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Pensioni, Il decesso del disabile non revoca l'APe socialeIn evidenza

Cosa succede al beneficiario di Ape Social per assistenza a un parente disabile (madre), se dopo il riconoscimento del diritto venissero meno la convivenza o il disabile stesso venisse ricoverato in una struttura o venisse a mancare? Gli viene revocato il diritto o questo è acquisito irreversibilmente sino alla pensione di vecchiaia? Il tema è rilevante perchè prima di inoltrare la domanda di accesso al beneficio mi dovrei dimettere dal servizio. 

Secondo quanto previsto dalla legge e dalla Circolare Inps 100/2017 il beneficiario decade dall'APe sociale esclusivamente in caso divenga titolare di pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia (es. pensione a 64 anni), per perdita della residenza in Italia o per il superamento, per svolgimento di attività lavorativa subordinata, parasubordinata o autonoma del livello di reddito annuo esente da imposizione fiscale (8mila euro, 4.800 per il lavoro autonomo). Nel caso di specie si ritiene, pertanto, che il decesso del disabile assistito durante il periodo di percezione dell'ape sociale non comporti conseguenza alcuna per il beneficiario. Naturalmente il disabile deve risultare in vita al momento della domanda di accesso alla prestazione di APe sociale. 

Buongiorno. Ho fatto domanda di certificazione per il riconoscimento del beneficio derivato da lavori faticosi e pesanti (lavoro notturno) per l'anno 2017 nel quale maturerò tutti i requisiti e attualmente percepisco l'indennità di mobilità. La mia domanda è questa: la decorrenza del trattamento pensionistico, in questo caso, interrompe la prestazione degli ammortizzatori sociali o dovrò aspettare che si esaurisca l'intero periodo dell'indennità di mobilità che in tal caso scadrebbe a febbraio del 2018? Se il lettore, come si comprende, ha fatto domanda per il beneficio previsto per i lavori usuranti di cui al Dlgs 67/2011 (cioè uscita con le quote con un minimo di età anagrafica e contributiva) non è necessario attendere il termine degli ammortizzatori sociali prima di accedere al pensionamento anticipato. Naturalmente dal momento della decorrenza della pensione il lettore decadrà dall'ammortizzatore sociale spettante in quanto non cumulabile con la pensione. Se il lettore ha fatto domanda, invero, per conseguire i benefici previsti per i lavoratori precoci, cioè per uscire con il requisito contributivo ridotto a 41 anni di contributi (a cui sono ammessi anche gli addetti ai lavori usuranti e notturni), come previsto dalla legge di bilancio per il 2017, occorrerà attendere tre mesi dalla scadenza dell'ammortizzatore sociale prima di ottenere il pensionamento (sempre previo riconoscimento da parte dell'Inps di tutte le condizioni entro il prossimo 15 ottobre).  

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