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Pensioni, Ecco come si farà domanda per l'APE volontario

Gli interessati dovranno farsi prima certificare dall'Inps tramite il canale telematico il possesso dei requisiti per accedere al prestito pensionistico. 

Per l'accesso al prestito pensionistico l'Inps giocherà un ruolo centrale. L'approvazione definitiva lo scorso 4 Settembre del DPCM sull'ape volontario consegna all'Inps un ruolo centrale nella definizione del prestito per i lavoratori. La procedura, tenendo conto dei tempi tecnici, dovrebbe partire concretamente entro il mese di ottobre una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM e chiuse le convenzioni con il sistema bancario ed assicurativo in cui saranno fissati i tassi e i costi per la stipula della polizza assicurativa contro il rischio premorienza. 

Il DPCM mette nero su bianco le tappe da seguire per conseguire l'anticipo. In primo luogo l'interessato dovrà farsi certificare dall'Inps il possesso dei requisiti per avere diritto all’APE. L'istituto avrà 60 giorni dalla richiesta per emettere la certificazione. Chi vorrà aderire alla misura dovrà, infatti, un minimo di 63 anni di età e 20 anni di contributi, trovarsi a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia nel regime obbligatorio e soddisfare l'ulteriore condizione che l'importo della pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, risulti non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria (cioè 702,65 euro al mese per il 2017). E' richiesto inoltre che il lavoratore non sia già titolare di un trattamento pensionistico diretto (tra cui anche l'assegno ordinario di invalidità). 

La domanda di certificazione potrà essere effettuata esclusivamente tramite via telematica (con il codice pin personale) oppure rivolgendosi presso un intermediario abilitato (es. patronati). L'istituto nella certificazione indicherà l’importo minimo e l’importo massimo dell’APE ottenibile, cifra che potrà essere scelta dal lavoratore sulla base delle proprie specifiche esigenze: la forchetta oscilla tra il 75% ed il 90% della pensione netta a seconda degli anni di anticipo richiesti. 

La Domanda di APE
Solo a questo punto il lavoratore potrà presentare all'Inps la domanda per accedere all'APE. Con una particolarità: contestualmente il lavoratore dovrà produrre anche domanda diretta ad ottenere la pensione di vecchiaia da liquidarsi al raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti dalla normativa vigente (di regola 66 anni e 7 mesi, al netto dei futuri adeguamenti alla speranza di vita che scatteranno dopo il 2018). Entrambe le
 domande non saranno revocabili, una volta perfezionato il contratto di prestito. Dunque occorrerà farsi bene i conti prima di aderire alla misura. Nella domanda il richiedente indicherà sia l'istituto bancario che erogherà il prestito sia l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. I finanziatori e le imprese assicurative saranno scelti tra quelli che aderiranno agli accordi-quadro da stipularsi tra il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e, rispettivamente, l’Associazione Bancaria Italiana e l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ed altre imprese assicurative primarie. Gli istituti che aderiranno saranno probabilmente circa una decina, quelli di natura più grande, in grado di sostenere da un punto di vista finanziario le condizioni previste negli accordi quadro.

Il perfezionamento dell'accordo
A seguito della ricezione della richiesta di prestito l’Istituto finanziatore trasmetterà, quindi, all’Inps il contratto di prestito ovvero l’eventuale comunicazione di rifiuto dello stesso (la banca potrà declinare la stipula del contratto sulla base di una valutazione del rischio cliente, ad esempio ove questi risulti un cattivo pagatore). In quest’ultimo caso sia la domanda di pensione che quella di APE decadranno e resteranno prive di effetti. In caso di concessione del prestito, dal momento in cui il contratto è reso disponibile al richiedente in modalità telematica, questi avrà 
14 giorni per esercitare il diritto di recesso. Se il termine spira il contratto è perfezionato ed il prestito decorrerà entro i 30 giorni lavorativi successivi. Il lavoratore percepirà la somma finanziata attraverso quote mensili per dodici mesi all'anno, somme che non costituiranno reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, sino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia. 

Raggiunto il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia, l’Inps tratterrà da ciascun rateo l’importo della rata per il rimborso del finanziamento e lo riverserà all’istituto finanziatore entro 180 giorni dalla data di scadenza della medesima rata. Per i successivi venti anni. Gli effetti della trattenuta non rileveranno ai fini del riconoscimento di prestazioni assistenziali e previdenziali sottoposte alla prova dei mezzi come, ad esempio, per le spettanze delle pensioni di reversibilità/indirette.   

L'estinzione anticipata
Una volta avuto accesso al prestito pensionistico può verificarsi che il soggetto consegua un trattamento pensionistico diretto prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia. Ad esempio si pensi ad un lavoratore che guadagna i 42 anni e 10 mesi di contributi con accesso, quindi, alla pensione anticipata. In tal caso il DPCM prevede che l'erogazione del prestito (la fase di accumulo) venga interrotta (in quanto l'APE non è cumulabile con un trattamento pensionistico diretto) ed il lavoratore andrà incontro ad una rimodulazione in senso più favorevole della rata di ammortamento del prestito. Il DPCM disciplina anche l'ipotesi, all'articolo 12, di una estinzione anticipata, parziale o totale, del prestito contratto con l'intermediario finanziario. Il lavoratore potrebbe, infatti, decidere di estinguere il prestito nella fase di accumulo oppure nella fase di ammortamento, cioè una volta conseguita la pensione. 

Per semplificare la gestione delle procedure il DPCM ha già predisposto, in allegato al decreto, le cinque domande da compilare per chiedere la misura: la domanda di certificazione del diritto all’APE; la domanda di APE; la proposta di assicurazione; l’istanza di adesione al fondo di garanzia per l’accesso all’APE e la domanda di pensione di vecchiaia per i richiedenti l’APE.

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