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Riforma Pensioni, Ecco i cinque punti del Piano Boeri

Il Presidente dell'Inps propone un contributo di solidarietà sui redditi piu' elevati, flessibilità in uscita con il contributivo, reddito minimo per chi ha 55 anni ed è senza lavoro.

Con la diffusione della proposta dell'Inps si aggiunge un altro tassello all'ampio dibattito parlamentare sul fronte dei possibili correttivi alla legge fornero che il Governo intende mettere in campo dall'inizio del prossimo anno. Secondo L'Inps si tratta di proposta "sostenibile" per i conti pubblici ed equa perchè realizza, tra l'altro, quella separazione tra previdenza ed assistenza da anni discussa ma mai effettivamente attuata. 

Boeri ha rimarcato che si tratta di un progetto credibile perchè non determina un aggravio nel medio-lungo termine del bilancio pubblico e non grava sulle nuove generazioni. Cinque i punti cardine della proposta. Eccoli

Rete di Protezione Sociale. Il primo punto citato da Boeri riguarda l'introduzione di una rete di protezione sociale dai 55 anni in su, la fascia di lavoratori che maggiormente ha patito la crisi economica di questi ultimi anni. Chi si trova in queste condizioni potrà contare su una prestazione assistenziale al termine delle attuali tutele contro la disoccupazione. Con questo strumento, inoltre, si potrà superare un vizio d’origine del sistema contributivo introdotto nel nostro ordinamento a partire dalla seconda metà degli anni ’90: quello di non prevedere prestazioni minime per chi non ha altri redditi e ha accumulato un montante contributivo troppo basso per garantirsi una pensione al di sopra della soglia di povertà.

Stop alle ricongiunzioni onerose. Si completerà l'unificazione delle gestioni dell'AGO con i fondi esclusivi e sostitutivi e soprattutto con la gestione separata. I lavoratori che hanno avuto carriere discontinue nell'arco della vita lavorativa potranno quindi utilizzare gratuitamente gli spezzoni contributivi presenti in piu' gestioni al fine di acquisire un'unica prestazione previdenziale sia di vecchiaia che anticipata. La proposta, sostiene Boeri, non rende più necessarie le ricongiunzioni onerose che hanno penalizzato i lavoratori più mobili e quelli con vincoli di liquidità.

Armonizzazione. E' uno dei punti piu' spinosi. Boeri punta a comprimere i privilegi di cui attualmente godono alcuni comparti di ex-lavoratori. La proposta è arricchita anche dall'introduzione un contributo di solidarieta' per gli assegni pensionistici piu' elevati i cui risparmi saranno utilizzati per finanziare le pensioni flessibili. Tra questi privilegi Boeri cita espressamente anche i vitalizi dei Parlamentari: "si tratta di pensioni che sono state sottratte alle riforma previdenziale degli ultimi 25 anni" che dovranno essere rivisti.

Pensione Flessibile. E' il punto centrale della Riforma. Tutti i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria potranno andare in pensione prima accettando un assegno ridotto tra il 3 ed il 10% (viene escluso però il ricalcolo tutto con il contributivo dell'assegno). Per Boeri si tratta dell'unica ipotesi sostenibile per i conti pubblici e soprattutto equa perchè non grava sulle generazioni future a differenza dei vari progetti di legge depositati in Parlamento che mirano a reintrodurre, con varie sfumature, le pensioni di anzianità. L'asticella per l'uscita è fissata a 63 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi con la richiesta di un importo minimo dell'assegno. 

Non si va in pensione ma si prende la pensione. Con l'ultimo punto Boeri intende consentire anche a coloro che hanno già la pensione di poter continuare a versare o farsi versare i contributi per incrementare l'assegno maturato. Ad esempio il datore di lavoro potrà versare dei contributi aggiuntivi all'ex-dipendente per garantirgli nel tempo un assegno piu' elevato.

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Documenti: i dettagli della proposta Boeri

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