Menu

Pensioni, Niente benefici contributivi per l'invalido iscritto alla gestione commerciantiIn evidenza

Ho 41 anni e sono stato lavoratore dipendente ma difficilmente lo sarò ancora. Pertanto, il mio unico obiettivo è arrivare ad avere i requisiti contributivi per usufruire della pensione di vecchiaia. A seguito del riscatto della Laurea + il servizio militare, ho totalizzato contributi per 1.008 settimane. (1) Posso pagare le 32 settimane mancanti per arrivare a 20 anni con dei versamenti volontari? (2) I contributi figurativi da servizio militare (43 settimane) valgono per il calcolo della pensione di vecchiaia? (3) Come faccio a sapere se l'importo della pensione non è inferiore a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale? .

La risposta è positiva. Il lettore può farsi autorizzare alla prosecuzione volontaria dell'assicurazione IVS nel Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti per integrare il requisito contributivo minimo chiesto per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi). Anche i contributi figurativi da servizio militare sono utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione. Quanto alla terza domanda in realtà è impossibile attualmente indicare con precisione se l'assegno futuro risulterà pari o inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale (circa 672 euro mensili). In quanto tale valore è influenzato da variabili non note come l'andamento del PIL che influisce sulla determinazione dell'assegno, dei coefficienti di trasformazione e dell'inflazione annua. Tale valore potrà essere certificato solo nelle vicinanze del pensionamento stesso.

Sono nato il 19/09/1951 - sono socio e lavoratore di una snc - fornendo lavoro manuale sia di magazzino che di carico e scarico merce ,il 31/12/2016 ho raggiunto non senza fatica ( si sentono tutti ) i 42 di contributi - il 06/09/2017 - presso il mio patronato -ho presentato la domanda di pensione anticipata - in quando nel novembre del 2008 , mi è stata riscontrata una tiroiectomia k con invalidità al 100% per i primi due anni - al 76% per i due anni successivi , e al 74% fino a marzo del 2013 - da quella data non ho più rinnovato la mia invalidità.il patronato mi ha fatto fare la domanda perchè a detta di loro mi spettavano due mesi di contributi figurativi per ogni anno di invalidità - quindi sicuro minimo otto mesi di contributi figurativi - il 13/09/2017 - arriva la risposta del'inps - negativa , in quanto agli autonomi non spettano i mesi di invalidità figurativa , ma solamente ai lavoratori dipendenti. E' mai possibile che un patronato delegato solamente a redigere domande di pensione possa sbagliare così grossolamente ? potete fugarmi i dubbi ? o in alternativa indicarmi se c'è un'altra via d'uscita anzichè aspettare la pensione di vecchiaia che sarà, mi dicono a decorrere dal 01/05/2018 - la data sembra vicina , ma in realtà per me non lo è , sono molto deluso, e amareggiato per ben due volte :la prima dalla legge fornero ,che di fatto mi fatto slittare - per così dire - di qualche anno , e ora da questa missiva pervenuta così celermente dall'inps . 

Purtroppo la contribuzione figurativa di cui all'articolo 80, co. 3 della legge 388/2000 è riconosciuta solo ai lavoratori che abbiano prestato attività di lavoro dipendente contestualmente alla presenza di una invalidità superiore al 74%. Non spettano dunque se l'attività lavorativa in questione è stata svolta in qualità di lavoratore autonomo (es. gestione commercianti, artigiani e coltivatori diretti). La risposta dell'Inps si ritiene pertanto corretta. Quanto alle alternative  se il lettore avesse una invalidità civile pari almeno al 74% potrebbe fruire dell'APe sociale, un reddito ponte, sino all'età di vecchiaia. Senza alcuna penalità sulla pensione finale. In caso contrario dovrà volgere lo sguardo all'Ape volontario, cioè il prestito erogato dal settore bancario con obbligo di restituzione nei successivi 20 anni al pensionamento. In questo caso l'operazione sarà onerosa.

al 31/05/2013 sono stato licenziato. Dal 01/01/2013 al 31/05/2013 ho percepito redditi da lavoro dipendente per € 20.000 oltre a € 20.000 da redditi da lavoro parasubordinato. il 4/06/2013 ho richiesto l'ASPI che mi è stata concessa e liquidata fino a giugno 2014; durante tutto il periodo ASPI non ho svolto alcuna attivita' lavorativa e non ho iniziato nuove attivita' fino a luglio 2014, sebbene i cud 2014 relativi ai redditi 2013 certificano i redditi come sopra riportati, anche se relativi ad attivita' cessate entro il 31/07/2013. Ora l'lNPS ha chiesto la restituzione di tutta l'ASPI che mi ha liquidato in quanto nel 2013 il mio reddito di lavoro parasubordinato era superiore a 5:000 euro annui. Chiedo se è corretta la posizione dell'INPS e la domanda è: i redditi creati e incassati realmente (dimostrabile) prima dell 31/05/2013, possono far decadere l'ASPI ricevuta, anche se per tutta la durata dell'ASPI non ho svolto e non ho iniziato alcuna nuova attività lavorativa? Ho anche fatto ricorso al provvedimento di restituzione dell'INPS, la quale lo ha rigettato con la stessa motivazione del superamento del limite di reddito. 

La normativa in questione prevede limiti alla cumulabilità della Naspi (prima Aspi) con attività lavorative dipendenti, parasubordinate o autonome per il periodo in cui il lavoratore percepisce l'indennità di disoccupazione. In caso di svolgimento di attività lavorativa sia in forma autonoma che parasubordinata, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve infatti informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attività. Si ritiene pertanto che il reddito percepito prima della domanda di Aspi non possa essere valutato ai fini di escludere il diritto all'indennità in parola. Dato che si tratta di attività a cavallo dell'anno occorrerà però dimostrare la collocazione temporale dell'attività lavorativa onde escludere che essa sia stata contestuale con quella di percezione dell'indennità. 

Segui su Facebook tutte le novità su pensioni e lavoro. Partecipa alle conversazioni. Siamo oltre trentamila 

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici