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Buona Scuola, In Gazzetta la Rifoma Renzi-Giannini. Ecco il testo

E' stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale la legge di Riforma della Buona Scuola. Il Provvedimento entra in vigore da oggi.

La legge sulla buona scuola è ufficialmente in vigore da oggi. Dopo la pubblicazione in Gazzetta della legge 107/2015 si completa l'ultimo tassello della Riforma Renzi-Giannini, un percorso durato diversi mesi.

Molte delle novità entreranno però a regime solo dal prossimo anno scolastico (1° settembre 2016) dopo un anno di transizione: il trascinamento dei lavori parlamentari oltre il 30 giugno ha di fatto reso impossibile il rispetto dell'originaria deadline ed ha determinato lo slittamento al prossimo anno di molte delle misure contenute nella Riforma. Si pensi ad esempio all'organico dell'autonomia, ai nuovi poteri dei presidi, al sistema di valutazione dei docenti ma anche a parte del piano straordinario di immissioni in ruolo che andrà a regime solo dall'anno scolastico 2016/2017.

La novità principale resta proprio quest'ultimo punto. I posti da assegnare alle due categorie di docenti interessati - vincitori e idonei dei vecchi concorsi incluso quello del 2012 e iscritti alle graduatorie a esaurimento - saranno duemila in più rispetto alle originarie previsioni. Un incremento dovuto al maggior numero di cessazioni dal servizio verificatesi nel frattempo. Resta confermata invece la tempistica per la loro assegnazione. Entro settembre 2015 verranno assegnate infatti 47.476 cattedre tra turn over, posti disponibili e nuove immissioni sul sostegno. A queste si aggiungeranno altre 55.258 stabilizzazioni sui posti di potenziamento che dal 2016/2017 lasceranno spazio all’organico dell’autonomia. In questo caso, almeno stando alle stime del Miur, le assegnazioni dovrebbero concludersi entro novembre con il meccanismo della nomina giuridica.

Nel provvedimento c'è lo spostamento al 1° settembre 2016 del termine a partire dal quale i contratti a termine non potranno superare il tetto di 36 mesi ribadito dalla sentenza della Corte Ue del 26 novembre scorso. A completare il quadro dei cambiamenti finali c’è poi la precisazione dei criteri con cui il Miur dovrà assegnare il 10% di fondi perequativi agli istituti meno fortunati nelle scelte dei privati che decideranno di utilizzare il neonato “school bonus”. Il provvedimento conferma, inoltre, il rilancio del rapporto scuola-impresa (più alternanza con il lavoro e ore di laboratorio); e il concorso da 60mila posti da bandire a dicembre per i soli docenti abilitati. 

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Documenti: il Testo della Legge 107/2015 - Riordino del sistema di istruzione 

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