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Disoccupazione, Decolla l'assegno di ricollocazione sino a 5mila euro

Potrà ottenere il voucher per il ricollocamento solo chi ha fruito della Naspi e risulta disoccupato da oltre 4 mesi. Il beneficiario potrà rivolgersi anche a soggetti privati accreditati.

Al via l'assegno di ricollocazione per i lavoratori disoccupati. Lo precisa Maurizio Del Conte presidente dell'Anpal, la neonata agenzia per le politiche attive sul Lavoro prevista dal Jobs Act. La misura prevista dall'articolo 23 del decreto legislativo 150/2015 sarà istituita, a domanda, in favore dei lavoratori percettori della NASpI da oltre quattro mesi per agevolare la ricerca di un posto di lavoro. L'Agenzia sta per inviare una lettera o un sms contenente la possibilità di chiedere l'assegno di ricollocazione ad un primo bacino di 32mila lavoratori disoccupati percettori della Naspi estratti a sorte dal database della neonata Agenzia per le politiche attive. La lettera contiene l'invito per il disoccupato a registrarsi sul portale dell'Anpal e a presentare domanda di assegno scegliendo l'ente pubblico o privato che si occuperà del proprio collocamento al lavoro. 

La remunerazione
La novità, precisa Del Conte, sta nel fatto che l'agenzia per il collocamento al lavoro sarà remunerata (dallo Stato o dalla regione con la dote attribuita al lavoratore) solo a occupazione trovata. 
Il voucher, in altri termini, sarà pagabile solo a seguito dell'effettivo ricollocamento del lavoratore, cioè solo a risultato ottenuto e non per l'attività comunque svolta genericamente a sostegno del soggetto. L'assegno avrà una durata di sei mesi, prorogabile per altri sei nel caso non sia stato consumato l'intero ammontare dell'assegno. In tutto dodici mesi. L'assegno, il cui importo non costituirà reddito imponibile, è facoltativo ma una volta chiesto dovrà essere "speso" entro due mesi dalla data di rilascio dell'assegno a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito (cioè dalla Naspi). 

Il valore dell'assegno di ricollocazione 
Il valore dell'assegno di ricollocazione sarà determinato attraverso un algoritmo che terrà conto di tutte le informazioni necessarie per stilare il profilo del lavoratore, dalla scolarizzazione, alle competenze, area geografica, durata disoccupazione, tra le altre. L'algoritmo elaborerà in automatico il profilo occupazionale, il profiling, un indicatore di distanza dal mercato del lavoro che si riassume con un numero da 0 a 1 che gli dà diritto all'assegno di ricollocazione. Quindi per esempio chi segna uno 'score' di 0,5 ha il 50% delle possibilità di trovare lavoro, chi segna 1 avrà l'assegno più alto (5mila euro), chi segna 0 quello più basso (mille) e nel mezzo tutti i decimali possibili a cui corrisponde dunque una diversa entità dell'assegno entro la forchetta tra i 250 e i 5 mila euro.

L'Agenzia riscuoterà l'intero valore dell'assegno se il lavoratore conseguirà, a seguito dell'attività svolta, un contratto di lavoro a tempo indeterminato o in apprendistato mentre si ridurrà del 50% in caso di stipula di un contratto di lavoro a termine superiore a sei mesi. Al sud verrà premiato anche l'inserimento del lavoratore tramite un contratto a termine di durata inferiore a sei mesi: in tal caso l'Agenzia sarà remunerata con il 25% del valore dell'assegno. Anche il Part-time pari o superiore al 50% del tempo pieno darà diritto alla remunerazione dell'attività svolta dall'Agenzia. L'Agenzia sarà remunerata anche per le spese di attivazione della pratica: 106 euro fisse per ciascun lavoratore preso in carico a condizione, però, che l'Agenzia abbia collocato una percentuale di disoccupati superiore alla media del territorio. E' prevista l'assegnazione al lavoratore anche di un tutor o job advisor, che lo seguirà nel percorso verso un nuovo impiego e un eventuale percorso di riqualificazione professionale. 

Positivo il giudizio del Presidente dell'Anpal, Del Conte: "Più alta è la distanza del disoccupato dal mercato del lavoro, più alto sarà l'assegno e quindi l'aiuto a rientrare nel mercato" . "Una rivoluzione culturale, un cambio di prospettiva - conclude Del Conte - una volta il futuro di chi restava senza lavoro erano gli ammortizzatori, oggi è cercare un nuovo posto di lavoro". 

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