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Lavoro, Inps: Si riduce l'effetto positivo degli sgravi contributivi sulle assunzioni

Nei primi dieci mesi del 2016 il saldo tra nuovi contratti a tempo indeterminato e cessazioni si riduce a poco più di 60mila contratti. Ancora in crescita i buoni lavoro, che aumentano del 36% in un anno. 

Calano i nuovi contratti a tempo indeterminato e crescono seppur in misura inferiore rispetto agli scorsi anni i voucher. E' quanto emerge dai dati dell'Inps, contenuti nell'Osservatorio sul precariato sui primi 10 mesi del 2016 pubblicato oggi dall'istituto di previdenza nazionale. I numeri evidenziano l'effetto combinato del Jobs Act e della decontribuzione sui nuovi assunti: in Italia ci sono ora più contratti 'stabili' (seppure privi delle tutele dell'articolo 18), meno a tempo determinato o di apprendistato anche se l'effetto positivo degli sgravi inizia a scemare. Arretrano, infatti, pesantemente, di pari passo con il decalage della decontribuzione prevista per i contratti a tutele crescenti, i contratti a tempo indeterminato: nel 2016 al netto delle cessazioni il saldo si attesta ad un più 61.640 unità contro i 588.039 registrati nello stesso periodo del 2015 e ai 101.255 del 2014. 

Salgono ancora i voucher. Nel periodo gennaio-ottobre 2016, comunica l'Inps, sono stati venduti 121,5 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi dieci mesi del 2015, pari al 32,3% (nei primi dieci mesi del 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 67,6)

In calo invece del 4,6% complessivamente le cessazioni mentre salgono del 2,4% i licenziamenti per quel che riguarda i contratti a tempo indeterminato. In particolare a crescere sono sia quelli per giustificato motivo oggettivo che quelli per giusta causa: i primi passano dai 380.292 dei primi 10 mesi del 2015 ai 399.613 del 2016 mentre i secondi passano da 47.728 dello scorso anno ai 60.817 di quest'anno. Sotto il profilo della consistenza complessiva dei rapporti di lavoro, invece, i primi dieci mesi del 2016, nel settore privato, registrano un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari +497.000 contratti , inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+636.000) ma superiore a quello dei primi dieci mesi del 2014 (+313.000). Un dato questo che proiettato sui dodici mesi porta ad un saldo su anno, compresi i rapporti stagionali, di +486.000. 

"Il risultato positivo è largamente imputabile al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo indeterminato, il cui saldo annualizzato a ottobre 2016 è pari a +406.000. Tale saldo riflette gli effetti di trascinamento dovuti all’intensa dinamica di crescita registrata negli ultimi mesi del 2015", spiega l'Inps. Al lordo delle cessazioni le assunzioni, nel periodo gennaio-ottobre 2016, sono state pari a 4.833.000, con una riduzione di 347.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-6,7%).

Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: –492.000, pari a –32,0% rispetto ai primi dieci mesi del 2015 ma anche le trasformazioni a tempo indeterminato contrattesi del 34,1%. Salgono invece i contratti a tempo determinato che nei primi dieci mesi 2016 registrano 3.106.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+4,9%), sia sul 2014 (+7,6%). Su anche i contratti in apprendistato che conferma il proprio trend di crescita. In particolare, rispetto all’analogo periodo del 2015, le assunzioni in apprendistato aumentano di 38.000 unità (+24,5%).I contratti stagionali registrano invece una riduzione del 7%. Per quel che riguarda i contratti stipulati con decontribuzione biennale sono state 323mila le nuove assunzioni a tempo indeterminato e 117000 le trasformazioni di rapporti a termine per un totale di 440.000 rapporti di lavoro agevolati., circa il 33,9% del totale delle assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato. Un dimezzamento, questo, rispetto a quanto totalizzato l'anno precedente quando l’incidenza delle assunzioni e trasformazioni agevolate , ma con abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro per un triennio, era stata pari al 60,8% del totale dei contratti. Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute nei primi dieci mesi del 2016, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro rispetto a quanto osservato per il corrispondente periodo 2015. 

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Documenti: I dati dell'Osservatorio sul Precariato Inps

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