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Riforma Pensioni, Berlusconi Frena Salvini sulla Legge Fornero

L'età media oggi continua a salire - sottolinea Silvio Berlusconi - quindi è una cosa comprensibile e corretta che salga anche l'età della pensione".

Silvio Berlusconi frena sulla possibilità di abolizione della Legge Fornero. "Abbiamo visto che nella legge Fornero alcune cose bisogna mantenerle", ha dichiarato il Leader di Forza Italia ospite di 'Porta a Porta' su Rai1 a proposito della legge sulle pensioni criticata invece nei giorni scorsi da Matteo Salvini, il leader leghista, che aveva manifestato la necessità della sua abolizione in caso di vittoria alle elezioni del 4 marzo. "L'età media oggi continua a salire - sottolinea - quindi è una cosa comprensibile e corretta che salga anche l'età della pensione".

La posizione di Berlusconi sulla Legge Fornero rischia quindi di dividere quindi il centrodestra anche se lo scenario che si sta delineando non sorprende. Come accaduto in occasione della scorsa tornata elettorale, quella del 2013, le posizioni di Lega Nord e M5S tendono praticamente quasi a toccarsi. Entrambi i partiti spingono, infatti, per la reintroduzione delle vecchie pensioni di anzianita' e del pensionamento con 41 anni di contributi per tutti, riportando le lancette indietro al 2011 mentre Forza Italia e PD si limitano, invece, a sostenere ulteriori modifiche preoccupati dai costi di una simile operazione e dagli effetti propagandistici. A mettere in guardia gli elettori è stato ieri il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «Gli italiani hanno vissuto la legge Fornero come una grande ingiustizia, ma penso che abolirla non sia ragionevolmente possibile, perché si metterebbero a rischio i conti del nostro Paese. Non si può fare perché costa troppo e scaricherebbe sui giovani un altro problema, credo che vada invece modificata» ha detto Poletti che ha condiviso le medesime preoccupazioni espresse l'altro giorno dal Ministro dell'Economia PierCarlo Padoan.

Netta la presa di posizione anche del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che ricorda come l'attuale legislatura abbia già prodotto diversi risultati insperati cinque anni fa temperando in più punti le rigidità della Riforma del 2011: "Il Pd ha sostenuto in questi anni otto salvaguardie, l'ape sociale e la quota 41 per alcune categorie di lavoratori precoci, l'opzione donna illegittimamente compressa dall'Inps nel 2012, l'abolizione della penalizzazione, il cumulo gratuito dei contributi e lo scivolo per la classe del 1952". "A queste novità si aggiunge l'Ape volontario che consentirà di uscire con 63 anni e 20 di contributi accendendo un prestito bancario garantito dalla pensione".

Secondo Damiano si tratta di fatti e non di propaganda sui quali si dovrà proseguire nella prossima legislatura. “E' da qui – conclude Damiano – che bisogna ripartire, perché un pezzo di strada è già stato percorso e, da quel piedistallo che abbiamo costruito con la nostra battaglia sulle pensioni condotta ininterrottamente dal 2012 fino ad oggi, sarà più agevole raggiungere l’obiettivo. Pensione di anzianita' con 41 anni di contributi, Ape sociale strutturale, nona salvaguardia per gli esodati e continuazione della sperimentazione di Opzione Donna, possono diventare obiettivi credibili e non propagandistici se utilizzeremo il prezioso lavoro di silenzioso smontaggio della legge Fornero avvenuto nel corso di questi anni. Alla pura propaganda sostituiamo i contenuti”. 

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