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Lavoro, Le Ferie non Godute si Cumulano e Vanno sempre retribuite

Lo rimarca una Sentenza della Corte Ue: il diritto alle ferie annuali retribuite non può essere compresso dal comportamento del datore di lavoro. 

Il datore di lavoro che impedisce a un lavoratore di esercitare il diritto alle ferie annuali retribuite se ne deve assumere le conseguenze, se del caso pagando il corrispettivo per le ferie non godute. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell'Ue, nella causa C214/16 relativa alla vicenda di un lavoratore britannico, che, retribuito solo in base alle commissioni, aveva lavorato per circa tredici anni per una impresa britannica, senza godere delle ferie retribuite.

La questione

La vicenda riguarda Conley King, un lavoratore britannico che, in base ad un contratto di lavoro con retribuzione basata sulle sole commissioni, aveva lavorato dal 1999 fino alla pensione, nel 2012. In virtù di questo contratto, King veniva retribuito unicamente sulla base delle commissioni e in base al contratto aveva diritto alle ferie che, tuttavia, non erano retribuite. Alla fine del rapporto di lavoro, King aveva chiesto all'azienda il pagamento delle indennità per le sue ferie annuali, sia quelle godute e non retribuite, sia quelle non godute, corrispondenti all'intero periodo di occupazione. Di fronte al rifiuto dell'azienda King ha proposto azione giudiziaria al tribunale del lavoro inglese il quale ha sollevato presso la Corte Ue alcune questioni relative al rapporto tra la legislazione britannica e quella europea.

In particolare il tribunale inglese ha chiesto alla Corte Ue due questioni: se, in caso di controversia  vertente sul diritto del lavoratore alle ferie annuali retribuite, il fatto che il lavoratore debba (secondo quanto prevede la norma britannica) aver prima goduto delle ferie per poter stabilire se abbia diritto a essere retribuito per tali ferie sia compatibile con il diritto dell'Unione; e se è lecito che la legislazione statale limiti il cumulo del diritto alle ferie annuali retribuite a un periodo di riporto di quindici mesi allo scadere del quale il diritto si estingue. 

La decisione della Corte

Per dirimere la questione, la Corte ha dapprima rilevato che il diritto alle ferie annuali retribuite (quattro settimane) spetta a ogni lavoratore e va considerato un principio particolarmente importante del diritto sociale dell'Unione Europea ed espressamente sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Ue. Dunque nel caso di specie, il datore di lavoro era tenuto al pagamento per intero delle ferie. 

La Corte aggiunge poi, che, scopo del diritto alle ferie, è quello di «consentire al lavoratore di riposarsi e di beneficiare di un periodo di distensione e ricreazione». Proprio per questo, se un lavoratore si viene a trovare in circostanze per cui, durante il periodo di ferie annuali, c'è incertezza riguardo alla retribuzione, egli si trova praticamente in condizioni di «non essere in grado» di godere del tutto delle ferie. Cioè si trova in una circostanza che lo può dissuadere dal richiedere le ferie annuali: e tale è una situazione da ritenere del tutto «incompatibile con la finalità del diritto alle ferie annuali retribuite».

In tali circostanze, peraltro, aggiunge la Corte, non può essere invocata la norma prevista a protezione degli interessi del datore di lavoro, per cui è possibile a norme o prassi nazionali limitare il cumulo delle ferie annuali a un periodo massimo di riporto di 15 mesi allo scadere del quale il diritto si estingue, perché da tali circostanze il datore di lavoro può trarre vantaggio diretto avendo lui stesso ostacolato il diritto del lavoratore ad usufruire delle ferie. 

La Corte, quindi, stabilisce che, contrariamente ad una situazione nella quale il lavoratore non ha potuto beneficiare delle ferie annuali retribuite a causa di malattia, il datore di lavoro che impedisca a un lavoratore di esercitare il diritto alle ferie annuali retribuite deve assumerne le conseguenze. Pertanto, in questa ipotesi egli è tenuto a risarcire il danno patito dal lavoratore senza poter invocare la norma che limita il periodo di riporto. 

La conclusione

In conclusione, la Corte ritiene che King non solo abbia diritto al pagamento delle ferie godute e non retribuite, ma anche dei periodi di ferie non godute perchè il lavoratore non ne ha usufruito per non perdere il reddito. In queste circostanze il datore di lavoro è responsabile dell'impedimento per il lavoratore di esercitare il diritto alle ferie annuali retribuite e, in quanto tale, deve risarcire il lavoratore per la mancata fruizione delle ferie. Infine la Corte precisa che il diritto dell'Unione è contrario a che il lavoratore debba beneficiare delle ferie prima di poter stabilire se ha diritto a essere retribuito per le medesime. 

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