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Pensioni, I sindacati chiedono un incontro urgente

La richiesta arriva unitaria da Cigl, Cisl e Uil per le tante domande respinte sull'Ape sociale e sul pensionamento con 41 anni di contribuzione.

Dopo la diffusione del dossier Inca sulle tante, troppe, domande respinte di Ape sociale, Cgil, Cisl e Uil chiedono al ministro del lavoro, Giuliano Poletti e al presidente dell’Inps, Tito Boeri un incontro urgente per “affrontare nel migliore dei modi le problematiche aperte”. 

Nella lettera di richiesta, i sindacati confederali, Roberto Ghiselli, Maurizio Petruccioli e Domenico Proietti, sottolineano come “vista la situazione, vi è il rischio concreto che migliaia di persone, vedendosi negare un proprio diritto, non potranno beneficiare dell’importante strumento, nato dal confronto sindacale con il Governo e inserito nel Verbale di sintesi sottoscritto il 28 settembre 2016”. 

“Secondo i dati in nostro  possesso – proseguono – sono moltissime le respinte che sono state emesse da parte dell’Istituto, alcune di queste non presentano alcuna motivazione del diniego, oppure, presentano motivazioni generiche, altre invece, come quelle che riguardano le categorie dei lavoratori addetti ad attività gravose, indicano per la maggioranza dei casi un livello di tariffa media Inail inferiore al 17 per mille”. Il vertice di Lunedì con il Governo sarà occasione per fare il punto della questione, per correggere il tiro su interpretazioni eccessivamente rigide e per quantificare le risorse effettivamente consumate. Molto probabilmente si andrà verso una modifica normativa o ministeriale per quei lavoratori che hanno visto il rigetto delle istanze per aver lavorato anche un solo giorno dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale. Una interpretazione aberrante della legge che ha sta suscitando molte critiche anche da parte della stessa maggioranza parlamentare. 

Rincara la dose il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Il leader della Uil ha ribadito tutte le richieste sindacali su previdenza e lavoro e ha sottolineato la necessità che venga congelato lo scatto automatico dell’aspettativa di vita: “In questo modo - ha proseguito - si potrà insediare una commissione Governo-Sindacati per cominciare a discutere e per modificare questa norma che, peraltro, prevede solo la crescita e non anche la diminuzione dello scatto. Sull’insieme di questi temi, lunedì, ci aspettiamo una risposta e sabato - ha concluso Barbagallo - faremo le nostre iniziative in tutte le piazze del Paese per dimostrare che non stiamo scherzando: al Governo conviene trovare una soluzione”. 

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