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DEF 2017, Il Parlamento chiede la rapida attuazione del reddito di inclusione

Il Parlamento ha dato oggi il via libera al Documento di economia e finanza con l'aggiornamento del quadro programmatico dell'Italia. Tra le misure chieste al Governo la revisione dell'Irpef e l'attuazione del reddito di inclusione

Via libera delle  Camere alla risoluzione di maggioranza sul Def, il Documento di economia e finanza varato dal Consiglio dei ministri l’11 aprile scorso. A palazzo Madama i sì sono stati 158, i no 99 (con due astenuti). A Montecitorio i voti a favore sono stati 284, i contrari 150 (cinque gli astenuti). Ampio spazio all'interno della Risoluzione di maggioranza è dedicato all'attuazione del reddito di inclusione all'indomani della Delega approvata agli inizi del 2017 dal Parlamento nonchè ai temi fiscali. In particolare la risoluzione di maggioranza impegna il Governo a conseguire i saldi programmatici di finanza pubblica; a promuovere una riforma della politica economica europea sostenendo con maggior forza l'introduzione di uno strumento comune di stabilizzazione macroeconomica; a disattivare l'incremento delle aliquote IVA e delle accise nel 2018; a rafforzare gli investimenti pubblici; a favorire forme di reale autonomia e responsabilità finanziaria degli enti locali.

Il Parlamento chiede, inoltre, all'esecutivo, di dare seguito agli impegni assunti sul pubblico impiego; a intervenire sul cuneo fiscale per favorire l'occupazione giovanile; a proseguire la semplificazione del sistema tributario e a ridefinire l'IRPEF; a valutare il programma di privatizzazioni anche in rapporto agli obiettivi strategici di politica industriale; a proseguire nello sforzo di messa in sicurezza degli edifici; a considerare collegato alla manovra il ddl recante delega per il codice dello spettacolo. 

Sul reddito di inclusione la maggioranza impegna il Governo, in particolare, a prevedere «un consistente incremento delle risorse previste a legislazione vigente per il contrasto alla povertà al fine di ricomprendere nella platea dei beneficiari tutti coloro che versano in condizione di povertà assoluta». Inoltre sono sollecitati interventi per «rafforzare la presenza femminile nel mondo del lavoro» e per «favorire la condivisione dei carichi familiari e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». La risoluzione introduce anche un impegno per il governo volto a «rafforzare le politiche attive del lavoro, rendendo effettivo l’assegno di ricollocazione», ma anche «a valorizzare e a dare piena efficacia al ruolo della contrattazione salariale di secondo livello con interventi sempre più mirati in materia di welfare aziendale integrativi e non sostitutivi del welfare pubblico». 

I Contenuti del DEF

Nel DEF il Governo afferma che obiettivo prioritario della politica di bilancio resta l'innalzamento di crescita e occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento della finanza pubblica, e precisa che le previsioni sono ispirate a principi di prudenza. La valutazione congiunturale dell'economia italiana è favorevole: nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, anche se permangono fattori di incertezza legati a rischi geopolitici e a eventuali politiche protezionistiche. La previsione di crescita del Pil per il 2017 è dell'1,1 per cento (1 per cento nel 2018 e 1,1 nel 2019). L'indebitamento netto è programmato al 2,1 per cento nel 2017, all'1,2 nel 2018 e allo 0,2 nel 2019, il pareggio strutturale sarà raggiunto nel 2020.

Con la manovra correttiva di 3,4 miliardi, le cui principali misure sono l'estensione dello split payment, gli interventi su compensazioni, Ace, patent box e giochi) l'indebitamento programmatico scende dunque dello 0,2 per cento. Nel DEF è confermato l'impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia (aumento dell'Iva e delle accise) con nuovi interventi di revisione della spesa e di contrasto all'evasione fiscale nella legge di bilancio 2018. Il rapporto debito/Pil nel 2017, comprensivo di possibili interventi di ricapitalizzazione delle banche, è programmato al 132,5 per cento. La diminuzione del rapporto dovrebbe accelerare nel periodo 2018-2020 grazie all'aumento del surplus primario. Il programma nazionale di riforme per il 2017 prevede misure per la concorrenza e l'apertura dei mercati, politiche attive per il lavoro e contrattazione di secondo livello, contrasto alla povertà (per cui vengono stanziati 1,2 miliardi), interventi sulla giustizia (riforma del processo penale e efficienza della giustizia civile).

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