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Pensioni, Boeri: Conti Inps sotto controllo. Ma si dovrà lavorare sino a 70 anni

"Anche se l'Inps fallisse, e non sta avvenendo - ha spiegato il presidente dell'Inps - i cittadini continueranno ad avere le loro prestazioni e le loro pensioni"  

 I conti dell'Inps sono sotto controllo. Lo ha detto il presidente dell'Istituto, Tito Boeri, parlando l'altro giorno alla Commissione di controllo sugli enti previdenziali presso la Camera dei Deputati interrogato sulla crescita del disavanzo di bilancio nell'anno 2016. "Abbiamo fatto - ha spiegato Boeri riferendosi al bilancio preventivo 2016 - un accantonamento più importante al fondo svalutazione crediti. Prima si facevano accantonamenti più bassi per poi aumentarli a consuntivo. Ora li abbiamo fatti superiori e per questo c'è stato un deterioramento del disavanzo. Abbiamo fatto un'operazione di trasparenza".

Secondo Boeri i pensionati non hanno nulla da temere: "se l'Inps fallisse, e non sta avvenendo - ha spiegato - i cittadini continueranno ad avere le loro prestazioni e le loro pensioni". Il disavanzo dell'Inps previsto per il 2016 non determinerà, in altri termini, alcun effetto sulle prestazioni erogate dall'istituto.  

Il Presidente dell'Inps mette poi in guardia sulla carenza del personale: "L'Inps sta subendo una vera e propria "emorragia" con disagi rilevanti per gli utenti": stiamo perdendo più di 100 persone al mese" ha detto, chiedendo che ci siano "misure urgenti" da parte del governo. "Con il blocco del turn over nella P.a., che sara' totale nel 2016 e consentirà di sostituire una persona su quattro dal 2017, l'indice di giacenza è destinato a triplicare nel giro di pochi anni". Per questo "durante la discussione della legge di stabilità avevamo chiesto maggiore flessibilità e la presa d'atto che c'è bisogno di investire in questa macchina". "In Italia il blocco del turn over continua da 15 anni impoverendo le istituzioni, nel contempo le tasse rimangono alte e nell'opinione pubblica si conferma l'idea di una pubblica amministrazione che è un corpo estraneo che estorce pagamenti come una sanguisuga", ha aggiunto Boeri, sottolineando che "questo circolo vizioso è evidente nel Paese e l'Inps è l'istituto che ne ha fatto le maggiori spese".

I risultati sull'utenza appaiono sempre più evidenti: "Il nostro personale è diminuito del 10% in tre anni e alcune sedi, come Roma EUR, hanno subito cali del 15% nel giro di un anno con conseguenze per i servizi ai cittadini. "In queste sedi i tempi medi di attesa sono peggiorati del 20-30%" e con il personale attualmente a disposizione "sarebbero necessarie ventiquattro ore di lavoro al giorno per impedire l'accumularsi di giacenze".

Sulle pensioni del futuro Boeri ha ricordato che con le nuove regole per i lavoratori classe 1980 solo il 38,67% la prenderà prima dell'età di vecchiaia, che per gli attuali 35enni significa nel 2050 a 70 anni di età. Sarà più basso quindi il trasferimento pensionistico complessivo (perchè percepito per meno anni), ma anche il tasso di sostituzione medio rispetto alla retribuzione che sarà intorno al 62%. ''Si lavorerà più a lungo - ha detto Boeri - anche in rapporto alla speranza di vita. Le pensioni saranno del 25% più basse di quelle di oggi tenendo conto degli anni di percezione'' e ci saranno, a fronte di una crescita del pil all'1% e di possibili interruzioni di carriera, ''problemi di adeguatezza'' dell'importo. Con il sistema contributivo inoltre, se non si metterà in campo uno strumento di sostegno contro la povertà come il reddito minimo, ci saranno ''problemi per chi perderà il lavoro sotto i 70 anni''.

Infine sulla struttura dell'Inps. Boeri torna a chiedere un intervento che riveda la governance dell'Istituto con un consiglio di amministrazione e meno poteri al Presidente; una riforma urgente che potrebbe essere fatta insieme alla riorganizzazione in atto nell'Istituto con l'accorpamento di Inpdap e Enpals.

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