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Per ottenere il contributo i redditi ai fini Isee non devono superare euro 6.795,38 €. Possono accedere alla misura di sostegno gli ultra 65enni o i genitori di bimbi con meno di tre anni. 


La Carta Acquisti

Il dizionario di PensioniOggi

La Carta acquisti è una misura introdotta con il Decreto Legge n. 112 del 2008 per offrire un sostegno alle persone meno abbienti negli acquisti di generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici abilitati al circuito MasterCard e per il pagamento delle bollette domestiche di luce e gas. La carta, emessa da Poste Italiane, funziona come una normale carta di pagamento con la differenza sostanziale che le spese vengono addebitate, entro i limiti stabiliti dal programma, non al titolare della Carta, ma direttamente allo Stato e alle Regioni, e agli Enti territoriali che hanno erogato specifici contributi.  

Si tratta dunque di un sostegno economico indiretto in quanto ai beneficiari non viene erogata direttamente una somma economica da poter spendere liberamente per far fronte alle proprie esigenze bensì fornisce un metodo di pagamento per acquistare determinati beni e servizi di prima necessità. La Carta Acquisti vale 40 euro al mese e viene ricaricata ogni bimestre con 80 euro per un valore complessivo annuo di 480 euro. La prima ricarica avviene al momento della presentazione della domanda, previa verifica dei requisiti.

Destinatari. La misura si rivolge ai soggetti con più di 65 anni o che sono genitori di un bambino con meno di tre anni di età che rispettino determinate condizioni economiche e reddituali. In particolare per fruire della carta acquisti nel 2016 occorre avere un Isee non superiore a 6.795,38 euro se si è minori d'età inferiore a 3 anni (in questo caso il Titolare della Carta è un esercente patria potestà) oppure per i soggetti tra i 65 e 70 anni; ovvero a 9.060,51 euro se si è in età superiore a 70 anni.

Oltre ai requisiti di Isee sopra indicati è richiesto che il titolare non sia, da solo o insieme al coniuge: a) intestatario di più di una utenza elettrica domestica; b) intestatario di più di una utenza elettrica non domestica; c) intestatario di più di due utenze del gas; d) proprietario di più di due autoveicoli; e) proprietario, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo; f) proprietario, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili che non siano ad uso abitativo o di categoria catastale C7; g) titolare di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a euro 15.000; h) non fruisca di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni in quanto ricoverato in istituto di cura di lunga degenza o detenuto in istituto di pena.

L'estensione. L'8 aprile 2014, con la pubblicazione del Decreto Interministeriale del 3 febbraio 2014, i benefici previsti dal programma Carta Acquisti sono stati estesi anche ai cittadini residenti di Stati membri dell'Unione europea ovvero familiari di cittadini italiani o di Stati membri dell'Unione europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero stranieri in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ai sensi dell'art. 1, comma 216, della legge del 27 dicembre 2013, numero 147 (legge di stabilita' 2014).

La nuova Carta Acquisti
Oltre alla social card tradizionale i cittadini residenti da almeno un anno nei 12 Comuni che hanno aderito al progetto (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona) hanno potuto fruire, in via sperimentale dal 2013, della nuova carta acquisti a condizione di aderire ad un progetto di inclusione attiva (Decreto ​interministeriale del 10 gennaio 2013).

Il piano, noto anche come SIA, sostegno all'inclusione attiva, eroga un contributo superiore alla carta acquisti ordinaria e si rivolge a famiglie in condizioni economiche di estremo disagio (Isee inferiore a 3mila euro e requisiti patrimoniali molto stringenti) nelle quali siano presenti minori, vista la crescente incidenza della povertà minorile nel corso degli ultimi anni. Il contributo mensile, sempre erogato tramite l'emissione di una carta di pagamento al beneficiario, varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare, calcolato escludendo le persone a carico ai fini Irpef diverse dal coniuge e dai figli (l'importo oscilla da 230 a 400 euro al mese) ed ha una durata di 12 mesi a partire dal primo accredito bimestrale del beneficio. 

Appare utile ricordare che, dopo l'esaurimento del Piano sperimentale, la recente legge di stabilità ha esteso il SIA a tutto il territorio nazionale sulla base del recente modello approvato​ l'11 febbraio 2016 in Conferenza Unificata  (Stato-Regioni-Città e Autonomie locali) a partire dal 2 settembre 2016. Le famiglie saranno tenute ad aderire al progetto, impegnandosi ad attivarsi nella cura dei figli (scuola, salute, ecc.) e a partecipare a interventi mirati alla ricerca attiva di lavoro, quali tirocini, borse lavoro, formazione. L'obiettivo è il superamento della condizione di povertà e la graduale riconquista dell'autonomia (i dettagli del nuovo sostegno per l'inclusione attiva).

Dal 2017 il SIA diventerà una misura stabile per il contrasto alla povertà, superando la logica assistenziale in funzione dell'inclusione attiva attraverso la riorganizzazione dei servizi sull'intero territorio nazionale così come delineato nel Disegno di legge delega sul contrasto alla povertà, il riordino delle prestazioni e il sistema degli interventi e dei servizi sociali recentemente approvato ​dal Consiglio dei Ministri e ora sottoposto all'approvazione del Parlamento. ​

 

Documenti: Dm 7.11.2008 Dm 16.9.2008 settembre 2008 ; Dl 112/2008 

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