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Lavoro, Il TFR di Luglio raggiunge quota 1,39%

Il nuovo tasso segue l'aggiornamento da parte dell'Istat dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.  A luglio il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 1,398430.

 A luglio il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto (Tfr) accantonate al 31 dicembre 2016 è pari a 1,398430. E' quanto emerge dai dati Istat che ha aggiornato l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati “senza tabacchi lavorati” consentendo, pertanto, il calcolo del TFR con riferimento ai lavoratori che chiudono il rapporto di lavoro entro il 14 Agosto 2017. L’articolo 2120 del codice civile stabilisce che, alla fine di ogni anno, la quota di Tfr accantonata deve essere rivalutata per il 75% della differenza in percentuale tra il mese di dicembre dell’anno precedente e il mese in cui si effettua la rivalutazione. A tale valore occorre aggiungere, mensilmente, un tasso fisso di 0,125 (che su base annua è di 1,500) che per questo mese è pari a 0,875. La somma tra il 75% e il tasso fisso è il coefficiente di rivalutazione per il calcolo del Tfr.

L’indice Istat per luglio è rimasto pari a 101, con un +0,7 rispetto al 31 dicembre 2016, quando l'indice era pari a 100,3 lo stesso livello registrato a Giugno. La differenza in percentuale rispetto a dicembre 2016, su cui si calcola il 75%, è 0,69791: pertanto il 75% è 0,522343. Sommando, quindi, tale ultimo valore al tasso fisso (0,875), si ottiene il coefficiente di rivalutazione pari a 1,398430. Ad esempio per un lavoratore che cessa il rapporto di lavoro il 31 luglio 2017 occorre rivalutare il montante accantonato al 31 dicembre 2016 per il valore 1,398430% e a questa somma aggiungere il 6,91% della retribuzione imponibile contributiva maturata nel 2017 per determinare il TFR lordo complessivo spettante al dipendente.

In caso di corresponsione di una anticipazione del Tfr, il tasso di rivalutazione si applica sull’intero importo accantonato fino al periodo di paga in cui l’erogazione viene effettuata. Per il resto dell’anno l’aumento si applica, invece, solo sulla quota al netto dell’anticipazione, quella che rimane a disposizione del datore di lavoro. Non è soggetta a rivalutazione la quota di trattamento di fine rapporto versata dai lavoratori ai fondi di previdenza complementare

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Approfondimenti: I coefficienti di Rivalutazione del TFR dal 1984 

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