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I licenziamenti, i nuovi ammortizzatori sociali in vigore (Naspi, l'Asdi, la Dis-Coll) e tutti i decreti attuativi di Riforma del Mercato del Lavoro approvati dal Governo Renzi.


Speciale Jobs Act 

Il Jobs Act è composto da un totale di 8 decreti legislativi che hanno dato attuazione alla legge Delega approvata alla fine di dicembre 2014 (legge 183/2014). I primi 4 decreti sono stati approvati agli inizi del 2015 ed hanno introdotto i contratti a tutele crescenti, la riforma degli ammortizzatori sociali, il riordino dei contratti e misure per la conciliazione della vita-lavoro.  

Gli ultimi 4 provvedimenti, il decreto che riforma la cassa integrazione, il decreto sulle politiche attive, la semplificazione degli adempimenti connessi al rapporto di lavoro e le attività ispettive sono stati stati adottati in via definitiva lo scorso 4 settembre e sono entrati in vigore il 24 settembre 2015. Pertanto attualmente l'iter legislativo della Riforma del Lavoro si può considerare concluso anche se mancano all'appello diversi regolamenti ministeriali di attuazione. Da segnalare che la Delega consente al Governo di approvare ulteriori decreti legislativi con correzioni.

Indice dei provvedimenti ufficiali adottati dal Governo

Il Testo della legge Delega (Legge 183/2014) in vigore dal 16.12.2014
Il testo del decreto sulle tutele crescenti (Dlgs 23/2015) in vigore dal 7.3.2015
Il decreto sugli Ammortizzatori Sociali (Dlgs 22/2015) in vigore dal 7.3.2015
Il decreto sul Riordino dei Contratti (Dlgs 81/2015) in vigore dal 25.6.2015
Il decreto sulla Conciliazione Vita-Lavoro (Dlgs 80/2015) in vigore dal 25.6.2015
ll decreto sulla riforma della cassa integrazione (Dlgs 148/2015) in vigore dal 24.9.2015)
Il decreto sul riordino delle attività ispettive (Dlgs 149/2015) in vigore dal 24.9.2015
  Il decreto sulla riforma delle politiche attive (Dlgs 150/2015) in vigore dal 24.9.2015
  Il decreto sulla semplificazione del rapporto di lavoro (Dlgs 151/2015) in vigore dal 24.9.2015
  Il decreto sui correttivi al Jobs Act (bozza approvata dal Cdm nel giugno 2016)

Il Contenuto 

Il cuore della Riforma è l'introduzione del contratto a tutele crescenti secondo il quale tutti i nuovi assunti a tempo indeterminato potranno essere licenziati, anche in modo illegittimo, di regola con un indennizzo che parte da 2 mensilità per anno di servizio con un tetto di 24 mensilita. È prevista l'introduzione di un indennizzo minimo di 4 mensilità, da far scattare subito dopo il periodo di prova, con l'obiettivo di scoraggiare licenziamenti facili. E' confermata la conciliazione veloce: qui il datore di lavoro puo' offrire una mensilità per anno di anzianita' fino a un massimo di 18 mensilita', con un minimo di due. Per quanto riguarda i licenziamenti disciplinari la reintegra resterà per i soli casi di insussistenza materiale del fatto contestato direttamente accertato in giudizio. Oltre alla reintegra il lavoratore avrà diritto anche ad un risarcimento stabilito dal giudice sino a 12 mensilità piu' i contributi (qui la mappa dei nuovi indennizzi). 

Profonda rivisitazione anche del capitolo dedicato alle tutele contro la disoccupazione involontaria. Dal 1° maggio 2015 sono infatti entrati in vigore 3 nuovi ammortizzatori sociali (Naspi, Dis-Coll e Asdi) che sostituiscono le precedenti tutele come l'Aspi e la Mini-Aspi. Il decreto sul riordino dei contratti reca in particolare una stretta alle collaborazioni coordinate continuative (anche a progetto) con la riconduzione di tali rapporti al lavoro subordinato (a partire dal 1° gennaio 2016). Sul fronte apprendistato, si unificano il 1° e 3° livello (per la qualifica, il diploma professionale e di scuola superiore), sulla base del modello duale tedesco. Vengono cancellata l'associazione in partecipazione e job sharing, mentre per lo staff leasing vengono cancellate le causali. Modifiche minori riguardano il lavoro accessorio e il part-time. Nel decreto c'è spazio anche per il demansionamento. Il datore di lavoro potrà modificare unilateralmente le mansioni nei casi di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale, quando cioè sussistono ragioni tecnico-produttive oggettive. (qui i dettagli delle misure approvate).

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