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Pensioni, Damiano: ripristinare l'indennità di mobilità prima dell'APe sociale

Lo chiede al Governo il Presidente della Commissione Lavoro della Camera. "Oggi, accade di essere licenziati a 55-60 anni, mentre il traguardo della pensione è a 67 anni e punta ai 70. Bisogna superare questa condizione". 

 Il Programma Nazionale di Riforma, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, prevede l’attuazione di alcune importanti misure che riguardano il lavoro: il completamento della riforma del lavoro autonomo e una nuova regolazione del lavoro accessorio, entro luglio, dopo l’abolizione dei voucher”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera durante l'esame da parte del DEF da parte della Camera.

“A questi obiettivi – prosegue – vorremmo aggiungere quello, che noi chiediamo, di un intervento ad hoc sugli ammortizzatori sociali. La nuova indennità di disoccupazione (NASpI) ha una durata troppo breve a fronte del perdurare della crisi. Inoltre, l’abolizione della indennità di mobilità e della Cassa integrazione in deroga, a partire dall’inizio di quest’anno, creerà gravi problemi di disoccupazione. Non dobbiamo dimenticare che in mobilità abbiamo attualmente oltre 185.000 lavoratori. Quando la tutela si esaurirà, molti di questi lavoratori rimarranno senza reddito e saranno molto distanti dall’accesso alla pensione”. La tutela prevista dall'APe sociale, ricorda Damiano, è debole considerato che si rivolge ai lavoratori disoccupati con 63 anni di età mentre lascia fuori tutti coloro che all'età di 55-60 anni vengono licenziati dalle aziende anche con un maturato contributivo molto elevato. 

“Il Governo non può – continua Damiano – da una parte, istituire il reddito di inclusione per combattere positivamente la povertà e, dall’altra, non considerare che la stessa povertà sarà in aumento se gli ammortizzatori non tuteleranno a sufficienza i lavoratori. Per questo chiediamo che la manovra del Governo preveda, anche transitoriamente, il prolungamento della durata degli attuali ammortizzatori sociali” ha detto Damiano.

L'agenda Politica della Sinistra del PD
Il Presidente della Commissione Lavoro chiede che altri temi siano messi al centro dell'agenda politica dei prossimi tempi. Sul fronte dei contratti va inserito un salario minimo di legge che tuteli anche i professionisti. La trasposizione dei diritti va concepita, nel nostro tempo, anche per il lavoro autonomo , così come si è fatto, nel secolo scorso, per il lavoro dipendente. Per i professionisti, è opportuno introdurre il principio dell’ equo compenso o anche il ripristino delle tariffe o dei parametri professionali.

Sul tema delle pensioni e della previdenza Damiano ricorda come oltre all'allungamento del periodo di tutela degli ammortizzatori sociali, facendo funzionare le politiche attive per il lavoro e ripristinando l’indennità di mobilità in caso di disoccupazione sia opportuno che la previdenza complementare concorra al raggiungimento di uno standard di dignità della pensione, rendendo obbligatorio per legge il versamento del datore di lavoro a vantaggio dei lavoratori e passando alla logica del silenzio-assenso nell’adesione facoltativa ai fondi pensione. Lavoro. Per i giovani, si vada in direzione del lavoro e della pensione di cittadinanza .

Infine sul Jobs Act Damiano auspica un cambiamento su due punti: passare dagli incentivi a spot agli incentivi strutturali, che rendano conveniente il lavoro a tempo indeterminato rispetto al lavoro flessibile o precario ed il ripristino della reintegra quando manca una giustificazione economica reale al licenziamento e se il bilancio dell’azienda è in attivo. Per i licenziamenti disciplinari, va stabilita una relazione tra l’ infrazione e la sanzione, per ripristinare il principio di proporzionalità e ridare equilibrio al rapporto tra impresa e lavoro.

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