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Pensioni, Per l'APE volontario servono almeno 20 anni di contributiIn evidenza

Sono una lavoratrice dipendente e ho cessato di lavorare nel 1998. Sul sito INPS nel mio estratto conto previdenziale trovo scritto che ho 1092 settimane per la misura, 1038 settimane per il diritto. Ecco il testo completo. Vorrei sapere se gli anni di contributi necessari per accedere all'APE sono quelli indicati "per la misura" oppure quelli "per il diritto". E se fossero questi ultimi, dato che mi mancherebbero 2 settimane ai 20 anni richiesti, se sarebbe possibile effettuare versamenti volontari per 2 settimane. Preciso che con la vecchia normativa avrei maturato il diritto alla pensione di vecchiaia nell'ottobre 2016 (61 anni e un mese), e che posso avvalermi delle deroghe Amato dato che al 31/12/1992 avevo 16 anni e 24 settimane di contributi Grazie per l'attenzione Antonella 

I contributi da utilizzare per accedere all'APE volontario e/o all'APE sociale sono quelli validi ai fini del diritto. Per quanto riguarda l'APE volontario la lettrice dovrà possedere almeno 20 anni di contributi, un'età di 63 anni, trovarsi a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia nel regime obbligatorio ed avere una pensione, calcolata al momento dell'accesso all'aPe, non inferiore a circa 700 euro lordi al mese. Dunque con 16 anni di contributi non può accedere all'aPE. Riteniamo possibile proseguire volontariamente l'assicurazione generale obbligatoria per ragguagliare il predetto requisito contributivo ma di ciò si dovrà attendere una conferma da parte dell'Inps nella prima parte del 2017, quando usciranno le prime indicazioni attuative sulle novità in arrivo.

Scrivo per conto di mia moglie che attualmente è un dipendente di Ente Locale ed ha raggiunto e superato i 35 anni di contribuzione obbligatoria, tuttavia compirà 57 anni nel mese di Novembre del 2017. Volevamo sapere, nel caso improbabile che verrà in futuro esteso anche fino a Luglio 2018 l'Opzione Donna (si spera), se il diritto ad usufruire di questa Opzione può essere esercitato anche in assenza di lavoro (dimissioni per ragioni personali prima della scadenza dei 57 anni), oppure il diritto si matura solo in costanza di rapporto di lavoro. Per l'esercizio dell'opzione donna è sufficiente soddisfare il requisito anagrafico e contributivo previsto. Non è necessario trovarsi in condizione di attività lavorativa. 

Sono un lavoratore precoce, in quanto ho iniziato a lavorare all'età di 14 anni e ho maturato 41 anni di contributi lo scorso giugno, adesso sto pagando i contributi volontari autonomamente, in quanto ho perso il lavoro nel 2014 a seguito del fallimento della ditta presso cui lavoravo. Adesso è un anno che non ho alcun ammortizzatore sociale, per quanto ho letto dovrei rientrare nella riforma della quota 41 per lavoratori precoci, ma so che ancora la legge di bilancio non è stata approvata...chiedo appunto l'aiuto di un esperto che mi possa dire con precisione se posso rientrare nella quota 41 e andare così in pensione dal 1 maggio 2017 Il lettore potrà accedere alla misura se: 1) ha perso involontariamente il posto di lavoro dipendente (es. è stato licenziato); 2) ha esaurito da almeno tre mesi la durata degli ammortizzatori sociali (es. mobilità, TSE o Aspi/Naspi) continuando a versare in stato di disoccupazione; 3) ha lavorato almeno 12 mesi prima del 19° anno di età. Ulteriori dettagli saranno possibili solo in presenza delle disposizioni attuative, che saranno pronte il prossimo anno. Sicuramente la posizione assicurativa va attenzionata in quanto è una delle papabili al pensionamento con 41 anni di contributi dato che le tre condizioni appena menzionate appaiono, almeno sulla carta, rispettate. 

Sono in mobilità ordinaria fino al 31 marzo 2018 per ristrutturazione aziendale. Alla fine della mobilità avrò 39 anni e 2 mesi di anzianità contributiva e 62 anni e 3 mesi di età anagrafica. Quando potrò andare in pensione anticipata ? Vi chiedo cortesemente risposta e valutazione della mia posizione poichè all' età di 60 anni nessuno è disposto ad assumermi ed evidentemente dovrò versare contributi volontari per arrivare alla data della pensione. La lettrice deve verificare prima di tutto se rispetta le condizioni per l'ottava salvaguardia. In alternativa ritengo che potrà fruire dell'APE sociale dai 63 anni (se raggiunge il requisito anagrafico di 63 anni entro il 31 dicembre 2018) in quanto risulterebbe disoccupata involontaria che ha esaurito gli ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi. L'APE sociale risulterà in un sussidio di accompagnamento alla pensione sino al raggiungimento dell'età pensionabile di vecchiaia. Senza alcuna penalità sull'assegno finale. 

Buongiorno. Compirò 63 anni a settembre 2017 ed ho 39 anni di contributi. Vorrei accedere all'Ape sociale perchè sono disoccupato. Ho chiuso la mia partita Iva al 31 dicembre 2015. Nella vostra tabella riassuntiva "Schema generale dell'APE", però, sotto la voce Ape agevolato per disoccupati non trovo citato il mio caso, cioè ex partita Iva. Potete spiegarmi come devo regolarmi? Attualmente l'APE sociale non è previsto per i lavoratori autonomi che hanno chiuso la partita iva ma solo ai lavoratori dipendenti che abbiano perduto, involontariamente, il rapporto di lavoro. Se la situazione non cambia il lettore dovrà eventualmente accedere all'APE volontario. 

Salve,ho 34 anni di contributi versati(lavoro dipendente).Eta' anagrafica 62.Qualora non dovessi piu' versare contributi fino all'eta' pensionabile prevista 67 anni ,il mio maturato pensionistico ad oggi rimanane tale e quale o viene decurtato. Il maturato resta uguale in quanto le regole di calcolo non vengono mutate. Naturalmente, come può intuire, non versando più contributi l'importo dell'assegno risulterà inferiore rispetto ad un assegno frutto di altri 5 anni di versamenti contributivi. 

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