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Cumulo Contributivo, In settimana il Vertice con le Casse

Ancora uno stallo tra il Ministero del Lavoro e le Casse Professionali. Non si trova un accordo su chi debba sostenere i costi dell'operazione. 

Il Ministero del Lavoro prova a sbrogliare la matassa del cumulo dei periodi assicurativi con le casse professionali. Lunedì si terrà un incontro al Ministero del Lavoro con i vertici delle Casse per tentare, quindi, di venire a capo di una questione che si preannuncia complessa. Le diverse interrogazioni parlamentari dei giorni scorsi hanno sostanzialmente registrato uno stallo con un braccio di ferro che si sta consumando dietro le quinte tra Casse e Ministero del Lavoro circa i reali costi dell'operazione e, soprattutto, su chi se ne debba fare carico: le casse, lo Stato o gli iscritti.

La posizione dell'Adepp, l'associazione che rappresenta gli enti gestori della previdenza dei professionisti, è nota: la misura non deve comportare ulteriori oneri sui bilanci degli previdenziali privatizzati. Con la Legge Fornero le Casse hanno dovuto soddisfare determinati standard di sostenibilità finanziaria nel lungo periodo che ora non possono essere compromessi. In sostanza o lo Stato provvede in qualche modo a coprire gli oneri economici oppure bisognerà trovare una posizione mediana che penalizzi però gli assicurati che intendono aderire al cumulo. 

Il Governo scarica parte della responsabilità sulla politica ricordando che la formulazione originaria della disposizione contenuta nella Legge di Bilancio, inviata al Parlamento a fine Ottobre, non prevedeva la facoltà di cumulo alle casse professionali e che tale estensione sia stata disposta solo nel corso del frettoloso esame della Finanziaria lo scorso Dicembre da parte delle Commissioni Parlamentari. Uno scaricabarile che non lascia ben sperare per una soluzione positiva per gli assicurati. Se nè lo Stato o le Casse si faranno carico degli oneri necessari la disposizione rischia di rimanere inattuata o di essere interpretata in misura deteriore rispetto al testo di legge. Ad esempio prevedendo che la contribuzione versata presso la Casse Professionali venga valorizzata, ai fini della determinazione della misura della pensione, solo al momento del perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dall'ordinamento della Cassa e non più al momento dell'esercizio del cumulo. Oppure potrebbero essere le singole Casse, nella propria autonomia statutaria, a declinare la misura. Insomma a rimetterci alla fine rischiano di essere proprio i lavoratori. 

Sullo sfondo c'è poi la difficile quantificazione degli oneri. Secondo l'Adepp il costo potrebbe superare i due miliardi di euro, ben superiori a 100 milioni preventivati dal Governo nella relazione tecnica, stime comunque difficili da verificare in presenza di una platea di potenziali interessati così eterogenea. La speranza è che la prossima settimana si riesca a raggiungere un'intesa. Intanto migliaia di professionisti attendono. Su PensioniOggi.it si è costituito spontaneamente un comitato ad hoc per tutelare le istanze di questi lavoratori. 

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