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Opzione Donna, domande anche dopo l'apertura della finestra mobile

L'esercizio dell'opzione potrà essere effettuato anche successivamente alla data di scadenza del regime qualora le lavoratrici abbiano maturato i requisiti per l'accesso.

Tempi più lunghi per esercitare l'opzione donna. Le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2015 possono presentare la domanda di pensionamento in qualsiasi momento successivo a condizione che si sia aperta la finestra mobile di accesso. Lo ha stabilito l'Inps nel recente messaggio 1182/2017 pubblicato a seguito dell'ultimo intervento normativo contenuto nella legge di bilancio 2017a. La conferma era nell'aria e ne avevamo già dato risalto su pensionioggi.it lo scorso anno, quando in risposta ad un quesito posto dai patronati l'Inps aveva dato una risposta positiva (Nota 145949 del 14 settembre 2015) ad una situazione simile. In definitiva una lavoratrice in possesso di 57 anni (58 anni se autonoma) e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015 può decidere anche a distanza di anni di optare per il pensionamento anticipato con il sistema contributivo. Unico vincolo: che si sia aperta la relativa finestra mobile (12 mesi dalla maturazione dei requisiti) e che abbia cessato, al momento della domanda di pensionamento, qualsiasi attività di lavoro dipendente.

E non poteva essere diversamente dato che in materia previdenziale vige il principio della cristallizzazione del diritto a pensione secondo il quale, una volta acquisito il diritto all'uscita sulla base di una normativa vigente ad una determinata data, esso non può essere perduto in virtu' di successive vicende normative. E' una precisazione che sicuramente rasserena molte lavoratrici che potrebbero decidere di lasciare il lavoro solo nei prossimi anni magari all'età di 60, 61 o 62 anni avendo già raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi per l'esercizio della opzione entro il 2015. Si pensi ad esempio a Laura, una lavoratrice del pubblico impiego nata nel dicembre 1958 che ha raggiunto un'anzianità contributiva di 36 anni al 31.12.2015. Per Laura la prima decorrenza utile della pensione in regime sperimentale donna sarebbe il 1° agosto 2017 (in quanto vanno considerati 7 mesi di speranza di vita istat ed altri 12 mesi di finestra mobile dalla maturazione dei suddetti requisiti). Tuttavia a seguito di quanto appena detto la lavoratrice può tranquillamente decidere di pensionarsi anche più avanti, nel 2019 o nel 2020 all'età di 61 o 62 anni a seconda delle proprie esigenze. Senza necessità di "affrettarsi" alla pensione subito. 

Non si tratta solo di un caso di scuola in quanto la decisione di spostare in avanti la data di uscita porta anche effetti positivi sulla misura della prestazione pensionistica che, come noto, con l'opzione donna viene calcolata interamente con il sistema contributivo con evidenti risvolti negativi sul reddito pensionistico rispetto alle regole del sistema misto. Caratteristica peculiare del sistema contributivo, infatti, sta proprio nella circostanza che la misura del rateo è determinata in funzione di alcuni coefficienti graduati in funzione dell'età di pensionamento (i cd. coefficienti di trasformazione) che traducono in pensione il montante contributivo maturato. Questi coefficienti sono tanto più elevati quanto maggiore è l'età di accesso alla pensione in quanto minore sarà la vita media del percettore dell'assegno. Pertanto una lavoratrice che decidesse di scegliere l'opzione all'età di 62 anni conseguirà un assegno più elevato, a parità di contribuzione versata, di circa l'11% rispetto ad una lavoratrice che decide di pensionarsi all'età di 58 anni. E' una considerazione da tenere a mente in quanto può attenuare la decurtazione a cui si va generalmente incontro in occasione dell'esercizio dell'opzione donna. 

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