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Lavoro, Il Governo studia una decontribuzione del 50% per i neossunti

La misura sarà contenuta all'interno della prossima legge di bilancio. In arrivo anche un pacchetto di modifiche sulle politiche attive del lavoro. 

La misura principale all'interno della prossima legge di bilancio consisterà in un taglio il costo del lavoro per le assunzioni dei giovani. Parola di Giuliano Poletti, il Ministro del Lavoro, al termine del confronto con la parte sindacale che si è tenuto oggi a Via Veneto. Secondo Poletti la misura dovrebbe essere rivolta a introdurre una forte decontribuzione, pari al 50% degli oneri contributivi, per i neoassunti giovani. Una novità che secondo Poletti dovrà essere strutturale e cioè riguardare tutti i neoassunti per evitare bolle e comportamenti distorsivi nel mercato.  

La decontribuzione per i giovani

La misura consisterebbe in una decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani under 29 o under 32 (l'asticella dipenderà dalle risorse che saranno reperite) pari al 50% degli oneri previdenziali, fino ad un limite di 3.250 euro per 2-3 anni. A regime inoltre l'esecutivo sta studiando uno sconto di 3-4 punti sull'aliquota contributiva (dal 33% al 30-29%) per i lavoratori dipendenti in modo da abbassare il costo del lavoro per le imprese, da dividere tra lavoratore e datore di lavoro. Senza intaccare il valore della pensione In agenda anche il paletto sui licenziamenti, con il divieto per l'azienda (pena la non erogazione o la perdita dell'incentivo) di licenziare sei mesi prima e sei mesi dopo l'assunzione. Le platee coinvolte saranno, comunque, ufficializzate solo ad ottobre dopo la nota di aggiornamento al DEF che avrà fatto chiarezza sulle risorse messe a disposizione.  Per ora il Governo si è tenuto alla larga da indicazioni precise.

Il rilancio delle politiche attive

Tra i punti discussi sulle politiche attive c'è l'anticipo degli strumenti per la ricollocazione dei lavoratori (con la stipula del patto di servizio personalizzato presso il centro per l'impiego e la partecipazione alle iniziative di politica attiva) alla cassa integrazione straordinaria o ai contratti di solidarietà ed un allungamento della naspi in favore di talune categorie di lavoratori per compensare la scomparsa da quest'anno dell'indennità di mobilità. 

Le politiche previdenziali

Sulle pensioni la novità più significativa è l'assegno di garanzia con la previsione di un reddito minimo ed alcuni ritocchi sul sistema contributivo per agevolare le uscite, poi il rilancio della previdenza complementare. Ma allo studio c'è anche una estensione dell'APe sociale, il sussidio di accompagnamento alla pensione, rivolto alle categorie più deboli che abbiano raggiunto 63 anni. In particolare sul tavolo c'è la richiesta dei sindacati di ampliare le categorie beneficiarie (soprattutto riguardo ai disoccupati) ed un irrobustimento delle risorse a disposizione per evitare che qualcuno resti a secco il prossimo anno. Per le donne si punta ad una riduzione dei requisiti contributivi minimi richiesti per l'ape sociale e, più in generale, il riconoscimento del lavoro di cura ai fini previdenziali (l'ipotesi è di un anno di contribuzione per ogni figlio).

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