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Giustizia, Via libera a maggiori tutele processuali per donne, minori e stranieri

Il decreto si rivolge in particolare a chi, vittima di un reato, si dovesse trovare in condizione di particolare difficoltà come, ad esempio, donne, minori, stranieri con difficoltà con la lingua italiana e a chi ha subito violenza.

 Maggiori tutele processuali per minori, donne e gli stranieri vittime di reati. Lo prevede il decreto legislativo adottato in via definitiva dal Consiglio dei ministri lo scorso 11 Dicembre che attua la direttiva 2012/29/UE recante nuove norme in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato. La novità principale riguarda l'estensione, in caso di decesso della persona offesa dal reato, delle facoltà e dei diritti di tutela che attualmente possono essere esercitate dai prossimi congiunti. Tali facoltà potranno essere, infatti, esercitate anche da chi, legato alla vittima da relazione affettiva, risulti con essa stabilmente convivente.

Il provvedimento interviene inoltre in materia di interpretariato e traduzione, rafforzando i diritti della vittima a conoscere e ricevere, nella propria lingua, gli atti essenziali per una sua migliore e consapevole partecipazione al processo sin dal primo contatto con l’autorità. Viene anche garantita la facoltà di presentare, alla procura della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto, la denuncia o querela nella propria lingua e di ottenere gratuitamente la traduzione della relativa attestazione.

Arriva poi una precisa definizione di vulnerabilità della vittima, che ora è desunta, oltre che dall’età e dallo stato di infermità o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto per cui si procede. Nella valutazione della condizione della persona offesa si terrà conto quindi se il fatto risulta commesso con violenza alla persona o con odio razziale, se è riconducibile a criminalità organizzata, terrorismo o tratta degli esseri umani, se ha finalità di discriminazione e se la vittima è affettivamente, psicologicamente o economicamente dipendente dall’autore del reato. In caso di delitti commessi con violenza alla persona poi, la vittima avrà la possibilità di essere informata della scarcerazione o dell’evasione dell’imputato o del condannato.

Viene inoltre consentito al giudice di estendere alle persone offese particolarmente vulnerabili le particolari cautele oggi previste solo per i procedimenti penali relativi a specifiche tipologie di reato: l’obbligo della riproduzione audiovisiva delle dichiarazioni anche al di fuori delle ipotesi di assoluta indispensabilità; l’assicurazione che la persona particolarmente vulnerabile non abbia contatti con la persona sottoposta ad indagini e non sia chiamata più volte a rendere sommarie informazioni; la previsione che l’esame della persona offesa particolarmente vulnerabile, in incidente probatorio e in dibattimento, sia condotto con modalità protette.

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Documenti: Il testo del decreto Legislativo adottato dal Consiglio dei Ministri

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