoccupazione a seguito della perdita (in modo involontario) di un rapporto di lavoro dipendente ed aver terminato da almeno 3 mesi la disoccupazione indennizzata (es. Naspi o mobilità). Naturalmente i requisiti dovranno essere meglio chiariti nei prossimi tempi dall'Inps e dal Ministero del Lavoro. In quanto le combinazioni possibili sono molteplici. L'agevolazione non decollerà, comunque, prima del 1° maggio 2017. Pertanto il beneficio in questione non porterebbe comunque grossi vantaggi dato che, con le regoli attuali, il lettore andrebbe in pensione il 1° agosto 2017 con 42 anni e 10 mesi di contributi. Qui è possibile determinare la prima data utile di uscita con le regole attuali. 

Espongo la mia situazione , sono nato il 7 novembre 1957, ho iniziato a lavorare come apprendista il 26 settembre 1975 , prima del 18 anno di età , ma per mia sfortuna il datore di lavoro ha iniziato a versare la contribuzione dal 26 novembre 1975 , 19 giorni dopo il compimento del 18 anno di età . A causa di questo inconveniente, non raggiungo uno dei requisiti richiesti dalla riforma precoci, i famosi 12 mesi di lavoro effettivo prima del compimento del 19 anno di età . Di conseguenza verrei escluso dalla possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi nonostante io sia attualmente disoccupato, e avendo anche esaurito Aspi da più di tre mesi. La mia assunzione effettiva 26 sett, 75 risulta sul libretto di lavoro . Secondo Lei ho la possibilità di regolarizzare presso inps questi due mesi ? se si ,questo “riscatto” di omessa contribuzione mi permetterà di rientrare nelle regole previste , visto che Lei in un precedente articolo sull’argomento parlava di 12 mesi di lavoro effettivo escluso contribuzione volontaria o da riscatto. La norma per come è formulata include coloro che hanno "almeno 12 mesi di contribuzione da lavoro effettivo prima del 19° anno di età". E' vero che ad avviso dello scrivente ciò vale ad escludere i periodi di contribuzione volontaria, figurativa e da riscatto però nel caso di specie il lavoro è stato prestato ed il mancato accredito della contribuzione deriva da una mancanza del datore di lavoro. Se così è lo spirito della misura appare comunque rispettato. Dunque ritengo che sia astrattamente possibile il riscatto della contribuzione omessa e prescritta per rientrare nell'agevolazione suddetta. Naturalmente ciò dovrà essere confermato nei prossimi tempi dall'Inps.  

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Buonasera, il 20 luglio del 2018 compirò 63 anni ed avrò 40 anni circa di contributi riconosciuti dall'AGO. Sono disoccupato da 1 anno e finirò di percepire l'indennità NASPI nel Gennaio 2018. Volevo sapere se maturerò i requisiti per richiedere l'APE Agevolato il 20 luglio del 2018 (3 anni e 7 mesi prima dell'età per la pensione di vecchiaia considerata 66 anni e 7 mesi) oppure il 20 dicembre 2018 (3 anni e 7 mesi prima dell'età per la pensione di vecchiaia considerata a 67 anni secondo le previsioni della Legge Fornero con adeguamento alla speranza di vita per l'anno 2022)?
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