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Riforma Pensioni, Ecco l'ABC delle novità contenute nella manovra 2018

Dall'Ape Social ai precoci e ai lavori usuranti. Tutte le novità contenute nella manovra finanziaria sul fronte previdenziale.

 La pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale della legge di bilancio per il 2018 (legge 205/2017) consente di avere finalmente un quadro più chiaro delle modifiche che scattano già da quest'anno o dal 2019 in materia pensionistica. La manovra contiene una serie di modifiche che ampliano gli anticipi pensionistici ed esenta dal prossimo adeguamento gli addetti a mansioni gravose. Ecco l'analisi di PensioniOggi.it sulle modifiche che salgono nella legge di bilancio.

Stop All'aumento per gravosi e usuranti

La modifica più significativa riguarda la sospensione del prossimo adeguamento alla speranza di vita - per il biennio 2019-2020 - per il conseguimento della pensione di vecchiaia e della pensione anticipata con riferimento, però, alle sole categorie dei cd. lavori gravosi ed usuranti che hanno svolto tali attività per almeno sette anni negli ultimi dieci anni di lavoro unitamente ad un minimo di 30 anni di contributi. Le platee degli esentati nei cd. lavori gravosi sono 15 (le undici dell'ape social più altre quattro: operai agricoli, pescatori, marittimi e lavoratori del siderurgico), a cui si aggiungono i lavori usuranti e notturni come regolati dal Dlgs 67/2011. Queste categorie di soggetti, circa 14mila secondo le stime del Governo, continueranno sino al 31.12.2020 a poter accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età o con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) e, per il periodo successivo al 2020, lo sconto di cinque mesi si trascinerà nel tempo. L'emendamento è stato approvato senza modifiche rispetto a quanto anticipato nei giorni scorsi da PensioniOggi.it (si vedano i servizi di Sabato 25 novembre 2017 e di Domenica 26 Novembre 2017).

Alla misura si accompagna una revisione del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita dal 2021, l'istituzione di due commissioni che dovranno accertare l'incidenza delle professioni svolte sull'aspettativa di vita (con l'obiettivo di ampliare nei prossimi anni le categorie degli esentati dagli adeguamenti) e la separazione della previdenza dall'assistenza. 

Le novità su APE e Precoci

Con la manovra le madri guadagnano lo sconto di un anno requisiti contributivi per l'ape sociale per ogni figlio entro un limite di due anni (dai sei mesi previsti in origine dal Governo) e l'apertura dell'ape sociale ai lavoratori la cui disoccupazione derivi dalla scadenza di un contratto a termine a condizione che l'interessato nei tre anni precedenti la cessazione del rapporto, abbia avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi

Vengono, inoltre, ampliate le categorie dei lavori gravosi che hanno diritto all'Ape sociale e al pensionamento con 41 anni di contributi. In particolare vengono inclusi nel beneficio anche le altre quattro categorie destinatarie dell'esenzione dall'adeguamento alla speranza di vita Istat (dunque le categorie diventano 15) con l'aggiunta di alcuni ritocchi per includere un maggior numero di lavoratori. In particolare è stato ampliato l'intervallo temporale in cui maturare il periodo di attività richiesto nelle professioni gravose (oltre allo schema 6 anni su 7 viene altresì prevista la possibilità di maturare il periodo di attività con 7 anni di attività gravosa su 10) e viene abolito il vincolo della tariffa inail non inferiore al 17 per mille (qui i dettagli); viene istituito poi il Fondo Speciale per l'Ape nel quale confluiranno i risparmi maturati con l'obiettivo di prorogarlo sino al 31.12.2019 (per l'estensione temporale servirà però un provvedimento legislativo). Da segnalare un emendamento in base al quale l'Ape sociale ed il pensionamento con 41 anni di contributi vengono riconosciuti anche ai caregivers che assistono un familiare entro il secondo grado (qui i dettagli). 

Le altre modifiche

Ok anche alla proroga dell'Ape volontario di un anno, sino al 31.12.2019, ai correttivi sulla RITA che viene resa più flessibile e all'ampliamento dei destinatari del reddito di inclusione, agli incentivi per l'assunzione dei giovani, la detassazione della previdenza integrativa per i dipendenti pubblici sulla falsariga di quanto già previsto per i privati che dovrebbe consentire di raddoppiare le adesioni degli statali alle “forme complementari”.

Ci sono anche alcuni ritocchi sulle date di pagamento delle pensioni che restano confermate al 1° giorno bancabile del mese, l'estensione dell'isopensione da 4 a 7 anni per il triennio 2018-2020 per consentire il ricambio generazionale nelle imprese private, alcune limature sul fondo di previdenza degli sportivi professionisti, più alcune disposizioni specifiche per il pensionamento anticipato dei poligrafici dipendenti di imprese editoriali in crisi e l'estensione ai lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario e degli stabilimenti di fabbricazione di fibre ceramiche dei benefici previdenziali riconosciuti ai lavoratori esposti all’amianto. La manovra dispone poi la soppressione di FONDINPS, cioè del fondo pensione residuale istituito dal D.Lgs. 252/2005 al fine di accogliere  le quote di TFR maturando non destinato in forma esplicita ad un fondo pensione  (cd. TFR tacito).

Per i lavori usuranti va segnalata l'approvazione di un emendamento che prevede (tenuto conto della gravosità dei lavori organizzati in turni di 12 ore) che per i lavoratori impiegati in cicli produttivi del settore industriale su turni di 12 ore (sulla base di accordi collettivi già sottoscritti al 31 dicembre 2016) che, ai fini dell’accesso alla pensione mediante il sistema delle “quote”, prestino attività per meno di 78 giorni, i giorni lavorativi effettivamente svolti siano moltiplicati per il coefficiente di 1,5. La misura dovrebbe consentire un ampliamento dei destinatari del pensionamento con le cd. quote.  

Assente dalla manovra la proroga dell'opzione donna, l'estensione dell'indennizzo ai commercianti, la nona salvaguardia pensionistica. 

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