Pensioni, I contributi da commerciante non svalutano i periodi di lavoro dipendente

Martedì, 09 Novembre 2021
Dalla quota 102 alle pensioni erogate in regime di cumulo, alle ricongiunzioni onerose. Le risposte ai principali quesiti dei lettori.

se la quota 102 verrà definitivamente approvata potrei rientrare nei requisiti. Ho però in corso il riscatto rateale della laurea ed avendo letto il vostro articolo "Pensioni, Niente riscatto sull'assegno erogato in regime di cumulo", mi sembra di capire che per ottenere la pensione dovrò versare tutti il saldo del riscatto. La domanda è la seguente. Il saldo va versato prima di fare la domanda di pensione all'inps con il cumulo o solo dopo che l'Inps ha esaminato la domanda e li richiede?

Si conferma che sulle pensioni erogate in regime di cumulo dei periodi assicurativi non è possibile trattenere le rate derivanti dal riscatto. In tal caso si ritiene che l'INPS chiederà il pagamento delle rate residue dopo aver presentato la domanda di pensione.

nel luglio 2022 acquisirò il diritto alla pensione di vecchiaia. Attualmente sono iscritta, con circa 10 anni di contributi, alla gestione separata come professionista senza cassa, ma ho una situazione molto complessa, avendo versamenti in varie casse( commercianti, dipendenti, ex Enpals).
A causa del requisito della soglia minima previso dalla gestione separata devo versare l''ultimo contributo nella gestione dipendenti e fare domanda di pensione presso questa, che non contempla il requisito della soglia minima. DOMANDA. è necessaria l'assunzione o posso versare dei contributi volontari? Devo chiudere prima della richiesta la partita IVA?

Si conferma che in caso di pensione in cumulo dei periodi assicurativi se la gestione separata dell'INPS è quella di ultima iscrizione è necessario soddisfare, oltre ai requisiti anagrafici e contributivi, anche il cd. importo soglia (cfr: messaggio inps 2575/2021). L'INPS non ha fornito istruzioni in merito alla casistica appena rappresentata. Pertanto, per evitare possibili contestazioni, è consigliabile procedere alla chiusura della partita IVA e all'attivazione di un rapporto di lavoro dipendente (anche per una sola settimana) genuino.

Buonasera, sono nato 02/11/1969. Lavoro dal 04/1995 in banca ininterrottamente. Inoltre ho un anno di contribuzione figurativa per servizio militare dal 06/1993 al 05/1994. Se facessi l'opzione al contributivo puro, potrei usufruire della pensione anticipata contributiva (quindi, secondo i miei calcoli e le ultime stime demografiche, a 65 anni e 4 mesi, ossia nel 03/2035) ?

La risposta è negativa. L'opzione al contributivo non consente di utilizzare i canali di pensionamento previsti per i soggetti privi di anzianità assicurativa al 31.12.1995. L'unica chance per raggiungere l'obiettivo indicato è quella di effettuare il cd. computo nella gestione separata. Ma deve, per l'appunto, iscriversi alla gestione separata dell'INPS. 

sono una lavoratrice di 55 anni, ho maturato ad oggi 34 anni e 5 mesi di contributi, di cui 4 nella gestione INPDAP (ante 1995) e 3 nel fondo IPOST. Gli altri 27 anni sono interamente afferenti alla gestione INPS.
Per presentare domanda di Isopensione, quando ne maturerò il diritto, è necessario ricongiugere le annualità afferenti alle due diverse gestioni INPDAP e I-Post nella gestione INPS, o questi anni valgono comunque per il computo dell’isopensione?

Sì, deve ricongiungere necessariamente i contributi dalle gestioni esclusive all'assicurazione generale obbligatoria per poterli valorizzare. Dovrà farlo prima o contestualmente alla definizione del piano di accesso all'esodo.

Sono un ex lavoratore dipendente. Ho perso il lavoro a gennaio 2021 e sto percependo la NASPI i cui contributi figurativi mi permetteranno di arrivare a maturare a luglio 2022 il requisito di 42 anni e 10 mesi per andare in pensione anticipata. Da febbraio 2021 ho aperto partita IVA commercianti e ogni 4 mesi verso circa € 962 a titolo di contributi INPS (regime dei minimi). Tali contributi compaiono nell'estratto conto INPS gestione ordinaria. "Tipo di contribuzione Titolare di impresa COM." e afferiscono lo stesso periodo coperto da NASPI. La mia pensione sarà calcolata con il sistema misto retributivo/contributivo ed avrà tre componenti: due retributive calcolate con la media della retribuzione degli ultimi 5 e 10 anni e una contributiva. Ho già letto che ai fini del calcolo della pensione l'impatto dei contributi figurativi NASPI potrà essere neutralizzato. La mia domanda è: i contributi da impresa commerciale influiranno sul calcolo oppure no? In particolare: influiranno sul calcolo della retribuzione media ultimi 5/10 anni? In caso affermativo sarei penalizzato in quanto tali medie verrebbero abbassate significativamente.

I contributi da commercianti influiranno certamente sul calcolo della pensione e solo in senso positivo. Anche se le cifre versate sono molto basse. Ciò in quanto sono accreditati nella gestione commercianti e non nella gestione dipendenti (FPLD) e sono completamente distinti dal calcolo delle medie retributive degli ultimi anni di lavoro della gestione dipendenti.

In relazione all'istanza prodotta dalla S.V. in data 13/03/2003, si informa che per le norme che disciplinano questa Cassa la sua istanza non può essere accolta. Note: si rigetta la domanda di ricongiunzione onerosa ex art 2 l.29 del 1979 in quanto assente contribuzione obbligatoria
ricongiungibile nel fondo pensioni lavoratori dipendenti. Avverso il presente atto la S.V. può presentare ricorso amministrativo.
Mi dite come dovrei comportarmi per una istanza fatta 18 anni fa. Mi conviene andare a fondo o accettare ciò che è stato deciso? Ma la ricongiunzione non è gratuita e fruibile dagli iscritti a una gestione Inps, come nel caso di specie ?

Sì conferma (purtroppo) che a causa di una lacuna amministrativa i contributi figurativi nella gestione FPLD non possono essere trasferiti nelle gestioni esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria in assenza di almeno un contributo obbligatorio da lavoro dipendente. Sono decenni che si attende che l'orientamento muti. L'alternativa è quella di effettuare il cumulo dei periodi assicurativi (ma non sempre conveniente).

Un dipendente della Pubblica Amministrazione, qualora abbia maturato i requisiti per la pensione anticipata ( 41 e 10 mesi per le donne, 42 e 10 mesi per gli uomini) al compimento dei 65 anni viene collocato in quiescenza d’ ufficio, di conseguenza la sua pensione si trasforma in “ pensione d’anzianità”.
Il coefficiente di trasformazione che verrà applicato nel conteggio della pensione
sarà quello relativo ai 67 anni ( visto che è una pensione d’anzianità) o all’effettiva età e quindi quello relativo ai 65 anni? E, qualora si tenga conto dell’effettiva età, non si palesa un evidente discriminazione verso il soggetto in questione che, pur volendo, non può raggiungere il massimo coefficiente di moltiplicazione?

Il coefficiente di trasformazione sarà quello relativo all'età di pensionamento effettivo, cioè 65 anni.

Avendo aderito a un contratto espansione volevo sapere se nel mio assegno di scivolo è prevista la contribuzione a carico del lavoratore (9.9%).

Sull'importo dell'assegno di scivolo (cd. indennità mensile) il lavoratore non è tenuto al versamento dei contributi previdenziali. 

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