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Pensioni, Anche i lavori socialmente utili sono validi ai fini pensionistici

Ma le attività di LSU prestate dal 1° agosto 1995 possono formare oggetto di riscatto solo per incrementare la misura dell'assegno pensionistico.

Capita spesso che i lavoratori impiegati in passato in lavori socialmente utili si chiedano se tali periodi siano valorizzati ai fini della determinazione della pensione o meno. La materia, del resto, è stata oggetto del Decreto Legislativo 468/1997 che ha modificato la valenza di tali periodi ai fini pensionistici in senso peggiorativo per il prestatore. Attualmente, pertanto, bisogna distinguere a seconda della collocazione temporale in cui il soggetto ha prestato lavori socialmente utili. In particolare le attività LSU per le quali è stato erogato il relativo assegno fino al 31 luglio del 1995 sono riconosciute figurativamente utili sia ai fini del conseguimento del diritto alla pensione sia ai fini della determinazione della sua misura. Questi periodi sono, in sostanza, coperti figurativamente dallo Stato senza che il lavoratore debba farsi carico di alcun onere per sfrutturali ai fini pensionistici. 

Per effetto dell'articolo 8 del decreto legislativo 468/1997, invece dal 1° agosto 1995 i periodi di lavori socialmente utili per i quali continua a essere erogato il relativo assegno il riconoscimento figurativo della contribuzione a carico dello stato è stato limitato ai soli fini del diritto alla pensione e non più ai fini della determinazione della sua misura. Vale a dire che i periodi in questione possono essere conteggiati ai fini del raggiumento dell'anzianità contributiva minima per il conseguimento della prestazione previdenziale (es. i 42 anni e 10 mesi di contributi per la pensione anticipata, o dei 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia) ma l'accredito non sarà più considerato utile per far aumentare l'importo dell'assegno a meno che il lavoratore o i suoi superstiti non esercitino il riscatto pagando il relativo onere.

La facoltà di riscatto può essere esercitata in qualsiasi momento dall'interessato e può riguardare tutti i periodi per i quali è stato erogato l'assegno per lavori socialmente utili che hanno comportato l’accredito del relativo contributo figurativo utile ai fini del diritto a pensione. La facoltà è esercitabile anche per una sola parte dei periodi in questione. Si rammenta che poiché i periodi di godimento dell'assegno per lavori socialmente utili, efficaci ai soli fini del diritto alla pensione, sono accreditati d’ufficio e sono rilevabili direttamente dall’estratto conto, non è richiesta alcuna particolare documentazione per esercitare la facoltà di riscatto (circolare inps 33/2010). 

I periodi oggetto di riscatto possono rientrare il sistema di calcolo ex retributivo o in quello contributivo in relazione alla durata dei periodi assicurativi del soggetto, rilevata al 31 dicembre 1995 e alla loro collocazione temporale. In particolare se il lavoratore può far valere un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni alla data del 31 dicembre 1995, e raggiunga o superi il predetto limite di 18 anni con il riscatto del periodo di LSU anteriore al primo gennaio 1996, anche il calcolo dell'onere relativo ai periodi LSU successivi al 31 dicembre 1995 dovrà essere effettuata secondo il sistema retributivo, con le modalità della riserva matematica. Nei casi in cui il richiedente non abbia maturato alcun contributo utile ai fini della misura della pensione, l'onere del riscatto qualunque sia il sistema da applicare l'onere dovrà essere invece il quantificato sulla base di una retribuzione convenzionale, corrispondente al minimale settimanale vigente alla data della domanda di riscatto.

La materia è stata oggetto di ulteriori modifiche da parte del recente decreto legislativo 150/2015 attuativo del Jobs Act. Il provvedimento da ultimo richiamato ha, da un lato, abrogato il decreto legislativo 468/1997 mantenendo comunque in vigore la disciplina sopra menzionata con riferimento alle LSU già in corso. Inoltre l'articolo 26 del decreto ha rivisto il perimetro delle attività socialmente utili indicando che i lavoratori che percepiscono sostegni al reddito in costanza di rapporto di lavoro nonchè i lavoratori sottoposti a procedure di mobilità potranno essere chiamati allo svolgimento di attività di pubblica utilità (Lpu) nel territorio del comune in cui risultano residenti a seguito di specifiche convenzioni da stipularsi tra le amministrazioni pubbliche e gli enti territoriali calibrate in base ad una convenzione quadro predisposta dall'Anpal. Anche tali attività, avviate dopo l'adozione della specifica convenzione, formeranno oggetto di contribuzione figurativa utile ai soli fini della misura della pensione restando ferma la possibilità per il lavoratore di chiedere il riscatto per utilizzare tali periodi anche ai fini della misura della pensione. 

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