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Amministrative, Gli Elettori Stangano il PD. Troppe promesse. Anche sulle Pensioni

Dopo la batosta del PD delle amministrative che perde sia Roma che Torino preoccupano le possibili conseguenze in termini politici. 

Le elezioni amministrative di Giugno che si sono chiuse ieri con la tornata dei ballottaggi hanno certificato un netto calo dei consensi per il partito di maggioranza. L'arretramento del Pd è stato piuttosto evidente nelle maggiori città anche se a Milano il candidato del centrosinistra è riuscito a spuntarla. Sorprende, invero, il risultato di Torino città nella quale la conferma di Piero Fassino sembrava a portata di mano, almeno alla vigilia. Ma anche qui la vittoria va ai 5 stelle. Non ha pagato la politica dei bonus nè la tanto sbandierata riforma del mercato del lavoro: la disoccupazione continua a rimanere elevatissima, mitigata solo grazie alla "droga" degli sgravi contributivi (destinati a scomparire il prossimo anno) e gli spazi di occupazione per i giovani sono ridotti al lumicino. Che continuano, quando va bene, a fare la spola tra un contratto a termine ed un altro. La crescita resta molto bassa, l'inflazione è al palo e il debito pubblico, nonostante cinque anni di riforme, è continuato a crescere.

La batosta alle amministrative era comunque nell'aria e non a caso Renzi ha evitato di farne una questione personale. L'appuntamento vero e proprio ora si sposta ad Ottobre con il referendum sulla Riforma Costituzionale. Un risultato da cui dipenderanno anche le sorti del Governo. Se le urne bocceranno la Riforma le dimissioni dell'esecutivo saranno pressochè inevitabili. A quel punto si andrà verso una nuova maggioranza sino al 2018. L'esito del referendum è tutt'altro che scontato a differenza di quanto si vuole far credere in giro: la base del Pd, stanca di continue promesse e di azioni di Governo spesso non coerenti, è sempre più insonorizzata ad annunci di epocali cambiamenti che, alla fine, il più delle volte si rivelano molto più contenuti di quanto ci potesse immaginare. O addirittura peggiorativi. Come rischia di essere il progetto di Riforma della Costituzione già sonoramente bocciato da fior fior di costituzionalisti. E poi c'è il voto di protesta, il cui effetto non va sottovalutato. Di certo le prossime settimane saranno decisive per il Governo. E sicuramente il tema della flessibilità in uscita e degli altri correttivi da apportare sulle pensioni e sugli ammortizzatori sociali sarà uno dei temi che smuoverà ampie masse di elettori. Renzi è avvertito. 

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