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Pensioni, Collaboratori e Commercianti attendono il decreto milleproroghe

Cresce l'attesa per una proroga della Dis-Coll in favore dei collaboratori iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata dell'Inps e dell'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale. 

I collaboratori attendono la proroga della Dis-Coll con il decreto milleproroghe di fine anno. Cesserà infatti il prossimo 31 dicembre 2016 l'indennità di disoccupazione per i collaboratori iscritti in via esclusiva alla gestione separata, l'ammortizzatore sociale introdotto dal decreto legislativo 22/2015 con riferimento agli eventi di disoccupazione involontaria avvenuti nel 2015 e poi prorogato dall'articolo 1, comma 310 della legge 208/2015 con riferimento agli eventi di disoccupazione avvenuti tra il 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016. L'estensione dell'indennizzo economico al 2017 era una della misure sulle quali si sarebbe dovuto esprimere il Parlamento durante la discussione della manovra per il 2017 ma la chiusura anticipata della sessione di bilancio, determinata dalle dimissioni del Governo Renzi, ha spazzato via il tema dai lavori parlamentari.

Altro tema sul quale potrebbero esserci novità entro fine anno è l'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale. Anche questo sostegno economico è in scadenza il prossimo 31 dicembre 2016 ed in assenza di una ulteriore proroga è destinato a chiudere i battenti. L'indennizzo attualmente consente l'erogazione di un sostegno economico pari a circa 500 euro al mese per i titolari o coadiutori di attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; i titolari o coadiutori di attività commerciale su aree pubbliche; gli esercenti attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; gli agenti e rappresentanti di commercio. Tutti i soggetti devono risultare iscritti presso la gestione commercianti dell'Inps in qualità di titolari o coadiutori da almeno 5 anni e devono ulteriormente cessare definitivamente l'attività rottamando la relativa licenza. Il sussidio può essere conseguito a partire dai 62 anni (57 anni le donne) ed accompagna il lavoratore sino al raggiungimento dell'età pensionabile, cioè 66 anni e 7 mesi, in modo da traghettarlo alla pensione di vecchiaia o per agganciare l'assegno sociale che, come noto, può essere chiesto, ricorrendone i requisiti reddituali, partire dai 65 anni e 7 mesi di età.

La proroga dell'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale sarebbe opportuna da un punto di vista sociale, ricordano i sindacati, soprattutto per coprire la lacuna dell'APE sociale che non contempla, tra i lavoratori che ne potranno usufruire dal 1° maggio 2017, coloro che abbiano cessato l'attività autonoma. L'APE agevolato coinvolgerà, infatti, tra l'altro, i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria (quella cioè che si attiva per le imprese che impiegano più di 15 dipendenti, ex art. 7 della legge 604/1966), e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante (come Naspi, l'Aspi o all'indennità di mobilità) da almeno tre mesi. La formulazione della norma escluderebbe, pertanto, i lavoratori che hanno cessato l'attività autonoma. La volontà di affrontare questi temi è stata ribadita nei giorni scorsi dell'ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano e sarà sicuramente uno dei primi banchi di prova del Governo Gentiloni. 

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