Pensioni, Renzi smentisca anche il taglio alle invalidità

Sabato, 23 Agosto 2014
Renzi ha smentito qualsiasi intervento sulle pensioni, come il prelievo sui trattamenti più pesanti. Ma a rischiare ora sono i trattamenti per le vedove e gli invalidi.

Kamsin Lo stop di Renzi ad un taglio delle pensioni d'oro e d'argento potrebbe mettere a rischio i trattamenti per in favore delle vedove e degli invalidi. Sul tavolo dei tecnici del Mef c'è infatti l'altro capitolo del Dossier Cottarelli, ufficialmente non ancora smentito dal Governo, che prevedeva un taglio della spesa assistenziale.

Nel mirino potrebbero esserci le indennità di accompagnamento, le pensioni di reversibilità e quelle di invalidità.  Nel piano della spending review del commissario Cottarelli, infatti, sotto la categoria «Riduzioni trasferimenti inefficienti», compaiono la «Prova reddito per indennità accompagno e Abusi pensioni di invalidità»: il risparmio previsto è per entrambi pari per il 2015 e il 2016 a 0,1 e 0,2 miliardi da entrambe le voci. Sotto la categoria «spese settori», compaiono invece sia la «Revisione pensioni di guerra (per un risparmio di 0,2 miliardi già nel 2014, e di 0,3 nel 2015 e 2016), sia le «Pensioni reversibilità» (nessun risparmio nel 2014 e 2015, ma con un rientro di 0,1 miliari nel 2016).

Complessivamente, quindi, si parla di un taglio alla spesa di 1,5 miliardi derivante da pensioni d'invalidità, indennità di accompagno, pensioni di guerra e reversibilità.

L'ipotesi allo studio è di agganciare l'indennità di accompagnamento e la reversibilità al reddito. Per l'accompagnamento l'ipotesi è di inserire un tetto massimo al reddito per poterne fruire: 30 mila euro individuali e 45 mila euro in caso di reddito familiare. Nel caso della reversibilità che costa circa 30 miliardi l'anno e interessa una platea di quasi 4 milioni di persone, si sta valutando di prendere in considerazione non solo il reddito da pensione ma anche la ricchezza del soggetto beneficiario. Ovvero peserebbero anche le proprietà immobiliari. Poi l'ennesimo giro di vite sui trattamenti di invalidità intensificando i controlli per scovare gli illeciti. Dulcis in fundo una nuova deindicizzazione delle pensioni dopo che Letta aveva tolto il blocco in modo totale fino a tre volte il minimo e poi misura decrescente. Il risparmio sarebbe pari a 600 milioni nel 2015 e di 1,5 miliardi nel 2016.

Anche su questo fronte ci si aspetta pertanto una smentita da parte del Governo. Se non ci sarà alcun taglio alle pensioni d'oro e d'argento questo non potrà avvenire in danno alle prestazioni assistenziali.
 
Zedde

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