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Pensioni, La Lega Nord chiede modifiche anche per i ferrovieri

La sottosegretaria al Welfare, Franca Biondelli, ha risposto ad una interrogazione parlamentare della Lega Nord sul mancato riconoscimento della supervalutazione del servizio prestato. 

Il Governo è disponibile a valutare una soluzione per il personale addetto alla condotta dei convogli ferroviari e al personale viaggiante nel corso degli interventi di manutenzione all'Ape sociale e ai benefici per i lavoratori precoci. Lo ha annunciato ieri il sottosegretario al welfare Franca Biondelli rispondendo ad una interrogazione parlamentare in Commissione Lavoro alla Camera sollevata da Roberto Simonetti (LNA). La questione era stata più volte denunciata dall'Associazione Ancora in Marcia che da 5 anni si batte per il riconoscimento delle specificità dei lavoratori del comparto perse dal 2012 con la Legge Fornero. 

Riguardo alla facoltà di pensionamento con 41 anni di età contributiva, il problema è quello dell'età anagrafica per essere considerato «lavoratore precoce»: è considerato tale, infatti, colui che abbia lavorato almeno un anno prima del compimento dei 19 anni di età, mentre per essere assunto come macchinista o capotreno è necessario aver conseguito il diploma di scuola superiore di secondo grado. In merito all’«Ape social», invece, le norme prevedono che il beneficio di sconto per gli anni lavorati non sia cumulabile con altre maggiorazioni previste per aver svolto una particolare attività lavorativa; in altri termini, macchinisti e capitreno, per poter accedere all’«Ape», dovrebbero rinunciare a quell'anno ogni dieci riconosciuto fino al 31 dicembre 2011 per aver svolto in ferrovia un'attività particolarmente faticosa dal punto di vista delle turnazioni di lavoro. 

La sottosegretaria ha ricordato che il Governo ha da sempre dimostrato particolare sensibilità alle problematiche derivanti dalla riforma previdenziale introdotta con il decreto «Salva Italia», dando priorità, nella necessità di una rivisitazione della normativa vigente, alle platee dei lavoratori che svolgono attività rilevanti dal punto di vista sociale e impegnative per le tipologie di prestazione. "Mi riferisco alle persone beneficiarie delle salvaguardie pensionistiche, dell'APE sociale e delle citate norme sui lavoratori precoci. Da ultimo, assicuro che saranno valutate nel corso del tempo le istanze di tutti le categorie affinché tutti i lavoratori possano avere giusta tutela previdenziale ed assicurativa attraverso il miglioramento e l'implementazione del reticolato normativo vigente". Soddisfatto Simonetti che ha ringraziato la sottosegretaria perché, con la sua risposta, ha confermato l'esistenza del problema segnalato dalla sua interrogazione. La Lega Nord confida, quindi, nell'impegno dell'Esecutivo nella ricerca di una soluzione valida, nei tempi più rapidi possibile, magari già con la legge di bilancio per il 2018.

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Fonti Parlamentari/Governative continuano a giustificarsi, di fronte alle nostre continue e pressanti richieste di intervento riguardo la paradossale questione pensione personale mobile delle ferrovie, dicendo che  in qualche modo sono state messe in atto le "prime azioni mitigative" con l'istituzione delle categorie di lavoratori particolarmente gravosi, nei quali hanno inserito anche i conduttori di convogli ferroviari e il personale viaggiante, consentendogli di fruire dell'APE SOCIAL al raggiungimento dei 41 anni di contributi se però è soddisfatto un altro requisito cioè si è "lavoratori precoci" ossia si è lavorato almeno un anno prima del compimento dei 19 anni di età.

Dobbiamo però notare che per macchinisti e capitreno è richiesto il diploma di scuola media superiore che si consegue normalmente dopo i 18 anni quindi per questi lavoratori tale prerogativa è pressoché preclusa.

Ma se non bastasse, per essere sicuri che nessuno di noi potesse fruire di qualche "sconto" sull'età pensionabile, il comma 205 dell'art. 1 della legge 232 del dicembre 2016 sancisce che    " il beneficio … non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per le attività di lavoro … ". In parole povere significa che quelle poche decine di ferrovieri (su un bacino di 18.000 unità) che avrebbero il requisito di precoci, per fruire dell'uscita con 41 anni di contributi devono rinunciare agli aumenti di valutazione (1/10 anni) maturati fino al 31 dicembre 2011!
Tutto ciò è semplicemente diabolico.
Sono queste le azioni "mitigative" che i Governi Renzi/Gentiloni riescono a partorire?
Oggi si va in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi ma se sei un lavoratore gravoso e precoce e hai 41 anni di contributi ti levo i tre anni di maggiorazione e ci potrai andare fra altri tre anni!
Basta ferrovieri morti prima di andare in pensione o subito dopo!
Vogliamo andare in pensione ad una età equa e godere anche noi di qualche anno di guadagnata quiescenza.
Se fosse un altro errore dovremmo essere sconcertati, ma se non lo fosse dovremmo essere molto preoccupati.
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