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Reddito di Inclusione, Sostegno sino a 485 euro al mese

Il memorandum siglato ieri tra il Governo e i rappresentanti dell'Alleanza che include il terzo settore prevede oltre all'ISEE anche il reddito disponibile del nucleo familiare. 

La pubblicazione ieri del memorandum d'intesa sul reddito per l'inclusione fornisce alcuni importanti dettagli sulla nuova misura di contrasto alla povertà che debutterà ufficialmente nei prossimi mesi. Sette i punti d'intesa fissati nel documento siglato a Palazzo Chigi che spaziano dai criteri per determinare l'accesso dei beneficiari della misura ai criteri per stabilire l'importo del beneficio passando per i meccanismi per evitare che si crei un disincentivo economico alla ricerca di occupazione.

La principale novità inserita nell'intesa riguarda il fatto che il reddito Isee non sarà l'unico criterio per l'accesso al Reddito Inclusione sociale: si terrà conto anche del reddito disponibile (ISR, la componente reddituale dell'ISEE) per valutare le disponibilità effettive della famiglia al netto dei costi di locazione che variano molto sul territorio determinando, pertanto, un sostegno economico più adeguato per le famiglie in affitto. Il riferimento all'ISR consentirà l'accesso alla misura anche a chi e' proprietario della casa in cui abita, ma versa in stato di poverta' legato, ad esempio, dalla mancanza di redditi. Coloro che possiedono un patrimonio mobiliare il cui uso permetterebbe di uscire dalla condizione di povertà saranno invece espressamente esclusi dalla misura. Parimenti, ci saranno condizioni limitative al possesso di beni immobili diversi dalla prima casa.

ISEE a 6mila euro
Il documento firmato ieri fissa la soglia massima ISEE per il diritto al reddito di inclusione a 6.000 euro, una soglia che si colloca ben al di sopra di quella usata per la misura attualmente sperimentata (il SIA) ed in posizione intermedia rispetto a quelle usate nelle altre due misure vigenti contro la povertà (Social Card ed Asdi). L'importo del beneficio economico sarà calcolato sulla differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR che non potrà essere inferiore a 3mila euro, un livello giudicato nell'intesa compatibile con le risorse disponibili, la richiesta di coprire in un primo tempo una buona parte dei destinatari prioritari, la necessità di fornire loro un sostegno adeguato. Le soglie saranno comunque graduate in funzione della numerosità del nucleo familiare. 

Il memorandum ritiene che l'erogazione debba coprire il 70 per cento della differenza calcolata e comunque in sede di prima applicazione della misura l'importo non deve essere superiore all'assegno sociale mensilizzato (cioè 485 euro al mese). Dall'importo cosi' calcolato vengono comunque sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, ad eccezione dell'indennita' di accompagnamento. In caso di occupazione per evitare che il beneficio si trasformi in un disincentivo alla ricerca di un'occupazione stabile, il Ministero del Lavoro sta studiando dei meccanismi per i quali la misura, in versione ridotta, venga erogata anche nel caso di incremento del reddito al di sopra della soglia di accesso al beneficio. Per tenere conto della necessità di misurazione della situazione economica più prossima possibile alla situazione di bisogno, andranno facilitati in caso di variazione delle condizione lavorativa o del reddito indicatori “attualizzati” di ISEE e di ISR, ottenuti attraverso un uso meno vincolato e più semplice dell’ISEE corrente, in presenza di perdita di occupazione o riduzione del reddito. L'erogazione del sostegno dovrebbe avvenire sempre per il tramite di una card prepagata bimestralmente. 

I servizi per l'inclusione
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali s'impegna a introdurre nel Fondo alla lotta alla poverta' una specifica linea di finanziamento strutturale per i servizi connessi al Reis in forma di quota vincolata da destinare ai territori. La quota vincolata destinata ai territori non dovra' scendere mai al di sotto del 15 per cento del Fondo alla lotta alla poverta' e la quota destinata ai servizi d'inclusione sociale non scendera' mai al di sotto del 25 per cento del Fondo stesso. Nel decreto legislativo sara' prevista una struttura nazionale permanente di affiancamento alle amministrazioni territoriali per garantire una applicazione uniforme del Reis. Nel memorandum si legge che alla struttura devono essere garantite risorse umane ed economiche adeguate al fine di svolgere in maniera continuativa al fine di fornire strumenti adeguati alle amministrazioni coinvolte. Tra i compiti della struttura nazionale sono previsti: attivita' di promozione, sostegno e implementazione del Reis, supporto nello sviluppo delle competenze necessarie, costituzione di una comunita' di pratiche, diffusione di linee guida, di protocolli formativi e operativi, realizzazione di incontri, interventi di tutoraggio alle realta' locali in difficolta'.

Monitoraggio
Entro la fine dell'anno, il Ministero del Lavoro presentera' un piano di monitoraggio per verificare l'applicazione del Reis su tutto il territorio nazionale. Il piano definira' le modalita' operative per la raccolta dei dati e i soggetti coinvolti; gli indicatori qualitativi e quantitativi per la verifica dell'attuazione del Reis, sia per la parte di sostegno al reddito che per i servizi alla persona. Il memorandum si conclude con la previsione che il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali si impegni alla gestione associata del Reis nel territorio e che la definizione delle forme di gestione associata sia di competenza delle regioni. 

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Documenti: Il Memorandum sul reddito di inclusione

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