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Riforma Pensioni, Primo ok alla Camera per estendere l'Ape social

Tra le modifiche proposte dalla Commissione Lavoro l'estensione dell'Ape sociale e l'irrobustimento del bonus contributivo per le madri. 

 Via libera della Commissione Lavoro della Camera ad alcuni emendamenti in materia pensionistica. Ne da' notizia il Presidente della Commissione, Cesare Damiano, indicando che il testo delle modifiche proposte dalla Commissione Lavoro sono stati trasmessi alla Commissione Bilancio per l'approvazione.

Quattro le modifiche proposte che del resto erano già state anticipate da PensioniOggi.it l'altro giorno. Si parte dalla proroga di un anno dell'Ape sociale, l'indennita' di accompagnamento alla pensione per le categorie più disagiate prevista in via sperimentale sino al 2018 e che ora potrebbe durare un anno in più sino al 2019 agganciando così quanto già è previsto, nella legge di bilancio per il 2018, per l'Ape volontario. La seconda modifica riguarda l'irrobustimento dello sconto contributivo per le donne per l'ape social: dagli attuali sei mesi per ogni figlio si potrebbe passare ad un anno per ogni figlio sempre entro un massimo di due anni. In sostanza le lavoratrici con due figli potranno ottenere l'ape sociale con 28 anni di contributi anzichè 30 (34 anni se rientrano nei lavori gravosi invece che 36).

Si ampliano i lavori cd. gravosi

La terza modifica riguarda l'ampliamento delle mansioni gravose per inserire nel perimetro di tutela anche le ulteriori quattro categorie professionali che dal 2019 beneficeranno della dispensa dal prossimo adeguamento alla speranza di vita Istat. Si tratta dei marittimi, degli operai agricoli, lavoratori della pesca e siderurgici. Anche queste categorie, secondo la proposta della Commissione Lavoro, potranno dal prossimo anno conseguire l'Ape sociale dai 63 anni unitamente a 36 anni di contributi oppure uscire con la pensione anticipata con 41 anni di contributi se soddisfano i requisiti del lavoro precoce (12 mesi di attività di lavoro effettiva prima del 19° anno).

Più ampio il perimetro di accesso per i disoccupati

Un quarto emendamento lima le condizioni richieste per accedere all'Ape sociale/beneficio precoci per i lavoratori disoccupati, uno dei profili più controversi che ha determinato il rigetto di numerose istanze sino ad oggi. Con una modifica alla legge 232/2016 la Commissione Lavoro propone l'inclusione del beneficio anche ai lavoratori la cui disoccupazione sia conseguenza della scadenza naturale del contratto a termine (in senso leggermente più favorevole rispetto a quanto già previsto nel testo governativo approvato dal Senato) e include nel beneficio anche ai lavoratori che non hanno fruito dell'ammortizzatore sociale (es. per mancanza dei requisiti oppure per fatto spirare il termine per la presentazione della domanda). Attualmente invece i soggetti in questo profilo di tutela possono conseguire l'Ape sociale o il beneficio per i precoci (la cd. quota 41) solo se la disoccupazione si conseguenza di un licenziamento anche collettivo o di dimissioni per giusta causa e a condizione di aver fruito dell'ammortizzatore sociale contro la disoccupazione involontaria (Es. naspi).

Le altre modifiche

Tra gli emendamenti proposti compare anche la proroga al 30 giugno 2018 della mobilità in essere al 31 dicembre 2017 per i lavoratori delle imprese per le quali sono aperti i tavoli di crisi al ministero dello Sviluppo economico, il riconoscimento di più flessibilità nella gestione dei fondi da parte dell’Anpal per la stabilizzazione dei lavoratori e l'esclusione delle casse dei professionisti dal meccanismo di bail in. Viene inoltre richiesta la prosecuzione fino al 2020 dell'estensione sperimentale delle prestazioni del Fondo per le vittime dell’amianto.

Passa anche un emendamento che propone la riforma della governance di Inps e Inail e il rafforzamento delle indennità riconosciuta al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo che passano da un minimo di 4 ad 8 mensilità.  C'è poi una proposta di estendere anche alle persone molestate sui luoghi di lavoro del congedo (tre mesi) riservato alle donne vittime di violenza e lo stop al pagamento in contanti della retribuzione, una modifica che in realtà recepisce una proposta di legge già approvata in prima lettura lo scorso mese.

La parola finale spetterà tuttavia alla Commissione Bilancio di Palazzo Madama che la prossima settimana dovrebbe iniziare in sede referente la votazione nel merito degli emendamenti proposti dalle altre Commissioni per consegnare il testo all'Aula per metà mese. Poi il testo tornerà al Senato per la terza ed ultima lettura. 

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