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Ape Sociale/Precoci, Ok anche a chi si è rioccupato per non più di sei mesi

L'inps avvierà d'ufficio il riesame delle istanze in un primo tempo bocciate. Salvi anche coloro che hanno utilizzato i voucher dopo la fine dell'ammortizzatore sociale.  

L'eventuale rioccupazione in contratti di lavoro subordinato non superiore a sei mesi dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale non comporterà la decadenza del diritto alla fruizione dell'Ape sociale e del beneficio della pensione anticipata per i lavoratori precoci. Lo mette nero su bianco il messaggio inps 4195/2017 pubblicato dall'Istituto di previdenza dopo un confronto con il ministero del Lavoro.

La decisione era nell'aria e fa seguito alla valanga di domande bocciate negli ultimi giorni dall'Inps a cui si è dovuti correre ai ripari. In un primo tempo era stato, infatti, negato il conseguimento dell'ape sociale e del beneficio precoci a coloro che, dopo il termine dell'ammortizzatore sociale (es. Naspi o mobilità), si fossero rioccupati in qualsiasi attività lavorativa (anche per un solo giorno), una interpretazione contrastante con l'articolo 19, co. 3 del Dlgs 150/2015 che sanciva, invece, la semplice sospensione dello stato di disoccupazione per rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi. Come dire che se il lavoratore si fosse rioccupato avrebbe perso il diritto all'Ape sociale ma non lo stato di disoccupazione.

Fortunatamente è arrivato il cambio di rotta ed una interpretazione maggiormente conforme al dettato normativo. Il messaggio inps chiarisce, pertanto, che eventuali rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi, svolti dal richiedente nel periodo successivo alla conclusione della prestazioni di disoccupazione, non determinano il venir meno dello stato di disoccupazione. E dunque non pregiudicano il diritto all'Ape sociale o al beneficio per i lavoratori precoci

Con riguardo poi alle prestazioni di lavoro occasionale, retribuita eventualmente anche con i voucher, il Dicastero ha altresì espresso l’avviso in nota che “possa essere ricompresa nell’ambito applicativo della citata disposizione (articolo 19, comma 3 del d.lgs. n. 150 del 2015) la prestazione di lavoro occasionale, anche retribuita con voucher, sia in considerazione delle concrete modalità di svolgimento (in cui il prestatore si trova sottoposto al potere di direzione del datore di lavoro, cui spetta di determinare le modalità di esplicazione dell’attività lavorativa), sia in considerazione del disposto dell’articolo 54-bis, comma 4, del decreto legge n. 50 del 2017 il quale in tema di prestazione occasionale prevede che “i compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale” e “ non incidono sul suo stato di disoccupato”.

Restano invece da chiarire gli effetti di una rioccupazione successiva al termine degli ammortizzatori sociali in un'attività di lavoro autonomo o parasubordinato. In passato tali attività non incidevano sullo stato di disoccupazione a meno che non avessero prodotto un reddito superiore a 4.800 euro annui. Ma con la Riforma del Jobs Act si è perso questo riferimento, da qui la necessità per il Ministero di condurre ulteriori approfondimenti e correttivi amministrativi. 

Il riesame delle istanze bocciate avverrà d'ufficio

Alla luce del nuovo indirizzo interpretativo fornito dal Ministero l'Inps comunica, pertanto, che dovranno essere accolte le istanze di Ape Sociale/precoci anche se nel periodo successivo alla conclusione della prestazione di disoccupazione siano riscontrate prestazioni di lavoro occasionali (voucher) o periodi di contribuzione correlati a rapporti di lavoro subordinato che singolarmente considerati non superino i 6 mesi.

Le Sedi dell’Istituto attueranno il nuovo indirizzo procedendo al riesame d’ufficio delle domande di certificazione presentate con particolare riferimento a quelle domande che sono state rigettate per rioccupazioni di durata inferiore ai 6 mesi nel periodo successivo alla fruizione completa della prestazione di disoccupazione. Il nuovo esito sarà comunicato ai soggetti interessati secondo le consuete modalità. I riesami non incideranno sulla decorrenza del trattamento richiesto, che per il 2017 rimarrà agganciata alla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni di legge.

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Documenti: Messaggio inps 4195/2017

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