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Riforma Pensioni, Il M5S rilancia: 41 anni di lavoro bastano per la pensione

Dopo la Lega anche il Movimento Cinque Stelle prende le distanze dalla Legge Fornero. Ma aldilà delle promesse resta il problema delle coperture. 

La Legge Fornero resta nel mirino della campagna elettorale. Dopo la presa di posizione della Lega che ha annunciato ad inizio settimana la volontà di abrogare la Riforma del Governo Monti se la coalizione di centrodestra riuscirà a vincere al primo turno le elezioni politiche del prossimo 3 marzo anche i Cinque Stelle prendono posizione. "Serve l'abolizione di tante leggi - ha detto ieri Luigi Di Maio candidato premier del movimento di Beppe Grillo - tra queste c'è sicuramente la legge Fornero e abbiamo visto come Salvini si sia venduto per qualche poltrona e rinneghi l'abolizione di questa legge".

"Se Berlusconi ha qualche proposta - ha aggiunto Di Maio sorridendo - può partecipare a leggidaabolire.it". Il movimento Cinque Stelle, ha indicato Di Maio, si farà promotore di un programma che si chiama "quota 41", si basa su un concetto che tu dopo 41 anni di lavoro devi andare in pensione" senza che ci sia il legame "tra tempo di lavoro e età pensionabile". Il programma del M5S sulle pensioni "sarà presentato nei prossimi giorni", spiega Di Maio che sulla legge Fornero sottolinea: "Va abolita non solo per chi deve andare in pensione ma per tutti i giovani" che ci andranno.

Attualmente la cd. quota 41 è stata riconosciuta con la legge 232/2016 dal 1° maggio 2017 - dopo lunghi anni di trattative e discussioni - solo in favore di alcune categorie di lavoratori in difficoltà (disoccupati, invalidi, addetti a mansioni usuranti e gravose, o soggetti che assistono disabili) e a condizione che possano vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età (lavoratori cioè precoci). Una serie di vincoli che consentono il pensionamento solo a poche categorie di soggetti e, peraltro, in esito ad una complessa procedura di monitoraggio e di verifica delle condizioni. Per Di Maio l'obiettivo del M5S sarebbe quello di estendere il pensionamento con 41 anni di contributi a tutti, uomini e donne, anche non precoci come accadeva, in sostanza, prima della Legge Fornero. Una proposta appetibile elettoralmente ma molto costosa e, pertanto, difficilmente realizzabile. Del resto anche Forza Italia ha espresso cautela l'altro giorno sull'ipotesi della Lega di rispolverare i vecchi disegni di legge sulle pensioni di anzianità.

A parte gli slogan e le promesse elettorali è molto più probabile che chiunque vincerà elezioni dovrà confrontarsi piuttosto con la rosa degli strumenti introdotti nel dicembre 2016 dal Governo Renzi. Vale a dire con l'ape sociale e con la quota 41 solo per i lavoratori precoci. Questi meccanismi potrebbero essere ulteriormente estesi eliminando le tante restrizioni che generano lavoratori di serie A e di serie B; e si potrebbe procedere ad una stabilizzazione dell'ape sociale e dell'ape volontario. Tra le misure che si potrebbero realizzare a costo ridotto c'è poi una nona salvaguardia per gli ulteriori sei mila esodati rimasti fuori dai precedenti interventi (l'operazione si potrebbe attuare ad una cifra irrisoria considerando le risorse risparmiate) e una proroga dell'opzione donna

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