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Sanità, scatta la stretta su 203 esami. Ecco quali saranno a carico dei pazienti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale che riduce gli sprechi nella spesa sanitaria. A rischio oltre 200 prestazioni specialistiche erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Rischio sanzioni per i medici.

Ok alla stretta su 203 prestazioni di specialistica ambulatoriale. E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 9 dicembre 2015 del Ministero della Salute, adempimento previsto dal decreto legge enti locali approvato dal Governo la scorsa estate, che individua le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva per 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionaleL'obiettivo è tagliare circa di 2,35 miliardi la spesa sanitaria somma concordata nell'accordo raggiunto in sede di Conferenza Stato-Regioni lo scorso luglio. 
 
I medici specialistici potranno, in sostanza, prescrivere gli esami a carico del servizio sanitario nazionale solo se sussistono specifiche condizioni di erogabilità fissate dal decreto per ciascuna tipologia di prestazione rispettando, peraltro, particolari disposizioni di appropriatezza prescrittiva. Con la conseguenza che, in caso di rifiuto, i cittadini dovranno pagarsi di tasca propria oltre 200 prestazioni sanitarie tra cui test genetici, le cure dentali, le Tac per determinati sospetti diagnostici ma anche prestazioni allergologiche, esami di laboratorio, risonanze magnetiche, e, infine, esami di medicina nucleare. 

Qualche esempio: gli esami di radiologia diagnostica potranno essere espletati a carico del Ssn solo in caso di sospetto oncologico individuato da specifici fattori indicati nel decreto; l'esame del colesterolo potrà essere ripetuto soltanto ogni cinque anni, salvo improvvisi valori ele­vati, modifiche dello stile di vita o interventi terapeutici; l'esame del calcio potrà essere svolto solo in presenza di particolari patologie come malattie ossee o calcolosi renale. E ancora: per la fisioterapia, gli esercizi respiratori saran­no prescrivibili, dunque re­steranno a carico del Servizio sanitario nazionale, solo per pazienti con gravi patologie o in fase pre-operatoria. vaccini, poi, potranno essere prescritti solo a seguito di visita specialistica allergologica. Altri esami potranno essere "passati" solo se il paziente si trovi in una situazione di vulnerabilità sociale da definire con riguardo al reddito dalla legislazione di livello regionale. 

Per quanto riguarda l'odontoiatria il decreto ministeriale si limita a omogeneizzare le condizioni già applicate definendo esplicitamente i criteri utilizzati e specificando per ciascuna prestazione quali sono i soggetti beneficiari (minori fino a 14 anni, vulnerabili per motivi sanitari, vulnerabili per motivi sociali), lasciando comunque alle Regioni il compito di fissare le soglie di reddito o di ISEE che discriminano la vulnerabilità sociale.

Duro il giudizio dei sindacati medici, dalla Federazione dei medici di famiglia Fimmg al sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, che sottolineano come l'entrata in vigore del decreto porterà ad un ''inevitabile taglio delle prestazioni per i cittadini''. Il medico infatti, sottolinea il segretario Fimmg Giacomo Milillo, ''nel caso in cui sia provata l'inappropriatezza delle prescrizioni, sarà sottoposto ad una sanzione pecuniaria sul salario accessorio, come previsto dal Dl Enti locali approvato lo scorso agosto''. Ma la penalità scatterà indiretta­mente anche per i cittadini, che dovranno pagare di ta­sca propria le prestazioni di cui si vedranno rifiutata la prescrizione. 

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Documenti: Il Decreto 9 Dicembre 2015 sull'appropriatezza prescrittiva

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