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Pensioni, APE Sociale per le Maestre d'Infanzia e gli educatori degli Asili Nido

Sono le uniche categorie del comparto scuola che possono beneficiare dell'anticipo gratuito a condizione di avere 63 anni e 36 anni di contributi.

Sono poche migliaia i lavoratori della scuola che godranno degli anticipi pensionistici gratuiti. Complessivamente l'intervento di "alleggerimento" della Legge Fornero per il comparto scuola è stato limitato alle situazioni più gravi e pertanto sono pochi i lavoratori che ne potranno beneficiare. Possono godere delle agevolazioni, infatti, solo gli insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido categorie incluse all'interno dei lavoratori addetti alle cd. mansioni gravose (come descritte nell’all.A del Dpcm n.88 del 23 maggio 2017) a condizione di aver svolto tale attività per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni. 

Questi lavoratori possono uscire con l'APe sociale, cioè con l'indennita' di accompagnamento alla pensione, se hanno compiuto i 63 anni e 36 anni di contributi (quota 99) oppure con 41 anni di contributi se hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro prima del 19° anno di età. Insomma con uno sconto di circa 3 anni e 7 mesi rispetto alla pensione di vecchiaia o di un anno e dieci mesi (dieci mesi) sulla pensione anticipata.

Secondo il punto h) del predetto Allegato A "le professioni [...in tale insieme...] organizzano, progettano e realizzano attività didattiche finalizzate, attraverso il gioco individuale o di gruppo, a promuovere lo sviluppo fisico, psichico, cognitivo e sociale nei bambini in età prescolare. Programmano tali attività, valutano l’apprendimento degli allievi, partecipano alle decisioni sull’organizzazione scolastica, sulla didattica e sull’offerta formativa; coinvolgono i genitori nel processo di apprendimento dei figli, sostengono i bambini disabili lungo il percorso scolastico. L’ambito della scuola dell’infanzia comprende: a. servizi educativi per l’infanzia (articolati in: nido e micronido; servizi integrativi; sezioni primavera); b. scuole dell’infanzia statali e paritarie.” Tali attività sono state ritenute particolarmente pesanti e gravose e pertanto danno diritto, se svolte in via continuativa per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa, ai predetti benefici. Va detto, secondo alcune stime dei sindacati di categoria, che gli interessati sono meno di 5mila nel biennio 2017-2018 la stragrande maggioranza interessata all'APe sociale. 

Invalidi e Caregivers

Gli altri lavoratori del comparto scuola (dunque anche al di fuori degli insegnanti della scuola dell'infanzia e degli educatori degli asili nido) hanno diritto ad uno sconto sull'età pensionabile solo se hanno una invalidità (civile) pari almeno al 74% o se assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente entro il 1° grado (cioè il proprio genitore o il figlio) convivente affetto da grave disabilità. I lavoratori in questi due profili possono chiedere l'APE sociale con 63 anni e 30 anni di contributi o il pensionamento con 41 anni di contributi se hanno svolto 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età.

Gli effetti sulla buonuscita

La notizia negativa è che chi sceglie questi canali di pensionamento dovrà mettere in conto uno slittamento nella data di percezione del TFS/TFR. I termini di pagamento inizieranno a decorrere non dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro (come accade di regola) ma dalla data (teorica) di maturazione del diritto alla pensione con i requisiti normali (qui i dettagli).

Altra questione da chiarire riguarda le modalità di risoluzione del rapporto di lavoro, almeno in questo primo anno di sperimentazione. L'Inps risponderà alla domanda di anticipo entro il 15 Ottobre dunque ad anno scolastico 2017/2018 ormai avviato. Il Miur dovrà dare indicazioni specifiche per consentire l'uscita dal servizio anche dopo la data del 1° settembre 2017. Il prossimo anno la risposta dell'Inps arriverà entro il 30 giugno e, pertanto, la fruibilità degli anticipi dovrebbe essere garantita a partire dal 1° settembre 2018. 

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