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Pensioni, Per il Cumulo Contributivo si attende la Circolare AttuativaIn evidenza

Buongiorno a marzo del corrente anno ho presentato domanda di pensione anticipata con cumulo ex L 232, potendo contare, a quella data, su 42 anni ed un mese di contributi INPS e 9 mesi di contributi alla Cassa Nazionale dei Geometri. Chiaramente i 9 mesi di versamento alla Cassa Geometri non sono si sovrappongono ai contributi INPS. Fino alla fine di luglio i dipendenti delle sedi periferiche dell'INPS non avevano ancora ricevuto alcuna direttiva sul cumulo dei contributi delle casse dei professionisti con quelli INPS. Qualche giorno fa la domanda è stata respinta perchè sembra che i contributi delle Casse dei professionisti non siano cumulabili con i contributi INPS. E' corretta l'interpretazione dell'INPS?

Allo stato attuale non è stata ancora emanata la circolare attuativa circa la facoltà di cumulo dei periodi assicurativi tra l'Inps e le casse professionali a seguito della modifica contenuta nell'ultima legge di bilancio (legge 232/2016). Dal 1° gennaio 2017, infatti, è possibile cumulare i periodi assicurativi non coincidenti temporalmente tra l'AGO, le gestioni sostitutive ed esclusive dell'AGO, la gestione separata dell'Inps e le casse professionali al fine di ottenere la pensione anticipata o la pensione di vecchiaia. Si ritiene pertanto opportuno attendere la pubblicazione della circolare Inps per comprendere le modalità e i termini dell'indicata facoltà di cumulo. Per il momento non si ravvisano, però, elementi per respingere la domanda di cumulo. Si ritiene che questa dovrà essere riesaminata d'ufficio in esito alla pubblicazione della predetta circolare attuativa.

Buongiorno, in qualità di dirigente medico dipendente pubblico a rapporto esclusivo ormai prossimo al pensionamento,ad oggi 43 anni servizio con i vari riscatti,intendevo esercitare l'opzione cumulo per avvalermi soprattutto del calcolo della misura con il sistema retributivo sino al 2012, precluso per effetto del raggiungimento di soli 17 anni e 6 mesi alla data del 31/12/1995 con Inps. La cassa professionale tuttavia mi scrive che tale possibilità mi è preclusa dalla Legge 228 dato che dal 2013 percepisco una pensione di invalidità. Sottolineo che non ho mai smesso di esercitare la professione, pago obbligatoriamente e regolarmente l'iscrizione ad entrambe le casse ( professionale ed INPS ex INPDAP) e sono iscritto all'ordine. Si potrebbe pensare ad un ricorso? Purtroppo per l'esercizio del cumulo è necessario che l'interessato non risulti titolare di alcun trattamento pensionistico diretto a carico degli enti coinvolti nel cumulo. Dunque la strada del cumulo appare preclusa a meno che non venga revocata la pensione di invalidità erogata dalla Cassa professionale a seguito di un giudizio di revisione. Ad ogni modo prima di fare i conti sull'opportunità del cumulo, in particolare sul calcolo retributivo sino al 2011, sarebbe bene attendere la circolare attuativa che dovrebbe uscire a giorni. 

Buongiorno domanda per l'Ape Social il 19/6/2017 per invalidità al 75% con la prospettiva di raggiungere l'eta' di 63 anni il 3/9/17. Sono in possesso del resto dei requisiti tranne la disoccupazione (ho un piccolo lavoro a tempo indet. c/o una Coop). L'INPS sul proprio sito nel settore Informazioni Generali Richiesta alla v. Stato Domanda ha scritto il 7/8/17 che" La sua domanda è stata accolta. L'Istituto sta procedendo con l'erogazione della prestazione richiesta" !? cosa vuol dire? Invece alla voce Fasi ha scritto "Emesso Estratto Conto Certificato Positivo". A questo punto cosa devo fare? Considerando che tra qualche giorno compirò gli anni e dovrò fare la Dich. Sost. per la completezza del raggiungimento dei requisiti, mi rimane il dubbio sul termine del lavoro ossia quando devo produrre la dich. di cess. del lavoro. Non posso cessare il lavoro e poi magari non avere la pensione. Si ritiene che l'Inps abbia acclarato il possesso dei requisiti per l'accesso all'APe sociale. Dovrebbe tuttavia ricevere una comunicazione, entro il 15 ottobre, nella quale l'istituto comunica la prima data utile di accesso all'ape sociale (Circolare Inps 100/2017 punto 5.5) a seguito del monitoraggio delle risorse a disposizione. Al raggiungimento dei requisiti è, comunque,  possibile produrre la dichiarazione sostitutiva del possesso di tutte le condizioni, in particolare il raggiungimento dei 63 anni di età, che al 15 luglio 2017 erano state valutate solo in via prospettica.

Per quanto riguarda la cessazione dal lavoro occorrerebbero ulteriori indicazioni da parte dell'Inps: nelle more della definitiva comunicazione della data di decorrenza dell'APe sociale il lettore potrebbe cessare il lavoro ma rischierebbe di restare, in caso di posticipo della decorrenza dell'ape sociale per insufficienza delle risorse, senza reddito per il periodo tra la cessazione del rapporto e l'accesso all'ape sociale; se non chiude subito il rapporto di lavoro preferendo attendere la comunicazione definitiva, posticiperà la prima data utile di accesso all'ape sociale alla risoluzione del rapporto di lavoro garantendosi però la continuità di reddito. 

Buongiorno , sono attualmente in mobilità che terminerà a luglio 2018, a marzo dell anno prossimo compirò 63 ed avrò maturato 28 anni di contributi da lavoro dipendente e 10 nella gestione separata. Potrò nel 2018 presentare richiesta per ape social e se si quando inoltrarla? Sì il lettore potrà produrre domanda di Ape sociale nel 2018, entro il 31 marzo 2018, in quanto raggiunge tutti i requisiti richiesti dalla normativa il prossimo anno. Infatti nel luglio 2018 avrà concluso l'ammortizzatore sociale (la mobilità ordinaria) e in ottobre 2018 avrà perfezionato i tre mesi di inoccupazione dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale. Pertanto avrà diritto all'APe sociale, in caso di accertamento positivo dei requisiti e di capienza delle risorse a disposizione, dal 1° novembre 2018 sino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi + eventuali adeguamenti alla speranza di vita). Per l'accesso all'APe sociale occorrono almeno 30 anni di contributi e tale contribuzione può essere ragguagliata, nel caso di specie,  cumulando i periodi temporali non coincidenti presenti nel FPLD (28) e nella Gestione Separata (10). 

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Il cumulo gratuito potrà essere utilizzato da tutti i lavoratori che vantano più periodi di contribuzione presso forme di previdenza pubbliche obbligatorie.

L'estensione del cumulo gratuito dei periodi assicurativi aiuterà le uscite anticipate di quei lavoratori che hanno carriere contributive miste. Dal prossimo anno, coloro che sono risultati assicurati presso diverse forme della previdenza pubblica obbligatoria (AGO, Gestione Separata, Fondi sostitutivi ed esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria) potranno, infatti, cumulare tali periodi al fine di maturare un qualsiasi diritto a pensione. In particolare si potranno sommare i periodi contributivi non coincidenti al fine di integrare virtualmente i 20 anni di contributi utili per conseguire la pensione di vecchiaia o i 41 anni e 10 mesi di contributi (42 anni e 10 mesi di contributi gli uomini) per conseguire la pensione anticipata. I contributi resteranno accreditati nelle forme assicurative predette e ciascuna cassa previdenziale erogherà il pro quota secondo le proprie regole di calcolo.

Si pensi ad un'assicurato classe 1956 con 30 anni di versamenti una gestione pubblica (ex inpdap) dal 1970 al 2000, altri 10 anni nel fondo lavoratori dipendenti (dal 2000 al 2010), ed altri 3 anni nella gestione separata (dal 2010 al 2015). Per un totale complessivo di 43 anni di contributi. Con il cumulo dei periodi assicurativi il lavoratore potrà sommare i periodi di contribuzione non coincidenti da un punto di vista temporale nelle predette gestioni previdenziali e perfezionare il diritto alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) a prescindere dall'età anagrafica. Senza ulteriori attese.

Tutte le gestioni, inoltre, erogheranno il trattamento pensionistico mantenendo inalterato il proprio sistema di calcolo. La gestione pubblica erogherà il trattamento interamente con le regole del sistema retributivo mentre le altre due gestioni erogheranno la pensione con le regole del sistema contributivo in quanto trattasi di periodi di iscrizione successivi al 1995. Il lavoratore riceverà, quindi, una pensione unica composta da tre distinte quote di pensione quanti sono i fondi previdenziali coinvolti nel cumulo; l'intera operazione sarà gratuita, dunque senza che l'interessato debba pagare alcun onere. 

Il beneficio rispetto al sistema attuale è evidente. L'alternativa nel caso di specie sarebbe quella di utilizzare la totalizzazione nazionale. Ma in questo caso il calcolo delle quote di pensione sarebbe interamente contributivo con una penalità non indifferente sul reddito pensionistico. Oppure l'interessato può attendere il compimento dell'età pensionabile, 66 anni e 7 mesi, conseguire la pensione principale nella gestione pubblica e chiedere poi la liquidazione della pensione supplementare a carico del Fpldp e della gestione separata sugli spezzoni contributivi ivi rimasti. Ma dovrebbe attendere diversi anni. Il lavoratore non potrebbe, invece, effettuare la ricongiunzione dei contributi nella gestione pubblica dei contributi presenti nella gestione separata dato che questa contribuzione non può formare oggetto di trasferimento. Come detto con il cumulo gratuito dei periodi assicurativi queste limitazioni verranno sostanzialmente meno ed il lavoratore potrà con maggiore versatilità sommare questi contributi sia per raggiungere il diritto alla pensione di vecchiaia che, soprattutto, quello relativo alla pensione anticipata.

Probabilmente, ma il punto dovrà essere chiarito, il cumulo potrà essere utilizzato anche per raggiungere i 35 anni di versamenti utili per conseguire il diritto al pensionamento con la vecchia pensione di anzianità, nei casi in cui essa è ancora in vigore. Si pensi in particolare ai lavori usuranti che ancora oggi accedono alla pensione con la disciplina delle quote per le quali sono necessari almeno 35 anni di contributi, ai lavoratori del comparto difesa e sicurezza. Si potrebbe anche ipotizzare l'estensione dell'istituto alle donne optanti che potrebbero, in questo modo, utilizzare la contribuzione presente in altre casse per integrare il requisito contributivo minimo di 35 anni di contributi. 

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