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APE Sociale, Ok alla somma dei contributi in caso di carriere miste

Il Decreto della Presidenza del Consiglio apre alla possibilità di valorizzare la contribuzione mista al fine di raggiungere i 30 o i 36 anni di versamenti per chiedere l'APe social.

I lavoratori potranno utilizzare la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata presso l'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, le gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e agricoli autonomi), le gestioni sostitutive ed esclusive e la gestione separata dell'Inps al fine di ragguagliare il requisito contributivo minimo per conseguire l'APE sociale. Cioè i 30 o i 36 anni di contributi. 

Si amplia dunque il perimetro per conseguire il sussidio di accompagnamento alla pensione rispetto ai timori della vigilia. Un'apertura certamente importante che consentirà di valorizzare gli spezzoni contributivi derivanti da contribuzione mista (lavoro dipendente, anche nel pubblico impiego, o lavoro autonomo). Unico limite: non potrà essere valorizzata la contribuzione versata presso le casse professionali (es. medici, avvocati eccetera) e la contribuzione coincidente da un punto di vista temporale sarà, come noto, valorizzata una sola volta ai fini del diritto. Ad esempio un lavoratore che assiste un parente di primo grado con disabilità con 20 anni di contributi nel FPLD ed altri 11 anni versati presso la gestione pubblica potrà "sommarli" virtualmente al fine di ragguagliare il minimo di 30 anni chiesto per conseguire l'ape sociale. Stessa cosa per un lavoratore che ha svolto mansioni gravose anche se qui dovrà raggiungere un minimo di 36 anni di contributi. 

Ai fini della determinazione della misura dell'indennità (che, come noto, non può superare i 1.500 euro lordi mensili per 12 mensilità l'anno) nel caso di soggetto con contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo presso più gestioni ai fini del calcolo dell’APE sociale il computo della rata mensile di pensione sarà effettuato pro-quota per ciascuna gestione in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Utili tutti i periodi contributivi

Altra indicazione che arriva dal decreto attuativo e dalla Circolare Inps 100/2017: si potrà far valere la contribuzione a qualsiasi titolo accreditata presso una delle suddette gestioni previdenziali: ciò significa che per raggiungere i 30 o i 36 anni di contribuzione potrà essere utilizzata tanto la contribuzione effettiva (derivante cioè da lavoro, di natura obbligatoria) sia quella da riscatto, da contribuzione volontaria e, da ultimo, quella derivante da contribuzione figurativa (come, in particolare, quella derivante da eventi di disoccupazione indennizzata). Si tratta di una importante indicazione. Il requisito contributivo non può, però, essere perfezionato totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia (totalizzazione internazionale) nè si possono far valere le eventuali maggiorazioni contributive che il soggetto richiedente potrebbe beneficiare all’atto del pensionamento. Ad esempio non si potrà valorizzare la maggiorazione contributiva di due mesi per ogni anno di lavoro subordinato svolto in presenza di invalidità superiore al 74% come previsto dall'articolo 80 della legge 388/2000 (a differenza di quanto è previsto per i lavoratori precoci).

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