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Cassa Integrazione, Assegnati i Fondi per prorogare gli interventi nelle Aree di Crisi

Il Ministero del Lavoro pubblica il Decreto che assegna alle Regioni le risorse per finanziare gli interventi salariali in deroga alla normativa generlae nelle Aree di Crisi Industriale contenute nel Dlgs 185/2016.

Il ministero del Lavoro ripartisce tra le Regioni i fondi destinati al finanziamento straordinario dell'intervento di integrazione salariale straordinaria di 12 mesi previsto recentemente dal decreto legislativo contenenti i correttivi in materia di Jobs Act. Lo fa con il Decreto Ministeriale 1° Dicembre 2016 pubblicato ieri sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro.  

L'intervento, come noto, è finalizzato ad autorizzare un ulteriore estensione di integrazione salariale straordinaria di 12 mesi, in deroga le durate massime previste poi articoli 4 e 22 del decreto legislativo 148 del 2015, in favore delle imprese stabilite nelle cd. aree di crisi complessa individuate ai sensi dell'articolo 27 del decreto legge 83/2012 che cessano di godere dell'integrazione salariale straordinaria per scadenza dei termini nel periodo compreso tra il primo luglio e il 31 dicembre 2016. L'intervento può essere autorizzato sia qualora l'im­presa abbia già esaurito la durata massima consentita dalla cassa integrazione sa­lariale, in chiave generale o in base alle singole causali d'intervento, sia in assenza dei criteri di autorizzazione richiesti per le singole fat­tispecie di intervento della cig.

L'accesso alla proroga è consentito a quelle aziende che presentino un piano di recupero occupazionale che prevede appositi percorsi di politiche attive del lavoro concordate con la regione finalizzate a dare occupazione ai lavoratori, e che dichiarano contestualmente di non poter ricorrere al trattamento di integrazione salariale straordinaria secondo la normativa attualmente vigente. Si ricorda che le aree di crisi industriale complessa s'intendono, quelle che, a seguito di istanza di riconoscimento della regione interessata, riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale derivante da una crisi di una o piu' imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto o una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio. Non sono oggetto di intervento le situazioni di crisi che risultano risolvibili con risorse e strumenti di competenza regionale. Ebbene secondo il Ministero le aree di crisi ammesse alla proroga dell'ammortizzatore sociale sono indicate nella tabella seguente.

Come indicato, il trattamen­to straordinario può es­sere autorizzato per mas­simo 12 mesi nel 2016. In merito il ministero pre­cisa che, in presenza di un accordo sottoscritto nell'anno 2016, con domanda e inizio della sospensione o riduzione di orario sempre nel 2016, è possibile che il trattamento superi il limite temporale del 31 dicembre 2016, fermo restando il limite di spesa complessivo e quello defini­to dalle risorse assegnate a ogni singola regione.

Il citato decreto stanzia un totale di circa 170 milioni di euro tra le 11 Regioni in cui insistono le Aree di Crisi Complessa nella seguente ripartizione: 1) Lazio: 26 milioni; 2) Puglia: 25 milioni ; 3) Toscana: 16 milioni; 4) Friuli Venezia Giulia: 20 milioni; 5) Sicilia: 31 milioni; 6) Molise: 6.589.440: 7) Marche: 5 milioni; 8) Abruzzo: 7.720.000; 9) Sardegna: 970.000;  10) Liguria: 22.502.400; 11) Umbria: 9 milioni. Le Regioni saranno tenute a rispettare il limite delle risorse finanziarie ad esse attribuite. L’Inps provvederà, infine, al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e trasmetterà relazioni semestrali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.

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Documenti: Circolare del Ministero del Lavoro numero 38/2016; Decreto Ministeriale 1° Dicembre 2016

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