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Lavoro Autonomo, Ok definitivo del Senato. Ecco cosa cambia

Via libera del Senato al Disegno di legge sul lavoro autonomo. Tra le misure che hanno ricevuto il disco verde la proroga strutturale della disoccupazione dei collaboratori iscritti alla Gestione Separata. 

Via libera del Senato definitivo al disegno di legge sul lavoro autonomo. L'Aula di Palazzo di Madama ha dato oggi il terzo ed ultimo disco verde al ddl composto 22 articoli mettendo fine ad un iter parlamentare durato oltre un anno (il provvedimento era stato licenziato dal Governo Renzi agli inizi del 2016 assieme a quello relativo al reddito di inclusione anch'esso giunto all'approvazione definitiva a marzo). 

Tra le modifiche che sono state inserite durate l'esame parlamentare va segnalata l'estensione in via strutturale dell'assegno di disoccupazione (Dis-Coll) per i collaboratori iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell'Inps anche oltre il 30 giugno 2017 (attuale termine di scadenza della misura dopo il correttivo del decreto legge milleproroghe) con l'inclusione tra i beneficiari della tutela anche degli assegnisti e dottorandi di ricerca percettori di borsa di studio. Estensione che verrà finanziata con un inasprimento ulteriore dell'aliquota di finanziamento della gestione per i collaboratori dello 0,51% rispetto all'attuale 32,72% (33,72% dal 2018). Tra le altre modifiche imbarcate c'è una delega al Governo per estendere le prestazioni di maternità e l'indennità di malattia in favore, più in generale, di tutti gli assicurati alla gestione separata dell'Inps, delega che potrà essere esercitata anche con un ulteriore incremento dell'aliquota di finanziamento della gestione dello 0,5%. 

Per il resto il provvedimento conferma l'obiettivo di irrobustire le tutele per i lavoratori che svolgono attività autonoma non sotto la veste di impresa tra cui spiccano una serie di provvedimenti sul welfare. 

Congedo parentale più lungo
Il ddl prevede, in particolare, il prolungamento della durata del congedo parentale da 3 mesi (come attualmente previsto) a 6 mesi, la possibilità di fruire del congedo parentale non solo entro il primo anno di vita del bambino (come attualmente previsto), ma fino al terzo anno di vita del bambino, l'introduzione di un tetto massimo di 6 mesi di congedo complessivamente fruibile dai genitori (anche se fruiti in altra gestione o cassa di previdenza) e l'introduzione della possibilità di fruire del congedo parentale, entro il primo anno di vita del bambino, a prescindere dal requisito contributivo previsto dalla normativa vigente. La nuova disciplina sarà applicabile anche ai casi di adozione e affidamento preadottivo. Viene meno, poi, il vincolo che non consente alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata di lavorare durante la fruizione del trattamento di maternità conformandosi, in tal senso, a quanto già oggi avviene per le commercianti le artigiane; la sospensione dal pagamento dei contributi per i periodi di malattia superiori a sessanta giorni, per poi riprendere il pagamento al rientro dal lavoro; la precisazione che il rapporto di lavoro non si estingue in caso di gravidanza, malattia e infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente.

Le altre misure
Nel provvedimento c'è poi la possibilità di dedurre fino a 10.000 euro l'anno delle spese di formazione, con la possibilità di scaricare fiscalmente anche gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni; diventano, inoltre, abusive tutte quelle clausole che concordano termini “per saldare” superiori a 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente. I lavoratori autonomi sono equiparati alle piccole e medie imprese per partecipare ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei. Per partecipare ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti privati, è consentita la possibilità di creare reti di professionisti per partecipare alle reti di imprese, di costituire consorzi stabili professionali o associazioni temporanee professionali. C'è poi l'obbligatorietà del contratto in forma scritta tra impresa e lavoratore autonomo e l'equiparazione del trattamento economico a quello del lavoratore dipendente in tema di lavoro agile.

Altra novità, la dotazione da parte dei centri per l'impiego di uno sportello destinato ai lavoratori autonomi: attraverso questo strumento si prevede la raccolta di domande e offerte di lavoro, fornendo al contempo informazioni di vario genere, specie sull'accesso alle commesse per appalti pubblici. Da sottolineare è, inoltre, la previsione dell'articolo 7 del disegno di legge, secondo il quale vengono equiparati, cancellando il limite temporale e pertanto a tempo indeterminato, i lavoratori autonomi alle piccole e medie imprese per l'accesso ai fondi europei per il periodo 2014-2020. In tal modo, in sostanza, ai lavoratori autonomi è concessa l'opportunità di accedere ai fondi europei, favorendo così la loro partecipazione agli appalti pubblici, tramite il supporto di sportelli ad hoc presso i centri per l'impiego. 

Alcune novità interessano anche i professionisti che svolgono attività regolamentate dall'iscrizione in appositi albi professionali. Il disegno di legge reca l'introduzione di una norma di delega che fissa principi e criteri direttivi volti a rafforzare le prestazioni di sicurezza e protezione sociale dei professionisti iscritti agli ordini o ai collegi, abilitando gli enti previdenziali di diritto privato ad attivare, oltre alle prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario già attivabili, anche altre prestazioni sociali finanziate da apposita contribuzione, in particolare in caso di significativa riduzione del reddito dell'iscritto o in presenza di una grave patologia. 

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Documenti: Il testo del disegno di legge approvato dal Senato

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