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Pensioni, Ecco quanto conviene trasferire all'estero la pensione

I principali benefici per chi sceglie la nuova Patria per godersi il trattamento pensionistico in base a un regime fiscale più favorevole e a un costo della vita più basso.

Negli ultimi anni sta crescendo sempre più il fenomeno degli italiani che decidono di trasferirsi all'estero per godere della propria pensione. Tutte le prestazioni maturate a seguito di contributi sono, infatti, esportabili all'estero dunque il pensionato può decidere di riceverle direttamente nel nuovo paese in cui ha preso residenza. Mentre le prestazioni di carattere assistenziale, come ad esempio l'assegno sociale o le prestazioni di invalidità civile (es. assegno mensile di invalidità), le prestazioni in favore dei ciechi civili e dei sordi non possono essere portate al di fuori dei confini nazionali. In caso di trasferimento, dunque, si perde il diritto a tali prestazioni. Anche la quattordicesima, l'integrazione al trattamento minimo e le maggiorazioni sociali sono esportabili all'estero in quanto, secondo il legislatore italiano, risulta prevalente la loro natura previdenziale rispetto a quella assistenziale. Nell'Unione Europea, tuttavia, l'esportabilità del trattamento minimo e delle maggiorazioni sociali è stata recentemente negata in virtu' dei regolamenti comunitari (art. 70 regolamento Cee 883/2004) in quanto deve essere posta a carico del paese di residenza, secondo le regole ivi applicabili. 

La pensione, a seguito dei trattati contro la doppia imposizione stipulati dall'Italia, è di regola pagata dall'Inps al lordo del prelievo irpef. Dunque viene tassata interamente in loco, con regole praticamente quasi ovunque più favorevoli rispetto all'Italia. Per ottenere il beneficio occorre trasferire la residenza all'estero soggiornando nel paese straniero per più di 183 giorni l'anno e iscriversi presso l'Aire, il registro nazionale degli italiani residenti all'estero. In esito a queste formalità occorre consegnare tutta la documentazione al proprio ufficio provinciale Inps con l'indicazione del conto corrente estero presso cui accreditare la pensione. La tassazione nel nostro paese è, infatti, tra le più elevate al mondo per cui il trasferimento all'estero porta quasi sempre un risparmio fiscale che può raggiungere anche migliaia di euro. A cui si aggiunge il risparmio per il costo della vita, in molti paesi inferiore a quello italiano. Per i pensionati ex-inpdap, purtroppo, la regola è completamente inversa: la pensione resta tassata sempre in Italia salvo si trasferiscano in quattro paesi (Tunisia, Cile, Australia o Senegal) oppure riescano ad ottenere la cittadinanza estera, un traguardo ben più difficile. 

Le mete più gettonate vedono ai primi posti quelle europee per la vicinanza all'Italia e per le minori formalità per il trasferimento all'estero come in particolare Spagna, Portogallo, Malta e Cipro. Qui la tassazione per i pensionati è al massimo del 5%, alla quale fino allo scorso anno si sommava una tassazione netta nazionale massima per la crisi del 3,5%. Diversi paesi hanno, peraltro, introdotto regimi fiscali ulteriormente agevolati come ad esempio la Tunisia, Malta e il Portogallo che fanno ulteriormente crescere l'appeal del trasferimento.

In questa sezione PensioniOggi.it ha realizzato alcune schede di approfondimento, che via via saranno incrementate, dedicate a coloro che intendono trasferirsi all'estero per avere un'idea del risparmio fiscale che si può ottenere. 

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Approfondimenti: La tassazione della pensione in Spagna; La tassazione della pensione in Tunisia; la Tassazione della pensione a Malta.

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