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Lavori Stagionali, Il Governo studia una modifica per la Naspi

Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rispondendo ad una interrogazione parlamentare in Aula alla camera.

Il Governo potrebbe rinnovare l'ampliamento della durata della Naspi per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno perso il lavoro nel 2017. E' quanto ha annunciato ieri in Aula alla Camera il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rispondendo ad una interrogazione parlamentare della Lega Nord. Il Ministro del Lavoro ha ricordato che il decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22, recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, emanato in attuazione della legge n. 183 del 2014, ha previsto l'erogazione di una nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego, la Naspi

Successivamente, l'articolo 43, comma 4, del decreto legislativo n. 148 del 2015, ha disposto che, con esclusivo riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi tra il 1° maggio 2015 e il 31 dicembre 2015, e limitatamente ai lavoratori con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali, la durata della Naspi corrisposta in conseguenza dell'applicazione del primo periodo non può superare il limite massimo di sei mesi, salvaguardando in questo modo, per quell'anno, il trattamento di integrazione salariale. 

Con decreto legislativo n. 185 del 2016 è stata prorogata per l'anno 2016 l'applicazione della Naspi per i lavoratori stagionali e del settore turistico e termale. In particolare, è stato previsto l'incremento di un mese di Naspi, fino ad un massimo di quattro, qualora abbiano avuto rapporti di lavoro stagionale per almeno tre anni, negli ultimi quattro anni (qui i dettagli). "Per coprire questo intervento - ha dichiarato il Ministro - è stato necessario uno stanziamento pari a 135 milioni di euro. Dunque, il Governo ha assicurato per questo periodo un migliore trattamento per i lavoratori che avessero svolto lavori stagionali con continuità nel tempo. Nel disegno di legge 2018 sono stati inseriti importanti interventi in materia di lavoro, prima tra tutti la decontribuzione per le assunzioni stabili dei giovani e la prosecuzione degli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi complesse e per le imprese a forte impatto occupazionale che abbiano prospettive di continuità aziendale". 

"Queste sono le priorità che il Governo ha individuato nella predisposizione della legge di bilancio in corso di discussione in Parlamento. Comunque, giudicando fondate le osservazioni sul tema, il Ministero del Lavoro sta valutando la possibilità di introdurre una norma che possa riferirsi, anche parzialmente, ai criteri già utilizzati nel 2016 per i lavoratori stagionali sistematicamente e ripetutamente impegnati in questa attività" ha concluso Poletti.

Se la modifica andrà in porto si tratterà del terzo intervento in deroga alla Riforma del Jobs Act, segno evidente che qualcosa nel meccanismo pensato nel 2015 è andato storto. In base alla normativa vigente dal 1° maggio 2015 infatti i lavoratori stagionali, a fronte di un rapporto di lavoro della durata di 6 mesi l'anno, avrebbero diritto ad una prestazione contro la disoccupazione pari a tre mesi nello stesso anno (contro i sei mesi della precedente normativa vigente sino al 2014). Troppo pochi per essere socialmente accettabili. Sarebbe utile a questo punto che la norma sugli stagionali fosse riscritta per garantire strutturalmente un trattamento Naspi non inferiore ad una determinata durata senza dover ogni anno intervenire in deroga.   

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