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Pensioni, Ok del Governo ai Correttivi su APE sociale e Precoci

La manovra approvata dal Governo contiene un correttivo che spalma su sette anni la ricerca dello svolgimento di almeno sei anni di attività gravosa prima del pensionamento anticipato. 

Palazzo Chigi apre ad una franchigia di 12 mesi per raggiungere i sei anni continuativi nei casi di lavori gravosi richiesti per accedere alle uscite anticipate. Come si era anticipato l'altro giorno su pensionioggi.it il Governo ha inserito una norma di interpretazione autentica nel decreto legge contenente la manovra finanziaria approvato l'11 aprile dal Cdm assieme al DEF. Secondo tale modifica l'arco temporale entro il quale ricercare i sei anni di attività faticose o pesanti viene spalmato su un periodo di sette anni precedenti dal momento della richiesta del pensionamento anticipato con 41 anni di contributi (nel caso dei lavoratori precoci) o dell'APE sociale. Quindi, per esempio, se negli ultimi sei anni c'è stato un anno di disoccupazione indennizzata, di inattività o di integrazione salariale (si pensi ad una cigo o all'assegno ordinario erogato dai fondi settoriali) si potrà accedere, comunque, ai predetti strumenti. 

Secondo gli allegati C ed E alla legge di bilancio per il 2017 (legge 232/2016) i lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa al momento della richiesta del pensionamento anticipato una delle undici categorie di mansioni evidenziate nella tavola sottostante potranno chiedere dal 1° maggio 2017 l'APe sociale, cioè il sussidio gratuito di accompagnamento alla pensione, se risultano in possesso di almeno 63 anni e almeno 36 anni di contributi, oppure, se più favorevole, ritirarsi in anticipo al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica a condizione, però, di poter vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. In entrambi i casi i lavoratori non subiranno alcuna penalità sulla misura del trattamento pensionistico. Resta confermato, invece, che le predette agevolazioni non interessano i lavoratori autonomi. Ad esempio un autista di camion con partita iva che svolge tale mansione da almeno sei anni in via continuativa non potrà conseguire nè l'ape sociale nè il pensionamento con 41 anni di contributi. Per costui l'unica forma per uscire anticipatamente resta quella dell'anticipo pensionistico di mercato, con penalizzazione ventennale sulla pensione. 

La correzione è considerata dai sindacati solo un "risultato parziale" perché non servirebbe a garantire gli operai edili che hanno una forte discontinuità lavorativa. Per consentire la loro inclusione i sindacati avevano chiesto almeno il raddoppio della franchigia da 12 a 24 mesi. Il Governo non ha previsto, invece, alcun correttivo in favore dei lavoratori disoccupati con esaurimento degli ammortizzatori sociali a seguito della scadenza di un contratto a termine: per questi lavoratori l'unica strada per anticipare l'uscita sarà quella di chiedere l'Ape volontario con una riduzione della misura della pensione. 

Anticipo pensionistico al via dal 1° maggio
Le misure partiranno il 1° maggio ha indicato Poletti anche se va considerato che questa data andrà intesa come apertura dei termini per presentare le istanze di accesso ai benefici (la prima finestra temporale per la presentazione delle istanze dovrebbe chiudersi il 30 giugno). Solo una volta che l'Inps avrà verificato la sussistenza dei requisiti e la capienza delle risorse messe a disposizione (cd. procedura di monitoraggio) i lavoratori riceveranno la certificazione di poter conseguire l'anticipo pensionistico con la prima indicazione utile di decorrenza della pensione anticipata o dell'anticipo pensionistico. Un pò come avviene per i lavoratori usuranti. La data di accesso alle agevolazioni in parola dovrebbe, pertanto, collocarsi in una finestra ricompresa tra settembre/ottobre. Chi presenterà domanda dopo il 30 giugno conseguirà i benefici alla fine dell'anno. Il correttivo dovrebbe ora sbloccare anche l'approvazione dei tre DPCM attesi da inizio anno che dovranno regolare le modalità di accesso all'anticipo pensionistico volontario, all'ape sociale e al pensionamento con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci

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«Intanto - ha spiegato Poletti - faremo un lavoro di approfondimento per un'analisi degli elementi numerici, delle platee a cui ci si riferisce. Ci rivolgiamo a giovani con carriere discontinue ma dobbiamo definire quali sono gli elementi precisi che definiscono le platee». Inoltre, nell’incontro del 4 maggio, ha aggiunto il ministro, «faremo una riflessione sulla previdenza complementare. Si sa che il trattamento previdenziale e la previdenza complementare hanno una connessione e serve un approfondimento tecnico».
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