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Riforma Pensioni, La Camera chiede penalizzazioni ragionevoli

Necessaria una tutela in particolare dei disoccupati e dei lavori usuranti per consentire di uscire anticipatamente rispetto al requisito Fornero. 

L'Aula della Camera ha approvato oggi la risoluzione di maggioranza sul Def. I voti a favore sono stati 351, 184 i contrari, un astenuto. All'interno del documento approvato c'è l'impegno che il l'emiciclo di Montecitorio chiede al Governo di rimettere mano alla legge Fornero entro il 2016. Il tema pensioni ritorna, dunque, al centro del dibattito politico esattamente come accadeva lo scorso anno.

Nella risoluzione la maggioranza invita il governo ''ad adottare ogni iniziativa utile a promuovere, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, interventi in materia previdenziale volti a introdurre elementi di flessibilità'' per la pensione, ''anche con la previsione di ragionevoli penalizzazioni, nonché interventi, anche selettivi, in particolare nei casi di disoccupazione involontaria e di lavori usuranti''. Un'ipotesi alla quale ha aperto oggi lo stesso sottosegretario all'Economia Nannicini indicando alcune strade che il Governo sta valutando e che porterà all'attenzione del pubblico nel mese di maggio con l'obiettivo di inserirle nella prossima legge di Bilancio. 

Ampio il dibattito avvenuto in Aula. Secondo Maria Luisa Gnecchi (Pd) oltre alla previsione di ragionevoli penalizzazioni in caso di accesso anticipato ai trattamenti previdenziali, "è necessaria anche una revisione mirata delle disposizioni in materia di accesso anticipato per quanto riguarda le lavorazioni particolarmente faticose e usuranti, come è già stato accennato da un intervento precedente, ma soprattutto sottolineiamo che vogliamo che non si perda neanche 1 euro del fondo già esistente a questo scopo".  "Vogliamo rafforzare anche le misure previste a legislazione vigente finalizzate a valorizzare ai fini pensionistici i lavori di cura famigliare e quindi prevedere la contribuzione figurativa, in linea con quanto indicato anche nella prima stesura del pilastro dei diritti sociali allegato alla comunicazione della Commissione europea relativa all'avvio di una consultazione su un pilastro europeo dei diritti sociali, che indica il riconoscimento ai fini previdenziali dei periodi dedicati alle attività di assistenza tra le misure da adottare per contrastare il divario di genere nei trattamenti pensionistici, ancora veramente troppo forte". 

Nel dibattito si è anche soffermata l'attenzione sui lavoratori precoci ai quali diversi esponenti soprattutto delle opposizioni hanno chiesto la previsione di un tetto all'applicazione della stima di vita per quanto riguarda la pensione anticipata. Per le donne e i giovani la Gnecchi ha chiesto che il Governo intervenga per eliminare il riferimento al fatto che, per accedere alla pensione di vecchiaia, sia necessario rispettare l'importo soglia di almeno una volta e mezzo l'assegno sociale, rischiando altrimenti di uscire all'età di 75 anni in futuro.   

Damiano: capitolo aperto. Ora serve il confronto
 Dall’Aula della Commissione lavoro il tema della flessibilità è diventato argomento centrale della discussione politica”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Adesso – prosegue – è necessario aprire il confronto tra le proposte in campo. Noi puntiamo ad un anticipo fino a 4 anni con una penalizzazione dell’8% e alla fissazione a 41 anni di contributi del limite per la pensione di anzianità per i lavoratori ‘precoci’. Nannicini, per l’anticipo della pensione – spiega Damiano – propone di individuare tre platee: lavoratori occupati, disoccupati ed in esubero, per ciascuna delle quali andrebbero individuate soluzioni ad hoc. Discutiamone. L’importante è che il 2016 diventi l’anno della flessibilità e della correzione della ‘riforma’ Fornero e che accanto a questo tema centrale siano risolti i numerosi problemi ancora aperti: lavoratori precoci, ottava salvaguardia degli esodati, monitoraggio di opzione donna, lavori usuranti e ricongiunzioni”, conclude

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