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Ddl Appalti, Ok a clausola sociale per i lavoratori dei call center

Con 170 voti favorevoli, 30 contrari e 40 astenuti, l'assemblea ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sul recepimento delle direttive Ue sugli appalti e concessioni.

Via libera di Palazzo Madama al disegno di legge delega sugli appalti. L'Aula del Senato ha dato il disco verde al provvedimento già approvato a novembre dalla Camera che attribuisce al Governo la delega alla ricezione delle direttive Ue in materia di aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e postali con il riordino la disciplina in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Il parlamento ha introdotto delle modifiche, sulle modalità e sui termini per l'esercizio della delega da parte del governo, che dovranno essere inseriti in due decreti legislativi. Il primo provvedimento, che recepisce le direttive europee, dovrà essere emanato entro il 18 aprile 2016; il secondo provvedimento, che dovrà contenere le misure per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, dovrà essere adottato entro il 31 luglio. L'esecutivo potrà anche adottare un unico decreto legislativo entro il 18 aprile.

Contenuti. I decreti delegati dovranno rispettare il principio di armonizzazione delle norme in materia di trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara e delle fasi successive, insieme al rispetto dei criteri di sostenibilità energetica e ambientale. All'Anac viene assegnato un ruolo di primo piano, grazie al rafforzamento delle sue funzioni; dovranno essere individuati anche i casi in cui l'Autorità anticorruzione sarà tenuta a trasmettere alle Camere apposite relazioni. L'Anac dovrà anche gestire un apposito sistema, di qualificazione delle stazioni appaltanti e riorganizzazione delle funzioni. 

Novità in arrivo anche per i soggetti partecipanti alle gare, in particolare sul fronte economico, con la riduzione degli oneri documentali ed economici. Sarà possibile utilizzare il documento di gara unico europeo (Dgue), e vengono semplificate le procedure di verifica, da parte delle stazioni appaltanti, attraverso la revisione dell'attuale sistema Avcpass. Dovranno essere garantiti livelli adeguati di pubblicità e trasparenza delle procedure, anche per gli appalti pubblici e i contratti di concessione sotto la soglia di rilevanza europea. 

Con il nuovo codice dovrà diminuire il numero delle stazioni appaltanti, attraverso forme di aggregazione. Allo stesso tempo di dovrà procedere al rafforzamento di organizzazione, di gestione e di controllo delle strutture. Dovranno essere istituiti l'albo nazionale delle commissioni giudicatrici e dei responsabili dei lavori, dei direttori dei lavori e dei collaudatori. Inoltre si dovrà procedere alla revisione e semplificazione dei sistemi di garanzia, per l'aggiudicazione e l'esecuzione degli appalti pubblici, insieme al miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici.

Nel testo viene confermata l'introduzione di una clausola sociale di riassorbimento occupazionale nei casi di successione delle imprese nel contratto di appalto nelle attività di call center prevedendo che, in caso di successione di imprese nel contratto di appalto, il rapporto di lavoro dei lavoratori impiegati dall'appaltatore uscente continua con l'appaltatore subentrante secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

In assenza di specifica disciplina nazionale collettiva, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto adottato sentite le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, definirà i criteri per l'attuazione della disposizione.

Dovrà essere inoltre adottato un unico testo normativo, il 'Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione', che dovrà sostituire il vigente 'Codice dei contratti pubblici'. Sono previsti, inoltre, la ricognizione e il riordino del quadro normativo vigente nelle materie degli appalti pubblici e delle concessioni. 

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Documenti: Il testo del disegno di legge delega approvato dal Senato in via definitiva

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