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Pensioni, L'ape volontario sarà retroattivo dal 1° maggio 2017

Gli interessati avranno sei mesi dalla data di entrata in vigore del DPCM per chiedere l'erogazione degli arretrati maturati dal 1° maggio 2017. 

L'Anticipo pensionistico sarà retroattivo dal 1° maggio 2017. Lo certifica l'articolo 3 del testo del Decreto attuativo approvato dal Cdm lo scorso 4 settembre ed ora in attesa della definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I soggetti che hanno maturato i requisiti tra il 1° maggio 2017 e la data di entrata in vigore del decreto potranno fare richiesta, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, attraverso la domanda di APE la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti. Il decreto ha così sostanzialmente accolto le doglianze espresse dal Consiglio di Stato nel parere dello scorso luglio onde evitare che il ritardo nell'approvazione del provvedimento danneggiasse le categorie maggiormente bisognose di un sostegno economico. Al pari, del resto, di quanto previsto per l'Ape sociale e per il pensionamento agevolato per i cd. lavoratori precoci.

Per completare il puzzle sull'ape volontario ci vorrà ancora diverso tempo, probabilmente non prima di novembre/dicembre, in quanto all'appello mancano ancora le convenzioni con il settore bancario ed assicurativo che dovranno mettere nero su bianco i costi per i diretti interessati. Si rammenta che non potranno ottenere l' APE i soggetti già titolari di un trattamento pensionistico diretto ai sensi dell'articolo 1, comma 167, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Dunque restano esclusi tra l'altro i titolari di assegno ordinario di invalidità; mentre non ci saranno problemi in linea generale per i superstiti che percepiscono la reversibilità, per i titolari di assegno sociale o di prestazioni di invalidità civile. In questi ultimi casi, però, il reddito APE non dovrà far venir meno i requisiti reddituali per mantenere tali prestazioni.

L'anticipo potrà essere chiesto per i soggetti in possesso di 63 anni di età e 20 anni di contributi e rispetto della soglia minimo di accesso pari a 1,4 volte il trattamento minimo (702 euro al mese) al netto della rata di ammortamento. Condizioni che saranno certificate dall'Inps al momento della domanda. Da segnalare che, a differenza di quanto previsto con l'Ape sociale, l'ape volontario può essere chiesto senza cessare il rapporto di lavoro consentendo dunque sia il lavoro full time che part-time durante l'erogazione del prestito e senza che l'operazione determini uno slittamento nella percezione, per i dipendenti pubblici, del trattamento di fine rapporto (TFS o TFR che sia). Inoltre potrà essere abbinato alla RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata.  Complessivamente la misura è una ulteriore facoltà a disposizione dei lavoratori ma per un giudizio finale occorrerà attendere almeno il prossimo anno quando il quadro sarà completo. Già in passato misure simili non hanno trovato un grande appeal sui lavoratori. Proprio la scorsa settimana il Governo ha certificato il flop del part-time agevolato, uno strumento introdotto nel 2016 prima che si giungesse all'Ape, e al TFR in busta paga.

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